37° Stormo

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Solitamente inizio la descrizione del Gruppo di Volo con i fatti storici che lo hanno plasmato sin dagli albori e via via proseguendo fino ad arrivare alla storia contemporanea. In questo caso però devo fare per forza un’eccezione, e doverosa è anche la precisazione che segue: come tutti sappiamo i Gruppi di Volo non possono essere intitolati ad aviatori o comunque a personaggi che hanno fatto la storia dell’Aeronautica nazionale, questa caratteristica spetta solo agli Stormi. Una delle poche eccezioni presenti nella nostra Aeronautica Militare è proprio racchiusa nel DNA del X Gruppo; scrivendo che la mitica 91^ Squadriglia di Francesco Baracca è parte integrante del 10° Gruppo, insieme alla 84^ e alla 85^, si scopre immediatamente il perché di queste eccezioni, al Gruppo spetta da tempo immemorabile il dovere imprescindibile di portare questo eroico nome e portare come propria effige il famosissimo Cavallino Rampante di Baracca.
Francesco Baracca è un mito della Prima Guerra Mondiale, il suo nome compare in un infinità di pubblicazioni, da semplici articoli, nei libri di storia a scopo didattico e in molto altro, anche se non tutte le voci, come purtroppo spesso accade, gli rendono il giusto onore. Le virtù di obbedienza, il carattere riservato, la modestia, il freddo autocontrollo e le grandi capacità di aviatore con le sue 34 vittorie riconosciute ufficialmente, fonti certe ne contano 36, ne hanno fatto un eroe nazionale.
Nato a Lugo nel 1888 in una ricca famiglia dopo gli studi nella sua città natale e a Firenze scelse la vita militare ed entrò in Accademia a Modena, con il grado di Sottotenente, nel 1910 venne assegnato al prestigioso reggimento “Piemonte Reale”. Nel 1912, come volontario in aviazione, Baracca venne inviato in Francia dove svolse un corso di pilotaggio conseguendo il brevetto numero 1037. La sua prima missione di guerra avvenne il 25 agosto del 1915 nel conflitto contro l’Austria, la sua prima preda abbattuta fu un dirigibile Brandenburg austriaco il 7 aprile del 1916 e venne riconosciuta anche come la prima in assoluto per l’aviazione italiana, questa fu la prima di una lunga serie, queste vittorie gli valsero una notevole popolarità sui giornali nazionali che ne descrivevano le imprese, portando anche in risalto il comportamento di Baracca sempre cavalleresco nei confronti degli aviatori nemici, arrivando fino a portargli dei piccoli doni se fatti prigionieri, oppure portare una corona di fiori sulla tomba nei casi peggiori.
Nella primavera del 1917 viene costituita la 91^ Squadriglia, Squadriglia che raggruppava i migliori piloti da caccia del periodo, questo valse il nome al Reparto di “Squadriglia degli Assi”. In questo periodo compare anche il famigerato Cavallino Rampante nero, scelto in onore del Reggimento “Piemonte Reale” che ne aveva e ne ha uno tuttora argento in campo rosso come emblema.
Dopo la ritirata di Caporetto Baracca ed i suoi compagni vennero impiegati sul nuovo fronte del Piave, combattendo sin dal primo giorno in prima linea contro gli austriaci, conquistando il dominio del cielo e portando un contributo decisivo alla sconfitta del nemico, oltre al dominio del cielo gli aviatori guidati da Baracca vennero chiamati a svolgere pericolose missioni di mitragliamento delle trincee nemiche, ed è proprio in una di queste missioni, la sera del 19 giugno del 1918, l’aviatore di Lugo venne visto precipitare in fiamme sul Montello, due differenti versioni ipotizzano l’abbattimento, la prima che fu colpito da colpi sparati da terra, la seconda di un abbattimento per mano di un caccia austriaco.
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La storia del X Gruppo Caccia intercettori risale agli inizi dell’Aeronautica Nazionale e si riallaccia all’aviazione da caccia Italiana fin dalle sue origini. Il Reparto viene costituito a Pasian di Prato (Udine) il 10 Aprile 1917, inizialmente è equipaggiato con Nieuport Ni-17, SPAD VII, SAML e solo in un secondo tempo viene dotato in parte con Hanriot HD-1. Il 10° Gruppo annoverava, tra le altre, anche la 91^ Squadriglia di Francesco Baracca, nota come Squadriglia degli Assi. La Squadriglia divenne una delle più famose nella storia della Regia Aeronautica prima e ancora oggi nella moderna Aeronautica Militare. Il Cavallino Rampante che Baracca aveva impresso sul proprio velivolo divenne, dopo la sua morte, il simbolo dell’intero Reparto e ancora oggi rimane l’effige dei velivoli del Gruppo. Al termine del primo conflitto mondiale (10 dicembre del 1918) il 10° Gruppo venne sciolto. Per la sua ricostituzione bisogna attendere 13 anni, quando il primo giugno del 1931 sull’Aeroporto di Campoformido (Udine) venne chiamato a formare il 4° Stormo insieme al 9° Gruppo.
In questo periodo il Gruppo è formato dalla 84^, dalla 90^ e dalla 91^ Squadriglia, con velivoli Fiat CR.20 in dotazione, immediatamente riprese subito la gloriosa tradizione dei “cacciatori” facendosi onore nelle esibizioni di alta acrobazia, durante le numerose esercitazioni tattiche e manovre combinate alle quali partecipò. Nel settembre dello stesso anno fu trasferito all’aeroporto di Gorizia dove ricevette i nuovi velivoli CR.Asso. Negli anni successivi si susseguirono i riequipaggiamenti, nel 1933 con dei caccia CR.30, poi nel 1935 con i CR.32 e infine alle porte della Seconda Guerra Mondiale nel 1939 con i CR.42. All’entrata in guerra dell’Italia il 10° Gruppo venne trasferito presso il campo libico di Tobruk, dove rimase sino al 1941, anno in cui rientra in Italia, sempre a Gorizia, per equipaggiarsi dei nuovi velivoli della Macchi MC.200, con essi, partendo da Pola e da Ronchi dei Legionari, il Reparto partecipa alle operazioni contro la Jugoslavia. Nel giugno dello stesso anno il Gruppo si trasferì a Catania dove diventò Gruppo autonomo e passò alle dipendenze del Comando Aeronautica Sicilia. Con questo nuovo assetto partecipò agli attacchi contro Malta ed alla ricerca e scoperta dei convogli navali inglesi nel Canale di Sicilia. Il distacco dal 4°Stormo non durò molto e già a ottobre è nuovamente sotto lo stemma ducale di Amedeo d’Aosta, un breve trasferimento a Udine consentì al 10° Gruppo di ricevere i nuovi MC.202. Completato l’addestramento sul nuovo velivolo il Gruppo rientrò in Sicilia per riprendere gli attacchi contro Malta. Nel maggio successivo fu di nuovo impiegato in Africa Settentrionale. Nel 1943 dopo aver ricevuto i Macchi MC.205 partecipò alla difesa della Sicilia contro lo sbarco degli alleati. Una volta firmato l’armistizio il 10° Gruppo, sempre nell’ambito del 4° Stormo ed assieme al 5° ed al 51° Stormo, venne chiamato a costituire il Raggruppamento Caccia sotto le Forze Alleate della Balkan Air Force.
La descrizione dell’attività svolta dal Gruppo durante l’ultimo conflitto mondiale e la produzione di essa in cifre, non potrebbe che riassumere un bilancio fatto di caduti e di gloria. Ricordiamo solo che il sacrificio degli uomini, meritò alla Bandiera del Reparto una Medaglia d’Oro al Valor Militare e che ben sette piloti del 10° Gruppo, seguendo la scia luminosa di Francesco Baracca, ne furono insigniti alla memoria.
Nell’estate del 1946 il 10° Gruppo, sempre seguendo il 4° Stormo, venne trasferito all’aeroporto di Capodichino e dotato dei suoi primi aviogetti di costruzione inglese, il famosissimo DH.100 “Vampire”. Nel 1956 il Reparto, nel frattempo rinominato Aerobrigata, venne trasferito sulla base aerea di Pratica di Mare per iniziare la conversione sugli F 86E “Sabre”. Nel frattempo il Gruppo aveva perso la 90^ Squadriglia che venne chiamata in altro ambito per formare il 12° Gruppo, ma in contemporanea ne acquisisce due di nuova costituzione: la 85^ e la 86^.
L’emblema del 10° Gruppo venne utilizzato anche come nome e simbolo della Pattuglia Acrobatica del “Cavallino Rampante”, ciò avvenne nel 1957, quando i velivoli in dotazione al Team Acrobatico furono i nuovi F 86E, con esibizioni perfette svoltesi in Italia e all’estero. Con questa Pattuglia la Forza Armata iniziò il suo lungo cammino verso il dominio assoluto nel campo delle esibizioni acrobatiche con formazioni composte da più velivoli.
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Un altro episodio di valore storico eccezionale per il Gruppo avvenne nel dicembre del 1961 quando venne trasferito sull’Aeroporto di Grazzanise, formalmente come rischieramento su una base aerea che al momento non disponeva di Reparti propri. Nel 1963 anche per il 10° inizia l’epoca del “mitico” F 104G Starfighter con l’acquisizione del nuovo caccia intercettore. Il 27 settembre del 1967, in seguito ad una ristrutturazione operativa dei Reparti dell’Aeronautica Militare il Comando Base Aerea Grazzanise (Caserta) diventa il 9° Stormo “Francesco Baracca”, denominazione che viene acquisita dallo Stormo in quanto ha in dote proprio il 10° Gruppo. Per ben trentasei anni il Reparto continua ad operare proficuamente al servizio di Difesa Aerea dei cieli nazionali, l’addestramento continua regolarmente come la partecipazione a tutti gli eventi che hanno coinvolto la nostra Forza Armata, portando per suo conto e dove richiesto il famoso “Cavallino Rampante” di Francesco Baracca, il Gruppo partecipa attivamente alle più importanti esercitazioni nazionali ed estere per mantenere lo status di “Combat Ready”, e sicuramente non manca di dare il suo apporto durante le varie crisi che hanno coinvolto i vicini paesi balcanici. In prossimità della fine del millennio, purtroppo con la previsione di uno scioglimento dello Stormo a cui appartiene il Gruppo di Volo, per le “Picche” si prospetta un altro importante passaggio storico. E’ necessario inoltre garantire la continuità di esistenza della “mitica” 91^ Squadriglia degli Assi, uno dei simboli che l’Aeronautica Militare non può abbandonare per le ovvie ragioni storiche.
Nel giugno del 2003 il Gruppo, nonostante sia ancora in servizio presso il 9° Stormo, invia i propri piloti negli Stati Uniti a Tucson (Arizona) per iniziare la conversione sul velivolo F 16. In questo particolare momento di vita del Reparto si delinea in modo concreto il futuro prossimo del Gruppo. Infatti al rientro, i primi piloti che hanno conseguito l’abilitazione sul caccia americano non tornano sulla base di partenza a Grazzanise, ma direttamente nella nuova “location” di Trapani Birgi presso il 37° Stormo. Il trasferimento del 10° Gruppo in terra siciliana viene sancito ufficialmente il 28 marzo del 2006.
Da questo momento il Reparto opera sotto lo stemma della cicogna in sinergia con i colleghi del 18° Gruppo, quest’ultimo termine potrebbe forse apparire estremamente riduttivo, in quanto, se è pur vero che entrambi i Gruppi di Volo hanno una propria identità storica che mantengono inalterata, a livello operativo essi volano e gestiscono le operazioni come se fossero un unico ente, tale simbiosi è significativa ed evidente visitando la base aerea siciliana, oltretutto in un contesto di un assetto non usuale in ambito Aeronautica Militare, negli ultimi mesi si è voluto suggellare ancora di più questo spirito di comunanza verniciando sulle derive degli F 16 di Trapani entrambi gli stemmi di Gruppo, uno su di un lato e viceversa. Per evitare di descrivere esattamente due volte le tipologie di attività che svolgono i piloti del 10° Gruppo vi rimandiamo a leggere questa descrizione nella parte dedicata al 18° in qualità di Gruppo “storico” dislocato a Trapani. Il futuro del 10° Gruppo non è ancora scritto sulla pietra ma è abbastanza scontato che con l’inizio della dismissione del velivolo F 16 da luglio del 2010, lo vedrà ancora una volta oggetto di un cambiamento magari non storico ma molto importante, arrivando ad osservare nei cieli sempre del sud Italia il “Cavallino Rampante” volando in compagnia degli “Strali”.
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Come da prassi ormai consolidata, durante tutte le visite ai Gruppi di Volo della nostra Aeronautica Militare, ho avuto l’opportunità e il piacere di incontrare l’attuale Comandante del 10° Gruppo “Francesco Baracca”, il Tenente Colonnello Salvatore “Cheero” Ferrara, inizialmente come Maggiore, egli ricopre questo ruolo dal 14 giugno del 2007.
Nato a Napoli il 12 gennaio del 1971, una volta terminati gli studi entra in Accademia Aeronautica il 27 agosto del 1990 con il corso Marte IV.
Il conseguimento del Brevetto di Pilota Militare avviene in una scuola multinazionale degli Stati Uniti, nel dettaglio la SUPT (Specialized Undergraduate Pilot Traint), sulla Laughlin AFB in Texas.
Ferrara rientra in Italia nel 1995 e viene assegnato all’OCU (Operational Conversion Unit) del 4° Stormo per la conversione operativa sul velivolo F 104S “Starfighter”.
Terminato questo periodo di qualificazione, nel gennaio del 1997 inizia l’impiego operativo presso il 9° Stormo di Grazzanise, con assegnazione all’84^ Squadriglia del 10° Gruppo CIO (Caccia Intercettori Ognitempo), nello stesso anno consegue anche l’ambita qualifica di Pilota “Combat Ready” su velivolo F 104S ASA-M.
Nel 2003, assieme a molti suoi colleghi di Reparto, viene inviato negli Stati Uniti per conseguire l’abilitazione a pilotare il velivolo F 16, nel giugno del 2004 consegue la qualifica di Istruttore su tale velivolo, due mesi dopo ottiene anche la Combat Readiness.
Nel contesto del 10° Gruppo Ferrara ha ricoperto vari incarichi di prestigio, tra i quali vediamo quello di Comandante della 85^ Squadriglia e della 91^ Squadriglia degli Assi, sempre nello stesso ambito è stato Capo Nucleo Operazioni, Capo Nucleo Addestramento, Capo Nucleo Tattiche Operative e infine Capo Sezione Operazione, mentre in ambito del 9° Stormo è stato Capo Sezioni Piani Operazioni.
Ferrara è stato insignito della Medaglia d’Argento di lunga navigazione aerea, della Croce di anzianità di servizio e delle medaglie NATO per i servizi resi durante le crisi dei balcani in Bosnia e in Kosovo.
Ferrara ha al suo attivo circa 2.500 ore di volo, e di queste più di mille sono state volate sul mitico “Spillone” e altrettante sul caccia F 16, in particolare l’obbiettivo raggiunto con il secondo velivolo gli ha garantito un traguardo che difficilmente potrà essere eguagliato, in quanto visto l’approssimarsi della chiusura del programma “Falcon” non permetterà a molti i piloti di volare cosi tanto sull’F 16.
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English translation

History

Usually it is common to begin the description of a Gruppo di Volo with the historical facts that have been its lifeblood since its creation, and slowly continue until arriving at the contemporary situation. In this case, however, I have chosen to make an exception, and the description that follows is more than merited. As everyone knows, Italian Gruppi di Volo cannot be named in memory of aviators or other people who have made their mark in the history of the Aeronautica: this characteristic is reserved solely for Stormi. One of the rare exceptions present in today’s Aeronautica Militare is contained in the DNA of the X Gruppo; the fact that the legendary 91^ Squadriglia of Francesco Baracca is an integral component of the 10° Gruppo, together with the 84^ and 85^, immediately provides the reason. Since its earliest days, the Gruppo has had the duty and honour to carry forward this name, and to wear as its emblem the famous Cavallino Rampante of Baracca.
Francesco Baracca is a legend of the First World War. His name features in an infinite number of publications, from simple articles, history text books, and many others, although much of the material, as frequently occurs, does not render him the just honour. The virtue of obedience, the reserved character, his modesty, the cold self control, and his great ability as an aviator, with 34 victories officially recognised (although certain sources place the figure at 36), have made him a national hero.
Born in Lugo (Ravenna) in 1888 into a rich family, after his studies in his home town, and later in Firenze, he chose a military career, and entered the Accademia in Modena, with the grade of Sottotenente. In 1910 he was posted to the prestigious “Piemonte Reale” cavalry regiment. In 1912, having volunteered for the aviation section, Baracca was posted to France where he completed a flying course, receiving licence no. 1037. His first combat mission in the conflict with Austria took place on 25 August 1915. His first combat victory was an Austrian Brandenburg airship, shot down on 7 April 1969, this being recognised as an absolute ‘first’ for Italian military aviation. This would be the first of a long series. These victories gained notable acclaim in the national press, which followed him adventures, constantly portraying the behaviour of Baracca as chivalrous, to the extent that he took small comforts to his victims who had become prisoners, or laid wreaths on the tombs of those that he had killed.
In the Spring of 1917 the 91^ Squadriglia was created, a Squadriglia which incorporated the best Italian fighter pilots of the period, and which quickly became known as the “Squadriglia of the Aces”. In this period the famous black Cavallino Rampante emblem appeared, selected in honour of the Reggimento “Piemonte Reale” cavalry unit, which had, and still does, a the prancing horse on a red background as its badge, albeit that the horse is silver.
Following the retreat after Caporetto, Baracca and his companions resumed operations over the new front on the Piave, fighting from the first day in the front line against the Austrians and gaining air superiority, delivering a decisive contribution to the defeat of the enemy. Besides dominating the skies, the aviators led by Baracca were called upon to conduct perilous straffing missions over enemy trenches, and it was during one of these missions that, on the evening of 19 June, the airman from Lugo was seen to crash in flames at Montello. Two differing versions are offered for his loss, the first claiming that he was brought down by ground fire, and the second alleging that he was shot down by an Austrian fighter.
The story of the X Gruppo Caccia Intercettori dates from the origins of the Aeronautica Militare Nazionale, and has been synonymous with Italian fighter operations since its earliest days. The unit was created at Pasian di Prato (Udine) on 10 April 1917. It was initially equipped with Nieuport Ni-17, SPAD VII, and SAML, but subsequently would be partly equipped with the Hanriot HD-1. The 10°Gruppo included, amongst its other components, the 91^ Squadriglia of Francesco Baracca, known as the Squadriglia degli Assi (The Aces’ Squadron). The Squadriglia became one of the most famous in the history of the Regia Aeronautica, and this continues today in the modern Aeronautica Militare. The Cavallino Rampante (prancing horse) which Baracca painted on his aircraft became, after his death, the symbol of the unit as a whole, and today remains painted on the aircraft of the Gruppo. After the end of the First World War, in January 1919 the 10°Gruppo was disbanded. It was thirteen years before the unit was reformed, when on 1 June 1931 at Campoformido (Udine) airfield the 10°, together with the 9° Gruppo, became a part of the 4° Stormo.
In this period the Gruppo was formed by the 84^, 90^, and 91^ Squadriglia, equipped with Fiat CR.20 fighters, with which it quickly resumed the glorious traditions of the “fighter”, gaining recognition for its skilful aerobatics displayed during the numerous tactical exercises and manoeuvres in which it took part. In September of the same year it was transferred to Gorizia airfield, where it received the new CR.Asso fighters. In the following years the units was continuously re-equipped, receiving the CR.30 in 1933, then the CR.32 in 1935, and finally, on the eve of the Second World War in 1939, it was equipped with the CR.42. On Italy’s entry into the war, the 10°Gruppo was deployed to Tobruk airfield in Libya, where it remained until 1941, when it was posted back to Gorizia airfield to re-equip with the new Macchi MC.200 fighter. With these, and operating from Pola and Ronchi dei Legionari airfields, the unit participated in operations against Jugoslavia. In June 1941 the unit transferred to Catania, remustering as an autonomous Gruppo under the control of the Comando Aeronautica Sicilia: its assigned missions included attacks on Malta and the detection and monitoring of Allied convoys in the Straits of Messina. The detachment from the structure of the 4° Stormo was not lengthy, and by October it was back under the ducal badge of Amedeo d’Aosta. A brief transfer to Udine allowed the 10° Gruppo to receive the new MC.202. Once training on the new type was complete, the Gruppo returned to Sicily to resume attacks on Malta. In the following May, it was once again deployed to the North African theatre. In 1943, having converted onto the Macchi MC.205 it took part in the defence of Sicily against the Allied landings. Once the armistice had been signed, the 10°Gruppo, still a component of the 4° Stormo, joined the 5° and 51° Stormo under the Raggruppamento Caccia of the Regia Aeronautica, operating under the control of the Balkan Air Force.
The combat record of the Gruppo, when examined in terms of statistics and results, reveals a history of casualties and glory. The sacrifices made by its personnel resulted in the assignment to the Bandiera del Reparto (Standard) of a Medaglia d’Oro al Valor Militare, accompanying those posthumously awarded to seven pilots, following in the illustrious path of Francesco Baracca.
In the summer of 1946 the 10° Gruppo, still attached to the 4° Stormo, was transferred to Capodichino airfield (Napoli), receiving its first jets, the famous British-built DH.100 “Vampire”. In 1956 the 4^, now designated as an Aerobrigata, was transferred to the base at Pratica di Mare to commence conversion onto the F 86E “Sabre”. In the meantime the Gruppo had lost the 90^ Squadriglia, which had been posted out to form a part of the 12° Gruppo, but at the same time had gained two newly-formed squadriglie: the 85^ and 86^.
The emblem of the 10° Gruppo was also utilised as the name and symbol of the “Cavallino Rampante” aerobatic team: this took place in 1957, when the aircraft assigned to the team was the new F 86E, and perfect displays were present both in Italy and abroad. With this team the Aeronautica Militare took its first steps along the journey towards absolute dominance in the field of aerobatic displays performed by multi-aircraft teams.
Another historically noteworthy episode in the life of the Gruppo occurred in December 1961, when it was transferred to Grazzanise airfield, formally as a deployment to a base which at the time possessed no occupying units at the time. For the 10° Gruppo, 1963 saw the beginning of the era of the legendary F 104G Starfighter, when it received the new fighter. On 27 September 1967, in accordance with an operational restructuring of the units of the Aeronautica Militare, the Comando Base Aerea Grazzanise (Caserta) became the 9° Stormo “Francesco Baracca”, a designation awarded to the Stormo as it was parenting the 10° Gruppo. For some thirty six years the unit continued to operate prodigiously in the Italian air defence service. Training continued unceasingly, with participation in all the events that involved the Aeronautica Militare, and taking to wherever its presence was required the famous “Cavallino Rampante” emblem of Francesco Baracca. The Gruppo participated actively in the most important national and international exercises in order to maintain its “Combat Ready” status, and certainly has was not lacking in supporting operations during the various crises which developed in the neighbouring Balkan countries. Towards the end of the millennium, by which the disbandment of the Stormo to which the Gruppo di Volo belonged was planned, the “Picche” were facing another important historical step. It was essential, moreover, to guarantee the continued existence of the legendary 91^ Squadriglia degli Assi, one of the symbols which, for obvious historical reasons, the Aeronautica Militare had no desire to abandon.
In June 2003 the Gruppo, despite still serving under the 9° Stormo, sent its pilots to the United States to commence F 16 type conversions at Tucson (Arizona). In this particular moment of the life of the unit, the near future of the Gruppo was finally decided. In fact, on their return, the first pilots who had converted onto the American fighter did not return to their departure point of Grazzanise, but went directly to a new posting with the 37° Stormo at Trapani Birgi. The transfer of the 10°Gruppo to Sicilian territory was officially sanctioned on 28 March 2006.
From this moment, the unit operated under the stork badge in synergy with their colleagues in the 18° Gruppo. This latter statement could appear extremely demeaning, as, if it is true that both Gruppi di Volo have their own historical identity which remained unaltered, on an operational level they fly and manage operations as though they are a single unit. This symbiosis is significant and immediately apparent on visiting the Sicilian base, particularly in a context of an aspect that is slightly unusual in the Aeronautica Militare. In recent months there has been a further reinforcement of this spirit of togetherness: the fins of the Trapani F 16s have been painted with the badges of each Gruppo, one on either side.
To avoid the need to twice describe the range of activities performed by the pilots of the 10°Gruppo, readers should turn to the section describing the work of the 18°, as this is the Gruppo which historically has been based at Trapani. The future of the 10°Gruppo is not yet cast in stone, but it is understood that with the beginning of F 16 retirement in July 2010, it will once again to be the object of a major change – not historic, but very important – which will ensure that in the skies of southern Italy the “Cavallino Rampante” will still be flying in company with the “Strali”.

Comandante

As has now become standard practice during all visits to the Gruppi di Volo of the Aeronautica Militare, I was afforded the pleasure and opportunity of meeting the present Commander of the 10° Gruppo “Francesco Baracca”, Tenente Colonnello Salvatore “Cheero” Ferrara, who, initially as a Maggiore, has held this post since 14 June 2007.
Born in Napoli on 12 January 1971, on completing his studies he entered the Accademia Aeronautica on 27 August 1990 as a member of the “Marte IV” course. He was awarded his brevetto di pilota at the multinational flying school in the United States, the SUPT (Specialized Undergraduate Pilot Training Unit) at Laughlin AFB, Texas.
Ferrara returned to Italy in 1995 and was assigned to the Operational Conversion Unit of the 4° Stormo for conversion onto the F 104S “Starfighter” aircraft.
At the conclusion of this qualification phase, in January 1997 he commenced operations with the 9° Stormo at Grazzanise, having been posted to the 84^ Squadriglia of the 10° Gruppo CIO (Caccia Intercettori Ognitempo). In the same year he also achieved the qualification of “Combat Ready” Pilot on the F 104S ASA-M.
In 2003, together with many of his colleagues from the unit, he was sent to the United States to qualify as an F 16 pilot. In June 2004 he was certified as an instructor on the type, and two months later was declared fully Combat Ready.
In the context of the 10° Gruppo, Ferrara has performed a variety of duties, amongst which that of Comandante of the 85^ Squadriglia and the “legendary” 91^ Squadriglia degli Assi, as well as Capo Nucleo Operazioni, Capo Nucleo Addestramento, Capo Nucleo Tattiche Operative and finally Capo Sezione Operazione, while within the 9° Stormo he was Capo Sezioni Piani Operazioni – head of the operational planning section.
Ferrara has been awarded the Medaglia d’Argento di lunga navigazione aerea, the Croce di anzianità di servizio (long service cross) and NATO medals for service during the Balkan operations in Bosnia and Kosovo.
Ferrara has logged around 2,500 flying hours, and of these more than 1,000 were flown in the mythical “Spillone”, and a similar number on the F 16 fighter. In fact, the total reached on the second aircraft will be a milestone difficult to equal in Italy, as with the impending termination of the “Falcon” programme, not many Italian pilots will be capable of gaining such flying experience on the F 16.