50° Stormo

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155° Gruppo

 

 

Pantere

 

 

Nere

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Il 155° Gruppo “Pantere Nere” è dedicato al Sergente Pilota Serafini Ferruccio, Medaglia d’Oro al valor Militare, ardito e valoroso pilota da caccia, giovane e temperato nelle più ardue battaglie aeree.
Il 155° Gruppo viene costituito il 5 giugno del 1941 come Gruppo Caccia Terrestre sulla base di Ciampino Sud ed è equipaggiato con velivoli Fiat G.50 bis. Per tutto il 1941 e nei primi mesi del 1942 opera in Libia impegnato in missioni di scorta e di protezione ai convogli navali, a meta del 1942 il Gruppo fortemente provato viene rimpatriato a Ciampino Sud sotto il 51° Stormo, gli vengono anche assegnati nuovi velivoli Macchi Mc.200 e Mc.202. Con il nuovo trasferimento a Gela il 155° compie missioni di scorta ai bombardieri sui cieli di Malta, terminata la campagna in Sicilia ritorna a Ciampino e inizia l’acquisizione dei nuovi Mc.205, con questi nuovi velivoli gli viene affidato il compito di proteggere la capitale Roma. Con un nuovo trasferimento in Sardegna il reparto nel 1943 perde uno dei suoi piloti più valorosi, il Sergente Serafini, e caso più unico che raro, visto gli eventi negativi della guerra ormai persa, il Comandante del reparto riesce ad evitare che venga posto in posizione “Quadro”.
Nel 1944 sull’aeroporto di Lecce Galatina il 155° Gruppo costituisce assieme al 20° e al 21° Gruppo il 50° Stormo, nell’immediato dopoguerra viene dotato di Spitfire V e IX assieme agli ormai vetusti Mc.202; alla fine degli anni quaranta riceve i primi P 51 Mustang e viene assegnato al 51° Stormo prima a Vicenza poi a Treviso, nel 1951 passa sotto il 6° Stormo a Treviso, 6° Stormo che ben presto viene trasferito a Ghedi, insieme al 154° e al 156° danno vita alla 6^ Aerobrigata e ricevono in tempi successivi i primi jet Vampire, F 84G e F 84F.
Nel 1963 il Reparto viene trasferito a Piacenza San Damiano come reparto autonomo e solo nel 1967 diventa la parte operativa del neo costituito 50° Stormo Caccia Bombardieri, agli inizi degli anni 70 il Gruppo riceve i nuovissimi caccia intercettori F 104S che vanno a sostituire gli ormai obsoleti F 84F e per l’ennesima volta viene trasferito ancora a Treviso alle dipendenze del 51° Stormo. Nel 1985 avviene un nuovo ritorno alle origini con il trasferimento a Ghedi per iniziare la conversione sul nuovo caccia bombardiere Tornado, il 23 luglio del 1990 il 155° Gruppo viene riassegnato al 50° Stormo che a sede a Piacenza così finalmente le “Pantere” possono fare ritorno a casa.
Dopo 42 anni dall’ultima operazione bellica il reparto viene impiegato in operazioni di guerra durante la “Desert Storm”, famosa operazione per liberare il Kuwait invaso poco tempo prima da Saddam Hussein, nei 42 giorni di guerra gli equipaggi compiono 91 missioni. Dal 1993 al 1995 il Gruppo è coinvolto nell’operazione “Sharp Guard” a protezione delle unita navali che vigilano in Adriatico sull’embargo imposto alla ex Yugoslavia.
Nel 1995 avviene un cambiamento radicale nei compiti del Gruppo di Volo, il 155° lascia il ruolo di CBOC (Caccia Bombardiere Ognitempo Convenzionale) per assumere quello di ETS (Eletronic Warfare Tactical Suppression), per descrivere con accuratezza questo nuovo particolare ruolo gli voglio dedicare un capitolo specifico, per svolgere questo compito l’Aeronautica Militare modifica appositamente 15 Tornado IDS in IT-ECR con l’installazione di apparati specifici per la guerra elettronica, una scheda dettagliata è inserita nella pagina dedicata al velivolo, la transizione sul velivolo nella nuova versione termina nel 1998. Con questo nuovo ruolo il 155° Gruppo opera in Bosnia “Deliberate Forge” e in Kosovo “Allied Force”. La missione odierna delle Pantere è quello di addestrarsi costantemente nel difficile ruolo SEAD (Suppression of Enemy Air Defence), ruolo affidatogli dalla Forza Armata, e per mantenere questo compito gli uomini del 155° svolgono costanti missioni in Germania a Poligon e in Sardegna a Decimomannu, inoltre partecipano ad esercitazioni specifiche come l’Imperial Hammer, tutto questo impegno gli permette di essere costantemente Combat Ready.
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Dal 13 novembre 2008 il Comandante delle “Pantere Nere” è il Maggiore Maineri Luca, nato a Varese il 9 dicembre del 1971 dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Tecnica entra in Accademia Aeronautica nel settembre del 1990 partecipando al corso Marte IV.
Nel 1995 consegue il brevetto di pilota militare presso la scuola Nato ENJJPT (Euro NATO Joint Jet Pilot Training Program) a Sheppard AFB, Stati Uniti, brevetto conseguito su velivoli T 37A e T 38A. Al ritorno dagli states frequenta il corso pre-operativo per Tornado presso la Scuola di Lecce Galatina su MB 339A, la conversione operativa definitiva avviene alla fine del 1995 presso il TTTE (Tri-national Tornado Training Establishment) di Cottesmore in Inghilterra.
Il 26 gennaio del 1996 approda al 155° Gruppo del 50° Stormo, nel 1999 partecipa alle operazioni “Allied Force” e “Deliberate Forge” conseguendo il Distintivo di Merito per azioni belliche specialità caccia, proseguendo nelle attività operative partecipa negli anni a seguire alla Green Flag (2000), campagna Harm Firing presso il poligono di China Lake (2002) e Tactical Leadership Programme (2004).
All’interno del reparto ha ricoperto il ruolo di Capo Nucleo addestramento e standardizzazione presso la Sezione Operazione, delle 1.600 ore volate dal Maggiore Maineri circa 1.200 sono ai comando di Tornado ECR e IDS.
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Come abbiamo accennato precedentemente il 155° Gruppo svolge il ruolo di soppressione delle difese nemiche, in gergo tecnico SEAD o più in generale Guerra Elettronica, per descrivere accuratamente questa tipologia di attività non basterebbe scrivere un libro, questo perché la tematica è molto ampia e in costante evoluzione, oltretutto non sembrerebbe vero che è un argomento cosi vasto considerando che è una delle specialità aerotattiche delle più moderne, nasce con il termine “Wild Weasel” durante la Guerra del Vietnam con lo scopo di proteggere i velivoli americani dalle batterie missilistiche Sam (Surface to Air Missile).
In questa descrizione cercheremo di spiegare quali sono gli aspetti operativi per cui si addestrano gli uomini del 155° Gruppo ETS cercando di non forzare la mano sull’aspetto puramente tecnico.
Per iniziare spieghiamo un concetto a cui le “Pantere Nere” sono molto legate e nel suo significato è incluso quasi tutto, “First In Last Out” “primi ad arrivare e ultimi ad andarsene”, il concetto esprime da subito che chi compie missioni di guerra elettronica deve arrivare prima dei bombardieri, trasporti, elicotteri, caccia di scorta, ecc. quindi abbandonare l’area delle operazioni per ultimi, questo è necessario per garantire il supporto contro le difese aeree nemiche. La fase preliminare per una missione SEAD è la pianificazione dove si studiano i tipi di minaccia da affrontare, per intenderci la pianificazione viene fatta per qualsiasi tipologia di missione aerea, ma se utilizziamo come esempio una missione di bombardieri, ad essi viene assegnato un target, invece per la missione Sead non si definisce un target ma uno scenario. Durante la pianificazione della missione questo scenario deve tenere conto di molteplici fattori: numero velivoli impegnati, distanza da mantenere dalla minaccia, tempo di reazione, tipo di minaccia, variabilità delle minacce se mobili, regole di ingaggio, librerie da utilizzare (database di tutte le onde elettromagnetiche in possesso) e le eventuali incognite.
La missione una volta pianificata può essere sviluppata in due modi: autonoma, il velivolo o più velivoli si recano sulla zona prescelta e con i sistemi d’ingaggio cercano di localizzare le fonti elettromagnetiche dei radar, una volta acquisita la posizione del bersaglio si interviene per distruggerlo o solo per localizzarlo, questa scelta è dettata dalle regole d’ingaggio imposte prima della missione, una volta terminata l’operazione i velivoli fanno rientro alla base.
L’altra tipologia di missione è chiamata di supporto, le modalità iniziali sono sempre uno o più velivoli che si posizionano in una determinata area e iniziano il loro lavoro di localizzazione dei sistemi radar, di supporto perché è indispensabile per permettere a dei velivoli amici di sorvolare in sicurezza una porzione di territorio ostile, oppure di permettere a dei bombardieri di intervenire su un bersaglio fortemente difeso da sistemi missilistici e quindi non dare a questi ultimi la possibilità di abbatterli, per fare un esempio una missione di supporto molto ricorrente nei tempi attuali è l’evacuazione di personale a terra tramite aerei da trasporto o elicotteri che potrebbero essere facilmente individuati e distrutti con sistemi di difesa aerea anche non modernissimi, questi sistemi radar ovviamente verrebbero resi inutilizzabili con un intervento dei nostri ECR.
E’ giusto precisare che in ambedue le tipologie di missione a volte basta la presenza dei Tornado ECR (Electronic Combat Reconnaissance) per scoraggiare il nemico nell’attivare i sistemi radar di scoperta, mentre molte altre volte è necessario la distruzione dell’apparato. Tutte le missioni SEAD vengono sempre fatte con la copertura aerea dei caccia anche se il Tornado ECR con i suoi AIM 9L Sidewinder ha una minima capacità difensiva aria aria in grado di difendersi in fase di disimpegno.
Visto quali sono le due tipologie di missione vediamo come vengono svolte, una volta che i velivoli Tornado ECR arrivano nella zona di intervento, dove si ritiene che ci siano dei sistemi radar di scoperta, inizia una specie di gara di astuzia tra il velivolo Sead e il TCO (Tactical Control Officer) del sistema radar, cerchiamo di capire come avviene questo, il Tornado ECR con il suo sistema ELS (Emitter Location Transmitter) cerca le onde elettromagnetiche emesse dal radar per agganciarlo e neutralizzarlo con il missile anti-radiazione Harm, missile di tipo Stand Off, impiegabile a distanza, ha una propria capacità di rilevare la fonte elettromagnetica, però solo con un angolo frontale, l’ELS è in grado di lavorare a 360° gradi, ovviamente se il radar viene acceso con molto anticipo è molto facile localizzarlo, questo può avvenire con i vecchi sistemi Sa 6 e Sa 8 che hanno necessità di emettere il segnale per molto tempo (1 o 2 minuti) per fare intervenire i sistemi di difesa aerea, mentre per sistemi come Sa 10, Sa 20, Roland o Patriot l’individuazione si complica notevolmente perché questi necessitano di pochissimo tempo (30 secondi) di accensione per localizzare un aereo, inoltre le difese antiaeree moderne sono dotate di sistemi radar integrati, (più radar anche differenti) questi sistemi accendono per poco tempo il trasmettitore e si alternano tra di loro, in questo caso è difficile scovarli e soprattutto non farsi localizzarsi perché i sistemi missilistici asserviti a questi radar sono micidiali. Un altro tipo di sistema radar molto difficile da localizzare è il sistema Patriot di tipo “Cluster” che usa tre radar uguali, ognuno dei quali copre un angolo di 120°Gradi oltretutto con una portata molto superiore al sistema ELS e dello stesso Harm, inoltre il Patriot ha bisogno di pochissimo tempo di emissione per individuare un velivolo, in questo caso, come spiegato dal nostro gentile interlocutore Ten.Col. D’Ippolito Capo Ufficio Operazioni del 50° Stormo, le “Pantere Nere” utilizzano le notevoli doti di volare a bassa quota del Tornado per non farsi intercettare e quindi sfruttare il fattore sorpresa. Un’altra modalità di intervento in situazioni difficili è quello di sparare una serie di missili Harm anche senza aver individuato una fonte precisa, questo permette all’ELS di ridurre i tempi di comunicazione con il missile, e nel caso qualche missile venga distrutto, gli altri in volo hanno localizzato a loro volta la fonte e si dirigono su di esso. In gergo strettamente tecnico queste attività sono definite “gaderare”, di cui ci sono quattro sotto descrizioni: EOB obbiettivo, AOB Aereo, MOB Navale e GROB truppe. L’individuazione è molto più semplice se ad operare ci sono più ELS, ognuno di essi traccia una propria linea verso l’obbiettivo, se l’altro emettitore per esempio si trova spostato di 180°gradi le due linee avranno un punto di intersezione precisa, e in quel punto si trova proprio la fonte di emissione elettromagnetica rilevata dagli ELS.
Dal 2008 con l’acquisizione del Data Link 16 c’è stato un notevole incremento in termini di precisione e capacità di trasmissione del sistema d’arma ECR, prima dell’avvento di questo trasmettitore digitale le comunicazioni tra gli EWO (Eletronic Warfare Officer) dei Tornado dovevano fare uso della radio di bordo per trasmettersi informazioni sulla “situational awareness” (situazione tattica), oltretutto con la possibilità di essere ascoltati, mentre con il Data Link 16 tutte le informazioni avvengono con trasmissione digitale in tempo reale, dati che vengono visualizzati anche sull’ELS tramite una “Interface Unit” chiamata MIDS (Multifunctional Information Distribution System), e non solo sul singolo velivolo ma da tutti i sistemi collegati in rete. Un'altra opportunità che concede questo nuovo sistema è l’aggiornamento in tempo reale anche su sistemi diversi, per fare un esempio un velivolo non pilotato come il Predator (UAV Unmanned Aerial Veichle) che scatta delle immagini le trasmette alla base in tempo reale, e in tempo reale queste vengono visualizzate sul Tornado ECR, questo implementamento è in corso anche sul Tornado IDS e a breve grazie al POD Reccelite anche le ricognizioni aeree oltre che i dati forniti dall’ELS saranno inviati in “rete” sempre in tempo reale. Un’ulteriore upgrade che permetterà al sistema d’arma Tornado è l’acquisizione del nuovo missile anti-radiazione Hargam.
Dopo la fase di individuazione l’equipaggio del Tornado ECR in base alle regole di ingaggio ricevute (esse provengono sempre dal Parlamento) interviene, se il radar deve essere solo neutralizzato il missile Harm, che è un Soft Kill, è in grado di assolvere al compito e il sito radar viene parzialmente danneggiato, se invece la missione prevede di distruggerlo e non permette alcun tipo di riparazione in gergo l’operazione viene definita Dead (Destroy of Enemy Air Defence) e necessita dell’intervento di un caccia bombardiere con un’arma LGB (Launch Guided Bomb) o JDAM (Joint Direct Attack Munition). Questo tipo di operazione è applicata anche in campo navale dove vengono svolte delle missioni di interdizione navale chiamate ASFAU (Soppressione di radar navale), acronimo che ha sostituito la vecchia denominazione TASMO.
Nel descrivere che le missioni in generale hanno come imposizione delle regole di ingaggio stabilite a monte dalla Politica c’è da fare una precisazione, la regola dell’autodifesa è sempre garantita ed è a discrezione del pilota, se un pilota di un bombardiere viene “agganciato” da un radar nemico in base al tipo di “Lock-on” può chiedere all’equipaggio di un Tornado ECR di intervenire prima che il sistema missilistico interviene, il Lock-on è un termine tecnico che determinata quando il radar ha “agganciato” il velivolo e il sistema di rilevamento a bordo di ogni aereo riesce a stabilire di quale tipo può essere, se di un radar di scoperta oppure di un radar di guida dei missili, ovviamente nel primo caso la situazione non sarebbe tale da richiedere la distruzione del radar mentre nel secondo caso sarebbe questione di sopravvivenza ed è garantita della regole di ingaggio. Nelle missioni SEAD svolte dal 155° Gruppo vengono usati anche i Tornado IDS, nonostante la versione IDS è armata con missili Harm il velivolo non ha alcuna capacità Sead e in questo caso è chiamato “Dump Shotter” o Tornado IDS Harm, quindi per capirne l’utilità vediamo che ruolo svolge un Tornado IDS, armato solitamente con due Harm accompagna un Tornado ECR, denominato invece “Smart Shopper”, il quale lo usa come “reload” un caricatore di missili Harm che vengono gestiti dall’ELS dell’ECR. All’interno del Gruppo di volo il Tornado IDS ha anche la funzione di “alleggerire” il volume di ore di volo all’ECR.
A questo punto la missione è completata ed i velivoli fanno rientro alla propria base, tenendo conto che tutta la missione è stata registrata dall’ELS, le registrazioni devono essere elaborate e validate sulle librerie, in questa fase il materiale viene consegnato all’UOGE (Uffici Obbiettivi Guerra Elettronica), settore che analizziamo più avanti.
Gli uomini del 155° si addestrano duramente per compiere al meglio la missione a loro assegnata, la maggior parte dell’addestramento viene svolto sul poligono elettronico di Poligon in Germania dove vengono ricreati una moltitudine di sistemi radar e sistemi missilistici, servono 18 missioni sul poligono per formare un equipaggio Combat Ready in grado di compiere missioni SEAD. A Poligon opera uno speciale Team (White Team) che registra tutte le procedure che fanno gli EWO e i TCO durante il combattimento simulato, combattimento che una volta terminato grazie all’utilizzo di tutti gli orari acquisiti: lancio missile, accensione radar, orario di impatto del missile, missile di autodifesa sparato, ingaggio dell’ELS, sono in grado di stabilire con esattezza matematica se gli “attori” hanno messo in atto le procedure nel modo corretto e magari spegnere la convinzione di aver distrutto un radar mentre invece erano stati abbattuti 30 secondi prima.

 

UOGE Uffici Obbiettivi Guerra Elettronica


L’UOGE è una sezione del 155° Gruppo che si occupa di aggiornare e gestire le librerie che vengono inserite nel sistema ELS (Emitter Location System) montato a bordo del Tornado ECR e anche sul missile anti-radiazione Harm Block III. Le librerie sono una sorta di database dinamico dove vengono memorizzate tutte le onde elettromagnetiche emesse dai radar di scoperta, i radar di scoperta vengono utilizzati dai sistema di difesa missilistici per intercettare e distruggere gli aeromobili. Queste onde elettromagnetiche vengono registrate ed elaborate dal sistema ELS e una volta che la missione è compiuta e i Tornado fanno rientro alla base l’UOGE si occupa di prelevare i dati dal rilevatore, con dei software specifici vengono creati dei files che sono il corrispettivo digitale dell’emissione elettromagnetica, una volta creati questi files vengono inseriti in un apposita “sala validazione”, praticamente un banco prova che genera l’emissione radar reale con una specifica emissione elettromagnetica e queste frequenze devono essere “validate” con la ricezione e il riconoscimento da parte dall’ELS a sua volta inserito nello stesso banco prova, se l’ELS riconosce il file trasmesso il compito è portato a termine, quel file viene catalogato e inserito nelle librerie che a loro volta verranno ricaricate sul velivolo e sul missile, l’inserimento della libreria avviene per svolgere una missione dove si prevede di “incontrare” quella determinata minaccia e quindi riconoscerla.
Inoltre l’UOGE fa da interfaccia con l’industria nazionale e il Reparto Sperimentale volo dell’Aeronautica Militare per lo sviluppo e per eventuali modifiche agli apparati, inoltre concorre ad aggiornare i database specifici della NATO. Sempre gli addetti dell’UOGE svolgono anche corsi di approfondimento agli EWO del Tornado sul sistema ELS e sul missile Harm.

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STR - Servizio Tecnico Rinforzato


Il Servizio Tecnico Rinforzato dipende dal Comando di Gruppo, la struttura un po’ atipica per l’organizzazione odierna dell’Aeronautica Militare ricalca quelli che erano i vecchi CM (Centro Manutenzione) dei Gruppi di volo di molti anni addietro. Il compito dell’STR è quello di garantire la manutenzione di 1°, 2° e 3° Livello Tecnico sul Tornado ECR e IDS in forza al 50° Stormo, le parti interessate dagli interventi sono l’Avionica, la Meccanica e i Motori, per quanto riguarda la manutenzione di 3° Livello l’STR si avvale di alcuni tecnici di Alenia dislocati presso il 50° Stormo, per quanto riguarda l’approvvigionamento delle parti di ricambio come per il GEA di Ghedi anche Piacenza si appoggia al 1° RMV (Reparto Manutenzione Velivoli) di Cameri.
La sezione motoristi è una componente molto importante dell’STR, si occupano della revisione del motore Turbo Union RB 199, propulsori dei Tornado, della turbina ausiliaria e dell’impianto carburante, sull’RB 199 vengono effettuate manutenzione di 1° e 2° Livello sia a bordo velivolo che a banco, livelli di manutenzione che prevedono controlli ispettivi e sostituzione di parti usurate o danneggiate.

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650^ Squadriglia Collegamenti


La Squadriglia Collegamenti dipende dal Comando del 155° Gruppo, al momento attuale la componente di volo è ridotta ad un Siai S 208M, che viene condiviso come operazioni con la Squadriglia Collegamenti di Ghedi.
Il Personale in carico alla 650^ si occupa inoltre di mantenere efficienti le barriere di arresto posizionate sulla pista di volo e di accogliere eventuali velivoli di passaggio delle nostre Forze Armate o di Forze Armate straniere.

English translation

The 155° Gruppo


The 155° Gruppo “Pantere Nere” (Black Panthers) is named after Sergente pilota Serafini Ferruccio, Medaglia d’Oro al valor Militare, a brave and determined young fighter pilot who proved his valour in the most bitter air battles.
The 155° Gruppo was constituted on 5 June 1941 as a Gruppo Caccia Terrestre (Land Fighter Squadron) based at Ciampino Sud and equipped with the Fiat G.50bis. For all of 1941 and early 1942 It operated in Libya, engaged in escort and convoy protection missions. In mid 1942 the Gruppo, now very experienced, was repatriated to Ciampino Sud and placed the 51° Stormo, also re-equipping with the new Macchi Mc.200 and Mc.202 fighters. After a new deployment to Gela the 155° conducted bomber escort missions in the skies over Malta. At the conclusion of the Sicilian campaign it returned to Ciampino and commenced conversion on to the new Mc.205, using the new fighter in ita assigned role of protecting the capital, Roma. A new transfer took the unit to Sardegna, where, in 1943 the unit lost one of its most valorous pilots Sergente Serafini. Unlike most of the other units, after the negative results of the conclusion of the Armistice, the commander of the unit actually managed to avoid the Gruppo being placed into the “Quadro” position.
In 1944, at Lecce Galatina airfield, the 155° Gruppo constituted, together with the 20° and 21° Gruppo, the 51° Stormo, and in the immediate post-war period was issued Spitfire V and IX to fly alongside its ancient Mc.202. At the end of the forties it received its first P 51, moving to Vicenza and later to Treviso, where in 1951 it passed under the control of the 6° Stormo. The 6° Stormo was soon after transferred to Ghedi to form, parenting the 154°, 155°, and 156° Gruppo, the 6^ Aerobrigata, receiving in succession the Vampire, F-84G, and F-84F jet fighters.
In 1963 the unit was transferred to Piacenza San Damiano as an autonomous Gruppo, and only in 1967 became a part of the newly-constituted 50° Stormo Caccia Bombardieri. At the beginning of the seventies the Gruppo received the new F 104S fighter, replacing the now obsolete F 84F, and in another transfer moved to Treviso again, under the 51°Stormo. In 1985 it made a return to its roots with a move to Ghedi, where it initiated a conversion programme onto the new Tornado bomber. On 23 July 1990 the 155° Gruppo was re-assigned to the 50° Stormo based at Piacenza, a transfer which finally permitted the “Pantere” to return home.
Some 42 years since its last combat operation, the unit was assigned to operational missions during “Desert Storm”, the famous operation to free Kuwait, invaded shortly before by Saddam Hussein. In the 42 days of the war the crews completed 91 missions. Between 1993 and 1995 the Gruppo was involved in operation “Sharp Guard”, protecting the naval forces which patrolled the Adriatic enforcing the embargo placed on the former Yugoslavia.
In 1995 a radical alteration was made to the duties of the unit. The 155° abandoned the role of CBOC (Caccia Bombardiere Ognitempo Convenzionale – all weather conventional fighter bomber) and assumed the ETS task (Electronic warfare Tactical Suppression). In order to accurately describe this role, a dedicated chapter appears below. To perform this role, the Aeronautica Militare suitably modified 15 Tornado IDS into IT-ECR versions with the installation of specific apparatus for electronic warfare (refer to the detailed text in the description of the aircraft), and conversion onto the new variant was completed in 1998. In this new role the 155° Gruppo participated in “Deliberate Forge” over Bosnia and over Kosovo in “Allied Force”. The on-going mission of the Pantere is that of constantly training in the difficult SEAD (Suppression of Enemy Air Defence) role, a duty which is highly valued by the air forces, and to maintain their excellence the personnel of the 155° conduct constant mission in Germany, over the Poligon range, and in Sardegna at Decimomannu, while participating in specific exercises such as Imperial Hammer, all this enabling the unit to remain permanently Combat Ready.

Comandante 155° Gruppo


Sine 13 November 2008 the commander of the “Pantere Nere” has been Maggiore Maineri Luca, born in Varese on 9 December 1971. Having gained a Diploma di Maturità Tecnica, he entered the Accademia Aeronautica in September 1990, participating in the Marte IV course.
In 1995 he was awarded his military pilot wings at the NATO ENJPT at Sheppard AFB in the United States, qualifying on the T 37A and T 38A. On his return from the US he passed through a pre-operational course for the Tornado in the MB.339A at the Lecce Galatina flying school, completing operational conversion at the end of 1995 at the TTTE (Tri-national Tornado Training Establishment) at Cottesmore in England.
On 26 January 1996 he joined the 155° Gruppo of the 50° Stormo, and in 1999 participated in the “Allied Force” and “Deliberate Forge” operations, which resulted in the award of the Distintivo di Merito for fighter combat operations. His continued activities saw involvement in Green Flag (2000), the Harm Firing detachment to China Lake (2002), and a Tactical Leadership Program (2004).
Within the unit he has taken the role of Head of the Training and Standardisation section of the Operations Section. Of his 1,600 flying hours, Maggiore Maineri has around 1,200 at the controls of the Tornado ECR and IDS.

The mission of the 155° Gruppo


As we have reported previously, the 155° Gruppo performs the role of suppressing enemy air defences, in technical terms known as SEAD, or more commonly as Electronic Warfare. It would take a book to fully describe this type of activity, as this theme is wide-ranging and constantly evolving, although on the surface it could not seem to be such a vast subject, as it is one of the most modern tactical air specialities, born as the “Wild Weasel” programme during the Vietnam War with the aim of protecting American aircraft from enemy SAM (Surface to Air Missile) missiles.
In this examination we will try to explain the more operational aspects for which the personnel of the 155° Gruppo ETS constantly train, avoiding some of the purely technical aspects.
To begin, we offer an explanation of a concept to which the “Pantere Nere” are inextricably linked, and covers almost all the operations, “First In Last Out”. The concept can be quickly explained by stressing that whoever conducts electronic warfare mission must arrived before the bombers, transports, helicopters and fighter escort etc, and then be the last to depart the combat area. This is necessary to guarantee support against enemy air defences. The preliminary phase prior to a SEAD mission is the planning stage, where the type of threat to be faced is studied. This type of planning is conducted for any type of mission, but if we take as an example a bombing mission, while this is assigned a target, a SEAD missions is, on the contrary, assigned a scenario. During mission planning this scenario must be evaluated against a multitude of factors: the number of aircraft involved, distances to be maintained from the threats, reaction times, types of threat, the variability of the threats if mobile, the rules of engagement, the libraries to utilise (the database of all the electromagnetic emissions available) and possible unexpected occurrences.
The mission, once planning is complete, can be developed in two ways. In an autonomous mission, a single aircraft or a flight can transit to the pre-selected area and with their engagement systems attempt to identify and locate the sources of electromagnetic radar emissions. Once the position of these targets have been acquired, they can be monitored or destroyed, depending on the rules of engagement defined prior to the missions. Once the operation is concluded, the aircraft can return to base.
The other mission type is known as support. The initial stages require that one or more aircraft position to a determine areas and commence the work of locating the radar systems. The support classification comes from the fact that it is indispensable in permitting the friendly aircraft to safely over-fly a portion of hostile territory, or to permit the bombers to deal with a target that is heavily defended by missile systems, denying the latter to opportunity to bring down any of the attackers. An example of a support mission that is much in vogue in recent times is the evacuation of personnel from the ground using transport aircraft or helicopters which can be easily identified and destroyed by even basic air defence systems, this radar apparatus obviously being rendered unusable by the intervention of the ECR.
It is right to point out that in both mission types the presence of the Tornado ECR (Electronic Combat Reconnaissance) is often enough to discourage the enemy from switching on its search radars, although on many other occasions the destruction of the apparatus is necessary. All the SEAD missions are flown under an air defence umbrella, although the Tornado ECR with their AIM 9L Sidewinder have a minimum air-to-air defence capability sufficient to protect their disengagement.
Given that there are two mission types, we will examine how each is performed. Once the Tornado ECR arrive in the operational area where they believe search radar systems will be active, a kind of cunning game begins between the SEAD aircraft and the TCO (Tactical Control Officer) of the radar system. The Tornado ECR with its ELS (Emitter Location Transmitter) attempts to find the electromagnetic emissions from the radar, and then locking on and neutralising them with the HARM anti-radiation missile, a Stand-Off missile that can be launched from distance, with autonomous capacity to detect the electromagnetic source, but only from a frontal angle. The ELS is able to work around 360°, and obviously, if the radar is turned on early, it is very easy to locate. This can happen with the old SA 6 and SA 8 systems which require to transmit a signal for a long time (1 or 2 minutes) to enable the air defence systems to intervene, while for systems such as the SA 10, SA 20, Roland or Patriot identification is more complicated, as these require much reduced transmission times (30 seconds) to identify an aircraft. Moreover. Modern air defences utilise integrated radar systems (plus different radar types). These systems turn on their transmitters for short times, and also alternate transmissions: in this case it is difficult to locate them and to avoid detection, as missile systems served by these radars are deadly. Another type of radar which is very difficult to locate is the “Cluster” type Patriot system. Which uses three identical radars, each capable of covering an arc of 120°, and with a far greater range than that of the ELS system and the HARM. Moreover, the Patriot need a very short emission burst to identify an aircraft. In this case, explained our courteous guide, Ten.Col. D’Ippolito, Chief of the 50° Stormo Operations Office, the “Pantere Nere” utilise the recognised capability of the Tornado to fly at low level, avoiding interception and gaining the ability to exploit the element of surprise. Another intervention method in difficult situations is that of firing a series of HARMs without having identified a precise emission source, allowing the ELS to reduce the communication times with the missile, and in the event that a missile is destroyed, the others, under way, can identify the emission source and direct themselves onto it. In strictly technical slang, these activities are defined into four classes: EOB target, AOB Aircraft, MOB Naval, and GROB troops. Identification is much more simple if there are several ELSs in operation, each of which will trace its own line to the target. If the other emitter, for example, is found offset by 180°, the two lines will have a precise intersection point, and that point will be the location of the electromagnetic emissions detected by the ELS.
Since 2008 and the acquisition of Data Link 16 there has been a notable improvement in the precision and transmission capacities of the ECR weapon system. Before the advent of this digital transmitter, for communications between the EWOs (Electronic Warfare Officer) in the Tornado, the on board radios had to be used to transmit tactical “situational awareness” information, with the constant risk of the communications being monitored. With Data Link 16, however, all this information can be digitally transmitted in real time, data which can also be displayed on the ELS through an “Interface Unit” called MIDS (Multifunctional Information Distribution System), and this not only on single aircraft, but in all the aircraft linked to a network. Another opportunity delivered by this new system is real time updating from a variety of sources, such as, for example, un-manned aircraft like the Predator (UAV Unmanned Aerial Vehicle), which takes images and transmits them in real time. These can be seen on the screens in the Tornado ECR. This facility is being also implemented on the Tornado IDS, and shortly, thanks to the Reccelite pods, airborne reconnaissance assets, besides those fitted with ELS, will be integrated into the real time network. A further upgrade will also permit the Tornado weapon system to accommodate the new anti-radiation HARGAM missile.
After the identification phase, the crew of the Tornado ECR, on the basis of the rules of engagement received (these always set in place by the Government) intervenes. If the radar is only to be neutralised, the HARM missile, a so-called Soft Kill, is capable of performing the task, and the radar site is partially damaged. If the mission requires that the radar should be destroyed, and no repair is to be possible, the mission is known as DEAD (Destruction of Enemy Air Defence), and requires the intervention of a fighter-bomber with an LGB (Launch Guided Bomb) or a JDAM (Joint Direct Attack Munition). This type of operation is also valid in the maritime field, where interdiction missions are designated ASFAU (Suppression of naval radar), an acronym that has replaced the old TASMO abbreviation.
When stating that in general the missions are performed in accord with the rules of engagement laid down by the political sector, a qualification should be made. The rules concerning self-defence are always applied, and are left to the pilot’s discretion. If the pilot of a bomber is “acquired” by an enemy radar on the basis of a “Lock-on”, he can ask the crew of a Tornado ECR to intervene before the missile system can take action. Lock-on is a technical term which indicates that a radar has ‘captured’ the aircraft, and the detection system on board every aircraft is capable of identifying what type of radar is involved, be it a search radar or a missile guidance radar. Obviously, in the first case the situation is not grave enough to require the destruction of the radar, but in the second case it is a question of survival, and this is covered in the rules of engagement. In the SEAD missions flown by the 155° Gruppo, Tornado IDS are also used. Although the IDS version is armed with HARM missiles the aircraft has no SEAD capacity, and in this case is called “Dump Shotter” or Tornado IDS HARM. To understand its role, it must be noted that the Tornado IDS is usually armed with two HARM, and accompanied by a Tornado ECR, designated on the contrary “Smart Shopper”, which uses the missile load carried by the IDS as an airborne reload which can be managed by the ELS in the ECR. Within the Gruppo di volo the Tornado IDS also have the function of taking the pressure off the flying hours flown by the ECR.
At this point the mission is complete, and the aircraft return to their base, in the knowledge that the entire mission has been recorded on the ELS. These recordings are analysed and validated for the libraries. In this phase the material is delivered to the UOGE, which conducts further examination of the recordings.
The personnel of the 155° train hard to ensure the best outcomes for their missions. The major part of their training is conducted over the Poligon electronic range in Germany, where a multitude of radar and missile systems can be recreated. It requires eighteen missions over the range to create a Combat Ready crew capable of conducting SEAD missions. A special team works at Poligon (White Team) which records all the procedures conducted by the EWO and TCO during simulated combat operations which can be concluded within the range hours purchased: missile launches, radar start-ups, missile impact times, self-defence missiles launched, ELS engagements, all are capable of being analysed with mathematic exactness to determine whether the “players” have performed the procedures in the correct manner, and even to disprove their conviction of having destroyed the radar when the crew had been, in fact, shot down some thirty seconds earlier !.

UOGE Ufficio Obbiettivi Guerra Elettronica


The UOGE (Electronic Warfare Target Office) is a section of the 155° Gruppo which is engaged in the updating and management of the libraries which are installed in the ELS (Emitter Location System) carried by the Tornado ECR, and also in the anti-radiation Harm Block III missiles. The libraries are a kind of dynamic database wherein are memorised all the electromagnetic waves emitted by surveillance radars, utilised by missile air defence systems to locate and destroy hostile aircraft. These electromagnetic waves are recorded and investigated by the ELS system, and once the mission is complete the and Tornado have returned to base, the UOGE collects the information from the recorder, and using specific software creates files which contain the digital analysis of the electromagnetic emissions. Once these files have been created they are installed into a dedicated “validation room”, in practice a test bank that generates real radar emissions with a specific electromagnetic signature: this signature must be received and recognised by the ELS, also installed on the test bank. If the ELS recognises the transmitted file the process is brought to a conclusion, the file catalogued, and inserted into the libraries, which in turn are reloaded into the aircraft and missiles. A specific library can be inserted into an aircraft required to undertake a mission where a specific threat is known to exist, and thus can be identified.
Moreover, the UOGE acts as an interface with Italian industry and the Reparto Sperimentale Volo of the Aeronautica Militare for the development and modification of the apparatus, as well as participating in the updating of NATO specific databases. The personnel assigned to the UOGE also undergo the EWO Tornado courses relative to the ELS system and the Harm missile.

STR Servizio Tecnico Rinforzato


The Servizio Tecnico Rinforzato reports to the Comando di Gruppo, and is a slightly atypical structure in the present organisation of the Aeronautica Militare, as it resembles that of the old CM (Centro Manutenzione) of the Gruppi di Volo of many years ago. The role of the STR is that of guaranteeing the 1st, 2nd and 3rd level maintenance of the Tornado ECR and IDS assigned to the 50°Stormo. Those areas subjected to the maintenance programme are the avionics, the mechanical parts, and the engines. For 3rd level interventions the STR has a number of engineers from Alenia on detachment with the 50°Stormo. In terms of the provision of spare parts, in common with the GEA at Ghedi, Piacenza is supported by the 1° RMV (Reparto Manutenzione Velivoli) at Cameri.
The engines section is a very important component of the STR, being engaged in the overhaul of the Turbo Union RB 199 engines that power the Tornado, the auxiliary turbines and the fuel system. On the RB 199, the unit also performs 1st and 2nd level maintenance on both installed engines and those on the test bank, levels of maintenance which require inspection, checks, and the replacement of expired or damaged parts.

650^ Squadriglia Collegamenti


The Squadriglia Collegamenti reports to the Comando of the 155° Gruppo. At the present moment, its flying component is reduced to a single SIAI S 208M, operations of which are shared with the Squadriglia Collegamenti at Ghedi.
The personnel assigned to the 650^ are also engaged in the maintenance of the arrestor barriers located on the runway ends, and supporting the transit through San Damiano of Italian or foreign military aircraft.