37° Stormo

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Il 18° Gruppo viene costituito nel 1917 a Taliedo (Milano), dove vi rimane per i due anni successivi, ed è appunto del 1919 la data del suo scioglimento. Il primo di giugno del 1931 sull’Aeroporto di Bresso, sempre zona Milano, avviene la ricostituzione del Reparto, alle dipendenze del neo costituito 3° Stormo, la dotazione di velivoli è di alcuni CR.20 suddivisi tra le tre Squadriglie che compongono il Reparto, queste sono la 83^, la 85^ e la 95^.
Le prime operazioni avvengono qualche mese dopo la sua ricostituzione partecipando alle manovre dell’Armata Aerea svoltesi tra agosto e settembre, iniziando così un intenso e brillante ciclo di operazioni. Nel corso del 1932 invece si susseguono le partecipazioni ad eventi più pittoreschi come la “Giornata dell’Ala” sull’Aeroporto di Littorio (ora Latina) e verso fine anno alle manifestazioni aeree di Milano e Torino.
Nel 1934 si ritorna ad una attività decisamente più impegnativa con la partecipazione alle manovre sull’Appennino Tosco-Emiliano, dislocato a Pisa il 18° prese parte a questo evento di cooperazione con il Regio Esercito. L’anno successivo è la volta di un’esercitazione nei cieli di Milano, e ad un rischieramento di difesa aerea per il convegno di Stresa sul Lago Maggiore.
Verso la fine del 1939 il Reparto riceve i nuovi CR.42 mentre si trova a Mondovì in Piemonte e per l’occasione sulle fusoliere dei biplani compaiono le nuove insegne con le tre frecce inserite nel quadro e il motto “ocio che te copo…!” nel frattempo il 18° abbandona il 3° Stormo per collocarsi nel 56° Stormo Caccia Terrestre, questo passaggio valse anche al Reparto di allargare la propria flotta con dei Fiat G.50.
Con la primavera del 1940 l’addestramento comincia ad intensificarsi, constatato la situazione globale con la seconda guerra mondiale ormai iniziata, nel breve arco di due mesi, da aprile a giugno il Reparto si ritrova sul campo di Mirafiori (Torino) e a Novi Ligure, una delle tre Squadriglie in dotazione invece è dislocata a Villanova d’Albenga.
Al momento della dichiarazione di Guerra alla Francia del 10 giugno del 1940 da parte di Mussolini, il 18° Gruppo Caccia Terrestre dipendeva dalla 2^ Divisione Caccia “Borea” in forza alla 1^ Squadra Aerea, le direttive di impiego della Squadra Aerea prevedeva attacchi con bombardieri e caccia sul fronte occidentale alpino, in particolare nella zona occidentale della Francia, gli obbiettivi principali erano i porti e gli aeroporti, compresa l’area strategica di Tolone. Terminate le veloci operazioni contro la Francia si comincia a ventilare l’ipotesi di un utilizzo del 18° Gruppo sulla Manica contro gli inglesi, un fatto importante avviene nel settembre del 1940 quando viene costituito il CAI (Corpo Aereo Italiano), il 18° Gruppo viene incluso nella schiera di Reparti sotto questo nuovo Comando, la dotazione per i Reparti del CAI prevedeva 50 CR.42 e 50 G.50.
Con il nuovo dislocamento a Ursel, vista l’impossibilità di operare sopra l’Inghilterra per motivi di autonomia, le prime operazioni vengono svolte per difendere il Belgio e l’Olanda, e come scorta ai convogli navali che transitavano nella manica, nei mesi successivi sono molte le missioni svolte con ottimi risultati, questo nonostante le avverse condizioni climatiche proprie della zona.
Nel 1941 per far fronte alla grave situazione della campagna d’Africa il 18° Gruppo viene posto ai comandi della 5^ Squadra Aerea, il 27 gennaio il Reparto decolla da Pisa con destinazione l’ASI (Africa Settentrionale italiana), le zone di operazioni sono del Gruppo sono diversificate e comprendono una buona parte del territorio libico, la maggior parte delle quali vengono svolte in appoggio ai Reparti dell’Afrikakorps e ai Reparti della Luftwaffe. Verso la fine del 1941 i piloti del 18° Gruppo vengono fatti rientrare in Italia per iniziare l’iter addestrativi sui Macchi MC.200, una volta termina la qualifica al pilotaggio del nuovo velivolo inizia una nuova “campagna” per gli uomini del 18°, questa volta in Grecia ad Araxos, e ancora una volta per risollevare le sorti di una campagna, “Italia-Grecia”, che era ormai da troppo tempo latente, bastano pochi mesi per la capitolazione della Grecia, e questo soprattutto grazie al notevole supporto fornito dall’Aeronautica Militare. Con il finire delle operazioni, il 24 aprile del 1942, il 18° viene fatto rientrare a Caselle (Torino) dove inizia un nuovo addestramento volto ad acquisire capacità di bombardamento in picchiata. Nel gennaio del 1942 il Gruppo era transitato alle dipendenze della 3^ Squadra Aerea, mentre nel maggio dello stesso anno è alle dipendenze del 3° Stormo, non essendo più Gruppo Autonomo gli viene assegnato anche un nuovo emblema, la famosa “Vespa Arrabbiata” dello Stormo, con il 18° arriva anche il 23° Gruppo CT. Dopo un lungo trasferimento attraversando tutta la penisola e parte del Nord Africa il Reparto arriva ad Abu Haggag per essere impegnato sul fronte egiziano. Le operazioni alternano missioni di scorta con attacchi al suolo, questi ultimi con la scorta dei colleghi del 23°, in particolare nella zona di El Alamein, dopo aver perso tutti i velivoli a disposizione, il Reparto viene dotato di Macchi MC.202. Nel gennaio del 1943 dopo mesi estenuanti, e una dura ritirata fino a Tripoli, il 18° completa l’ultima missione di guerra nella campagna egiziana. Con il ritiro dalla Libia vengono concentrati in Tunisia pochi ma efficienti Reparti inquadrati sotto la 5^ Squadra Aerea, tra questi compare anche il 18° Gruppo, ormai allo spasimo come dotazione di mezzi e il personale logorato, nel marzo del 1943 avviene il ritiro in Italia a Ciampino dove inizia la strenua battaglia finale. La fornitura dei nuovi Macchi MC.205 non serve a molto difatti il convincimento che non si poteva fare ormai più di tanto era nell’aria, ma nonostante questo il 18° Gruppo si fece ancora onore e più volte venne citato sui bollettini di Guerra. La tregua era ormai stata stipulata con gli alleati ma l’Aeronautica in generale continuò a lottare allo stremo delle forze, arrivato l’8 settembre del 1943 con i noti fatti il Comandante del 3° Stormo, da cui dipendeva il 18°, scioglie le fila e manda tutto il personale in licenza illimitata, questo è l’atto conclusivo del 18°Gruppo.
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L’8 maggio del 1945 termina il conflitto e anche l’esperienza di Guerra della nostra Aeronautica Militare, durata 20 mesi dalla sua costituzione sulle ceneri della Regia Aeronautica.
Con la costituzione della 5^ ATAF l’organico della Forza Aerea viene notevolmente ampliato, e il primo di luglio del 1954 viene ricostituito a Verona Villafranca il 3° Stormo da Ricognizione Tattica, dopo un mese esatto anche il 18° Gruppo viene ufficialmente ricostituito.
Inizialmente dotato di F 84G Thunderjet, il Reparto si addestra al nuovo e importante compito di ricognizione aerea, ruolo reso ancora più impegnativo dal fatto che il 3° Stormo era l’unico Reparto NATO in questa specialità nel sud Europa. Nel 1955 avviene la transizione sul nuovo RF 84F Thunderflash, velivolo specifico al ruolo svolto dal Gruppo, negli anni a venire l’attività è molto sostenuta con frequenti esercitazioni e Squadron Exchange, oltre che alle missioni prettamente militari i velivoli da ricognizione vengono usati anche in occasione di calamità naturali e per la sorveglianza del territorio. Nel 1970 arrivano ai Reparti della 3^ Aerobrigata Caccia Ricognitori, designazione ricevuta nel 1967, i primi F 104G che dotati di POD Orpheus garantiscono ancora di più uno strumento efficace, il 18° Gruppo effettua la transizione sullo “Spillone” nel 1973, in questi anni il Gruppo di Volo, oltre alla banda di colore verde come identificativo, rispolvera in memoria del glorioso passato lo stemma con le tre frecce bianche stilizzate in un disco verde bordato di rosso e la mitica scritta “ocio che te copo…!”. Con una nuova ristrutturazione l’Aeronautica Militare abbandona la scelta di avere delle aerobrigate, ricordiamo che la definizione Aerobrigata era concessa a quei Reparti che avevano tre Gruppi di Volo alle proprie dipendenze, la scelta di tornare agli Stormi costa al 18° Gruppo la messa in “posizione quadro” e la cessione dei suoi velivoli agli altri Gruppi.
Con la costituzione del NODA (Nucleo Operativo Difesa Aerea) nel settembre del 1984 a Gioia del Colle si intravede la possibile ricostituzione del 18°, dapprima tale nucleo viene fornito di velivoli F 104S del 156° Gruppo CB (Caccia Bombardieri) in fase di transizione sul nuovo velivolo Tornado IDS, sui velivoli oltre alla scritta NODA compare lo stemma con i tre Strali bianchi del 18°, nel giugno del 1984 il NODA avviene la transizione nella nuova denominazione. Il 28 marzo del 1985 pochi mesi dopo la sua ricostituzione al Gruppo viene consegnata la Bandiera di Guerra. Subito dopo con la crisi Libia-Stati Uniti, il Reparto si trova subito in prima linea, con frequenti missioni di scorta a velivoli di linea diretti alle isole nel sud d’Italia, come si può facilmente intuire si prospettano mesi molto intensi, anche per la presenza di altri Reparti sulla loro base.
Nei due anni seguenti (1986-87) il Reparto è sottoposto alla sua prima valutazione operativa, che supera brillantemente nel dicembre del 1987, qualificandolo Combat Ready nel ruolo difesa aerea.
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Dal 27 agosto dello scorso anno il Maggiore Raffaele Catucci è il Comandante del 18° Gruppo, Gruppo storico del 37° Stormo ormai da quasi un quarto di secolo.
Catucci è nato a Pordenone il 7 aprile del 1973, il suo arruolamento in Aeronautica Militare risale al 24 agosto del 1992, quindi appena terminata la maturità scolastica, egli viene assegnato al corso accademico Orione IV dove ottiene la Laurea Magistrale e tramite un corso apposito per il ruolo naviganti una Laurea in Scienze Aeronautiche, studi che ovviamente sono svolti presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli (Napoli). Volevo ricordare che l’Accademia Aeronautica è a tutti gli effetti un’istituzione storica del nostro paese, e una tra le più antiche al mondo, sin dal 1923 (anno di costituzione) il suo ruolo è stato quello di preparare tutti gli ufficiali che successivamente avrebbero prestato servizio presso la Regia Aeronautica prima e poi dal 1946 in Aeronautica Militare.
Il brevetto di pilota militare Catucci lo ottiene presso la nota scuola statunitense ENJJPT (Euro-NATO Joint Jet Pilot Training) basata sulla Sheppard Air Force Base di Wichita Falls, Texas.
Nel 1997 al ritorno in Italia viene assegnato all’Unità di Conversione Operativa di Grosseto presso il 4° Stormo, in quanto destinato a diventare pilota della linea F 104’ “Starfighter”, conseguita l’abilitazione sul “Cacciatore di stelle” approda al 37° Stormo di Trapani Birgi nel 1998, l’assegnazione è la 83^ Squadriglia del 18° Gruppo, allora unico Gruppo di Volo in quel di Trapani, un anno dopo Raffaele “Flash” Catucci diventa a tutti gli effetti Combat Ready sul 104 nella versione S ASA-M.
Per lui ci sono vari incarichi nell’ambito del 18° Gruppo, tra i quali lo vediamo nel ruolo di Comandante della 82^ Squadriglia, Capo Nucleo Tattiche Operative e GE del Gruppo di Volo, e Capo Sezione Addestramento e Standardizzazione dell’Ufficio Operazioni di Stormo.
Con circa 1.900 ore di volo il Maggiore Catucci è anche uno dei piloti con più anni di attività presso i “Brandy” in servizio attivo oggi, di queste più di 750 sono state volate ai comandi del caccia F 16ADF/B, potendo così ambire al ragguardevole traguardo delle mille ore sullo stesso velivolo, inoltre sempre sul caccia americano ha conseguito la qualifica di Istruttore Tattiche Operative.
Per i servizi prestati durante la crisi del Kosovo Catucci è stato insignito della relativa medaglia NATO. In conclusione come avete potuto leggere il Maggiore Catucci dall’assegnazione al Reparto operativo ha prestato servizio solo ed esclusivamente presso il 18° Gruppo percorrendo tutto l’iter per arrivare sino all’ambito traguardo di Comandante, il prossimo traguardo che è più un augurio che una certezza, è di portare il 18° Gruppo verso una transizione sul nostro caccia nazionale Typhoon.
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Negli anni seguenti sino ai primi anni novanta continuano le attività addestrative alternate a Squadron Exchange come quelli di Beauvechain (Belgio), Neuburg e Pfertsfeld (Germania), nel contempo il Reparto continua ad addestrarsi anche nel ruolo secondario di attacco al suolo.
Nella seconda meta degli anni novanta nonostante il Reparto è pienamente integrato nel sistema di difesa aerea della NATO, partecipa da eventi addestrativi complessi anche molto complessi sia nazionali che estere, citiamo le più importanti e significate: “Dragon Hammer”, “Tridente”, “Ardente”, “Mothia” e “Display Determination”, mentre si prospettano all’orizzonte la partecipazione ai corsi tattici denominati TLP (Tactical Leadership Programme), altre seguono a ruota come la “Ample Train 95” in Norvegia e la “Odax 96” in Francia, l’ultima in ordine di tempo “Cooperative Key 98” in Turchia è il banco di prova per testare la macchina operativa NATO in previsione dell’intervento nell’area dei balcani.
Nel 1999 giunge il momento di mettere in pratica tutte le nozioni acquisite durante le molteplici esercitazioni perché con il rischiaremento ad Amendola (Foggia) sul versante adriatico per fronteggiare la crisi in Kosovo. Con l’inizio della Guerra il 18° Gruppo viene trasferito a Gioia del Colle dove vi rimane sino al termine del conflitto, dalla base pugliese i piloti del Gruppo svolgono circa 70 missioni CAP (Combat Air Patrol), tutte le missioni vengono svolte con l’F 104S ASA-M, voglio ricordare che per il Reparto questa operazione reale è la prima dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale.
A partire dal 2001, circa due anni prima che vengono formalmente inviati in Italia i primi velivoli F 16 come fornitura in leasing da parte del Governo americano, il 18° Gruppo ha inviato negli “States” i primi piloti per svolgere la conversione sul “nuovo” velivolo presso l’OCU (Operational Conversion Uinti), Reparto dedicato alla conversione operativa della linea di volo dell’USAF (United States Air Force) e dell’ANG (Air National Guard) dislocato sull’Aeroporto Internazionale di Tucson IAP in Arizona. Nel giugno del 2003, con l’arrivo dei primi F 16 per il 18° iniziano le prime attività sul territorio italiano con il caccia americano.
Ricordiamo che il 18° Gruppo in quel periodo era l’unico Reparto dislocato sulla base siciliana e disponeva allora come ora di tre Squadriglie, la 75^, la 82^ e la 83^; la presenza delle Squadriglie in seno ai Gruppi di Volo vengono lasciate più che altro per mantenere vivo un ricordo storico carico di significati e per attaccamento a dei periodi molto importanti della nostra Forza Armata, infatti spesso e volentieri alla singola Squadriglia vengono assegnati due/tre piloti, in casi rari anche uno solo.
Il 18° Gruppo nonostante il passaggio dal “104” al “16” è riuscito a contribuire, salvo una ridottissima sospensione, con continuità al servizio (QRA Quick Reaction Alert) di difesa della spazio aereo nazionale quando, terminato l’ultimo turno di allarme il 21 aprile del 2003 (F 104) ha ripreso il 22 luglio dello stesso anno (F 16), oltretutto esattamente quattro mesi dopo l’ingresso in linea di volo del caccia americano. Contemporaneamente è iniziata l’attività addestrativa volta a mantenere operativo il Reparto, addestramento necessario per svolgere al meglio il ruolo che gli è stato assegnato dallo Stato Maggiore AM. Questa capacità operativa viene mantenuta grazie alla partecipazione del Gruppo con i suoi uomini e mezzi, a molteplici esercitazioni sia sul territorio nazionale che internazionale. Cerchiamo ora di ricordare i più significativi con l’intento di fornire al lettore un quadro generale sulle necessità che ha un Reparto come il 18° per mantenere la qualifica di Combat Ready. Visto che ne ho fatto cenno nel testo dedicato al 10° Gruppo volevo ricordare che dopo l’arrivo di quest’ultimo nel 2006 in seno al 37° Stormo le attività addestrative dei due Gruppi si sono praticamente svolte in modo perfettamente omogeneo come fossero un unico soggetto.
Quindi da questo momento entrambi i Reparti compariranno nella descrizione delle attività.
Nel 2006, 2007 e 2008 i due Gruppi di Volo hanno partecipato a una delle più importanti esercitazioni che si sono svolte sul nostro territorio nazionale, denominata “Spring Flag”, il teatro dove si sono svolti gli eventi è Decimomannu in Sardegna. All’esercitazione partecipano assetti aerei, navali e terrestri sia nazionali che internazionali, queste forze messe in campo vengono chiamate dalle istituzioni mondiali come NATO e ONU ad intervenire in caso di importanti crisi mondiali, ovviamente tramite simulazioni, vengono sviluppate esercitazioni di combattimenti simulati utilizzando il sistema ACMI (Air Combat Manouvering Instrumentation) presente sul poligono AWTI (Air Weapons Training Installation) e per quanto riguarda le simulazioni di bombardamento utilizzando il vicino poligono di Salto di Quirra.
Altre importanti esercitazioni a cui hanno partecipato i “Brandy” e le “Picche” sono i corsi TLP (Tactical Leadership Programme) che si svolgono con cadenza regolare dal 1996, questo è l’anno in cui ha aderito la nostra Forza Armata e non l’anno di costituzione che risale invece al lontano 1978, prima a Florennes in Belgio ed ora ad Albacete in Spagna, i nostri equipaggi hanno svolto questi corsi di tipo “external” (solo come partecipanti) e di tipo “full”( come organizzatori).
Tornando alle operazioni di casa nostra, sempre in Sardegna a Decimo i nostri “ragazzi” del 10° e 18° svolgono regolarmente le “campagne ACMI” dove svolgono attività in particolare di DACT (Dissimilar Air Combat Training) svolta in modo autonomo o con altri reparti presenti sul poligono.
Queste sono le attività che vengono svolte in maniera continuativa o comunque regolare, poi ci sono le attività svolte saltuariamente, per esempio di recente è stata effettuata una campagna in collaborazione e a sostegno della nostra Marina Militare, che a sua volta era impegnata con la Portaerei francese Charles De Gaulle e con i suoi Rafale M.
Altre attività che vengono svolte dai Gruppi di Volo del 37° Stormo sono delle missioni chiamate European Cross Country, dove due o più velivoli effettuano uno volo andata e ritorno su di una base estera, per esempio nel recente passato gli F 16 sono stati a Landivisiau (Francia), Neuburg e Torrejon (Germania), e nel breve periodo di permanenza presso queste basi della NATO possono essere effettuate ulteriori missioni DACT con i reparti basati su di esse.
Ritornando alle esercitazioni vere e proprie non possiamo menzionare l’ultima svolta dai “Viper” di Trapani nello scorso ottobre sempre in terra sarda, l’esercitazione di tipo bi-nazionale chiamata STAREX 2009 è di notevole impatto tecnico per i nostri piloti in quanto l’altra componente partecipante all’evento è stata la Forza Aerea israeliana, la Israeli Defence Force ha inviato a Decimo due componenti di volo dotate di F 16I e di F 15I. Ovviamente confrontarsi con questo tipo di forze aeree, non può che accrescere le conoscenze professionali dei nostri piloti, visto che si sono dovuti confrontare con equipaggi altamente addestrati (considerato il loro perenne stato di vigilanza e di attività reale) e soprattutto perché dotati di velivoli sicuramente di un’altra classe tecnologica in particolare per le sofisticate apparecchiature in dotazione.
Oltre alle attività menzionate sino ad ora, il lavoro quotidiano dei piloti del 10° e del 18° non si ferma, ma prosegue nelle prossime due tipologie elencate, meno frequenti ma svolte con la stessa professionalità.
I piloti dei due Gruppi con i loro F 16ADF effettuano missioni sulle altre basi dell’Aeronautica Militare per mantenere valida la qualifica dei Crew Chief, specialisti addetti ai velivoli di passaggio che operano su basi aeree non dotate di questo tipo di velivolo; un’altra importante “mission” svolta una tantum dagli stessi piloti è stata la campagna di validazione del nuovo missile aria-aria IRIS-T (Infra Red Imaging System Tail/Thrust Vector-Controlled), missile di costruzione tedesca che nel prossimo futuro potrà sostituire gli AIM 9L Sidewinder.
Queste sono solo alcune delle missioni svolte dal 10° e dal 18° Gruppo con cadenze regolari, a cui si aggiungono i turni di allerta per la difesa dello spazio aereo nazionale, ruolo considerato fondamentale per la sicurezza nazionale; sicuramente i piloti dei due Gruppi in questi pochi anni di attività con l’F 16 sono stati tra quelli più attivi nello scenario della nostra Forza Aerea nel settore della difesa aerea, questo è stato reso possibile operando con un sistema velivolo-ore di volo azzeccato ed efficiente, che ha permesso di effettuare un buon “range” di ore di volo a guadagno delle capacità professionali di ogni singolo pilota.
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English translation

History

The 18° Gruppo was constituted in 1917 at Taliedo (Milano), where it remained for the following two years until, in 1919, it was disbanded. On 1 June 1931 at Bresso airfield, also in the Milano area, the unit was reconstituted, reporting to the newly formed 3°Stormo. It was equipped with a few CR.20 which were divided between the three Squadriglie which formed the Gruppo, the 83^, 85^ and 95^.
The first operations conducted several months after the re-constitution of the Gruppo saw the unit participate in the Armata Aerea manoeuvres staged between August and September: this launched an intense and illustrious operational cycle. During 1932, however, there were more varied events to support, such as the “Giornata dell’Ala” held at the Aeroporto di Littorio (now Latina), while towards the end of the year air displays were held in Milano and Torino.
1934 saw a return to more demanding activities, with participation in the manoeuvres held in the Apennines in Tuscany and Reggio Emilia. Detached to Pisa, the 18° operated in support of the land forces of the Regio Esercito. In the following year there was an air defence exercise held in the skies over Milano, and a detachment to provide air defence cover for the conference held at Stresa on Lake Maggiore.
Towards the end of 1939 the unit received the new CR.42 while based at Mondovì, in Piemonte, and the opportunity was taken to adorn the fuselages of the biplanes with the new insignia, featuring three flashes inserted into a rectangle together with the motto “ocio che te copo…!” (in Veneto dialect “look out all I’ll hit you”). In the meantime, the 18° had left the ranks of the 3° Stormo to join the 56° Stormo Caccia Terrestre, and this transfer permitted the unit to increase its fleet of Fiat G.50.
The arrival of Spring 1940 saw the training begin to intensify, driven by the global situation provoked by the initiation of hostilities. In the short span of two months, from April to June the unit found itself on the airfields at (Torino) and at Novi Ligure, while one of the three Squadriglie it controlled was detached to Villanova d’Albenga.
At the moment of the declaration of war against France by Mussolini on 10 June 1940, the 18° Gruppo Caccia Terrestre was controlled by the 2^ Divisione Caccia “Borea”, a division of the 1^ Squadra Aerea. The directives issued by the Squadra Aerea ordered attacks by fighters and bombers to be conducted along the western alpine front, and in particular against objectives in eastern France. The main targets were ports and airfields, including those in the strategic Toulon area. Once the rapid campaign against the French was concluded, thoughts began to turn towards the utilisation of the 18°Gruppo against the British, over the English Channel. This led to the creation, in September 1940, of the CAI (Corpo Aereo Italiano – Italian Air Corps). The 18° Gruppo was included in the units posted to this new Command, and the equipment issued to the units of the CAI comprised 50 CR.42 and 50 G.50.
With the new deployment to Ursel, and in the light of the impossibility of operating over England due to the limited endurance of their aircraft, the first operations of the Gruppo were centred on defending Axis assets in Belgium and Holland, and in escorting the convoys which were routing along the Channel. In the following months many missions were flown, delivering excellent results, despite the adverse climatic conditions encountered in the theatre.
In 1941, as a response to the grave situation of the African campaign, the 18° Gruppo was placed under the command of the 5^ Squadra Aerea. On 27 January the unit departed Pisa en-route for ASI (Africa Settentrionale Italiana – Italian North Africa). The operational areas assigned to the Gruppo were diverse, and covered a major part of Libyan territory, with the majority of missions flown being in support of units of the Afrika Korps and Luftwaffe squadrons. Towards the end of 1941 the pilots of the 18° Gruppo were posted back to Italy to commence training on the Macchi MC.200; on completion of the conversion training on the new fighter, a new theatre awaited the men of the 18°, this time, in Greece. Based at Araxos, it was once again the role of the unit to influence the “Italia-Grecia” campaign, which had become stalled. In fact, after only a few months Greece would capitulate, and this was mainly due to the support provided by the Regia Aeronautica. With the conclusion of operations, on 24 April 1942, the 18° was ordered to return to Caselle (Torino), where it commenced a new round of training acquiring the capacity to conduct dive-bombing attacks.
In January 1942 the Gruppo passed under the control of the 3^ Squadra Aerea, while in May of the same year it was incorporated into the 3° Stormo, losing its Gruppo Autonomo status. A new emblem was also adopted, the famous “Vespa Arrabbiata” (angry wasp) of the Stormo. The 18° was joined by the 23° Gruppo CT. After a long transfer flight which crossed the entire Italian peninsula and part of North Africa, the unit arrived at Abu Haggag for operational duties on the Egyptian front. Missions alternated between escort duties and ground attacks, the latter under escort from their colleagues in the 23°, and many were conducted in the El Alamein area. Having lost all its available aircraft, the unit was equipped with the Macchi MC.202. In January 1943, after months of strenuous operations and a hard fighting retreat back to Tripoli, the 18° completed its final combat mission in the Egyptian theatre. After the withdrawal from Libya, the few remaining and viable units were concentrated in Tunisia under the 5^ Squadra Aerea. Amongst these was the 18° Gruppo, by now possessing exhausted personnel and worn-out aircraft. The unit returned to Italy in March 1943, establishing itself at Ciampino and participating in the final and decisive struggle. Deliveries of the new Macchi MC.205 did little to convince the unit that there was anything that could be achieved, but despite this the 18° Gruppo continued to fight with honour, and was frequently mentioned in the Bollettini di Guerra (dispatches). An armistice had by now been agreed with the Allies, but the Regia Aeronautica in general continued the fight to the limit. The fateful 8 September 1843 arrived, with the well-known consequences: the Comandante of the 3° Stormo, under which the 18° was placed, disbanded the unit, and sent all the personnel on unlimited leave. This was the concluding chapter of the glorious 18° Gruppo.
The conflict ended on 8 May 1945, and with the wartime experience of the Aeronautica Militare, which had lasted for twenty months since its constitution from the ashes of the Regia Aeronautica.
With the constitution of the 5^ ATAF the structure of the Aeronautica Militare was notably amplified, and on 1 July 1954 at Verona Villafranca the 3° Stormo da Ricognizione Tattica was created, and exactly one month later the 18° Gruppo was also officially reformed.
Initially equipped with the F 84G Thunderjet, the unit trained for the new and important role of airborne reconnaissance, a role made even more demanding by the fact that the 3° Stormo was the sole NATO unit specialising in this task that was sited in southern Europe. In 1955 the unit converted onto the new RF 84F Thunderflash, an aircraft specifically suited to the tasks performed by the Gruppo. Over the following years the activities were sustained and intense with frequent exercises and squadron exchanges. Besides the strictly military missions, the reconnaissance aircraft were also utilised on the occasion of natural disasters and for the surveillance of Italian territory. In 1970 the units of the 3^ Aerobrigata Caccia Ricognitori, a designation conferred in 1967, the first F 104G arrived, which, fitted with the Orpheus pod, provided an even more effective instrument. The 18° Gruppo converted onto the “Spillone” in 1973. During this period the Gruppo di Volo, besides the green band that characterised its aircraft, dusted off the historical badge from its past and adopted the three white stylised flashes on a green disc outlined in red, together with the legendary motto “ocio che te copo…!”. With a new reorganisation, the Aeronautica Militare abandoned the Aerobrigata structure (it should be remembered that the Aerobrigata (Air Brigade) definition was conceded to those units which possessed three Gruppi di Volo in their structure). The decision to return to the Stormo resulted in the 18° Gruppo being placed in “Posizione Quadro”, and the transfer of its aircraft to the other Gruppi.
With the constitution of the NODA (Nucleo Operativo Difesa Aerea – air defence operational cell) at Gioia del Colle in September 1984 the potential to resurrect the 18° was identified. Initially this unit was formed by F 104S aircraft of the 156° Gruppo CB (Caccia Bombardieri – fighter bomber), which was converting onto the new Tornado IDS. The aircraft featured, besides the NODA titles, the badge with the three white flashes of the 18°, and in June 1984 the NODA assumed its new denomination. On 28 March 1985, just a few months after its re-constitution, the 18° Gruppo was presented with its Bandiera di Guerra (standard). Shortly after, with the Libya - United States crisis, the unit found itself on the front line, flying frequent missions escorting civilian aircraft to Italy’s southern islands. As can be imagined, many intensive months followed, complicated moreover by the presence of other units detached to the base.
In the two following years (1986-87), the unit was subjected to its first operational evaluation, which it overcame brilliantly in December 1987, being declared “Combat Ready” in the air defence role.
The following years, leading into the early nineties, saw the continuation of training activities, alternating with Squadron Exchanges with units at Beauvechain (Belgium), Neuburg and Pferdsfeld (Germany): at the same time, the unit continued to train in its secondary ground attack role.
In the second half of the nineties, despite the fact that the unit was an essential and integrated part of the NATO air defence system, it participated in many complex and very demanding training operations, both nationally and internationally. Amongst these, the most significant and important were: “Dragon Hammer”, “Tridente”, “Ardente”, “Mothia” and “Display Determination”. On the horizon was, moreover participation in the tactical courses falling under the TLP (Tactical Leadership Program). Others would follow in sequence, such as “Ample Train 95” in Norway and “Odax 96” in France. The final, in time order, “Cooperative Key 98” held in Turkey, was the testbed for the NATO operational structure planned to respond to a requirement for an intervention in the Balkan area.
In 1999 the moment arrived when all the experience gained during the many training exercises was actually put into practice: the unit was detached to Amendola (Foggia) on the Adriatic coast in response to the crisis in Kosovo. At the start of the war the 18° Gruppo was redeployed to Gioia del Colle, where it remained until the end of the conflict. From the Puglia base, the pilots of the Gruppo conducted around 70 CAP (Combat Air Patrol) missions: all were performed with the F 104S ASA-M. For the unit, this was the first combat operation conducted after the conclusion of the Second World War.
Beginning in 2001, around two years prior to the first delivery to Italy of the F 16 supplied under the leasing agreement signed with the US Government, the 18°Gruppo detached to the States the first pilots destined to undergo conversion onto the “new” aircraft. Their destination was the OCU (Operational Conversion Unit), a unit dedicated to the operational conversion training for the (United States Air Force) and ANG (Air National Guard) fleets, located at Tucson International Airport in Arizona. In June 2003, with the arrival of the first F 16 for the 18°, the initial operations over Italian territory with the American fighter were commenced.
It should be remembered that at the time the 18° Gruppo was the only unit housed on the Sicilian base, and parented three Squadriglie, the 75^, 82^ and 83^; the presence of the Squadriglie in the structure of the Gruppi di Volo was retained in the main to keep alive the rich baggage of history and tradition, and as a link to the most important periods of the story of the Aeronautica Militare. It was the case, in fact, that only two or three pilots were assigned to an individual Squadriglia, and in some rare cases, just one pilot.
The 18° Gruppo, despite its conversion from the “104” to the “16”, has managed to contribute, apart from a small period of suspension, to the continuity of the (QRA Quick Response Alert) service, defending Italian sovereign airspace. The gap came between the last alert shift mounted by the F 104 (21 April 2003), and the resumption with the F 16 on 22 July of the same year, exactly four months after service entry of the American fighter. Contemporarily, training activities to maintain the unit’s operational readiness were initiated, training essential for the best performance of the role assigned to the unit by the Stato Maggiore AM. This operational capacity is maintained thanks to the participation of the Gruppo, with its aircraft and crews, in a multitude of exercises, both national and international, and it is worth examining in detail exactly what it takes for a unit like the 18° to maintain combat readiness. Given that this has been already mentioned in the text dedicated to the 10° Gruppo, I should mention that after the transfer of the Gruppo into the structure of the 37° Stormo in 2006, the training activities of the two Gruppi have been in practice conducted in synergy, and almost to the extent that they could be considered a unique subject. From this point, therefore, both units will appear in feature in the description of operations.
In 2006, 2007 and 2008 the two Gruppi di Volo participated in one of the most important exercises ever conducted on italian territory, denominated “Spring Flag”. The arena for this event was Decimomannu in Sardegna, and participating assets included national and international air, naval, and land forces. These forces are those that could be called on by international agencies such as the UNO or NATO to intervene in the case of global crises. Through comprehensive simulations, complex combat scenarios are developed utilising ACMI (Air Combat Manoeuvring Instrumentation) system present at the AWTI (Air Weapons Training Installation) range, while simulated bombing attacks are conducted on the nearby Salto di Quirra weapons range.
Other important exercises which have involved the “Brandy” and “Picche” are the TLP (Tactical Leadership Programme) courses, which have involved Italian assets since 1996, the year in which the AM signed up to the programme, which had been held at regular intervals since its creation in 1978. At Florennes in Belgium, and now at Albacete in Spain, Italian crews have undertaken these courses as “external” (only participants) or “full” (as organisers).
Returning to operations in Italy, at Decimomannu in Sardegna the crews of the 10° and 18° regularly undertake ACMI detachments, conducting DACT (Dissimilar Air Combat Training), managed in-house, or in conjunction with other units present for training over the range.
These are the activities which are conducted in both a continuous, or at minimum regular, manner. There are, in addition, other operations conducted in a salutary fashion: a recent example of this has been an exercise conducted with and in support of the Marina Militare, which in turn was engaged in joint operations with the French carrier Charles De Gaulle and its Rafale M.
Other activities performed by the Gruppi di Volo of the 37° Stormo are the missions known as European Cross Country, when two or more aircraft make a return flights to a foreign base: in the recent past the F 16 have been to Landivisiau (France), and Neuburg and Torrejon (Germany), and during their short stays at these NATO bases they have been able to conduct further DACT missions with the home-based units.
Returning to major exercises, it is essential to mention the latest performed in October 2009 by the Trapani “Vipers” in Sardegna. This bi-national exercise called Starex 2009 had notable technical impact for the Italian pilots, as the other component participating in the event was from the Israeli Defence Force, which sent a detachment equipped with F 16I and F 15I to Decimomannu. Clearly, the opportunity to work against an air force of this type cannot fail to boost the professional knowledge of the Italian pilots, in that they come up against highly trained crews (considering their almost constant state of alert and continuous combat activity), but above all because they are definitely equipped with the highest standard of technology, particularly in terms of the sophisticated electronics on board.
Besides the operations mentioned to date, the routine work of the crews of the 10° and 18° never ceases: two further mission types can be added, less frequent, but conducted with the same professionalism.
In their F 16ADF, the pilots of the two Gruppi conduct missions from the other bases of the Aeronautica Militare in order to maintain the validity of the Crew Chief qualification for the specialist personnel who handle transit aircraft at bases where this type of aircraft is not resident. A further important “mission” performed by the same pilots has been the validation programme for the new IRIS-T (Infra Red Imaging System Tail/Thrust Vector-Controlled) air-to-air missile, manufactured in Germany, which in the future could replace the AIM 9L Sidewinder.
These are a few of the missions flown by the 10° and 18° Gruppo on a regular basis, to which can be added the alert duties essential to the defence of Italian airspace, a role consider fundamental to national security. Clearly, the pilots of these two Gruppi, in these few years of F 16 operations, have been amongst the most active in the Aeronautica Militare in the scenario of the air defence sector. This has been made possible by operating with an efficient and focussed aircraft/flying hour relationship, which has permitted the conduct of a good “range” of flying hours which has benefitted the professional capacity of every single pilot.

Comandante

Since 27 August of last year Maggiore Raffaele Catucci has been the Commander of the 18° Gruppo, a Gruppo which has been part of the history of the 37° Stormo for nearly a quarter of a century.
Catucci was born in Pordenone on 7 April 1973. His service in the Aeronautica Militare dates from 24 August 1992 when, having completed his school career, he was assigned to the “Orione IV” academic course where he obtained a Laurea Magistrale, and through a course dedicated to flying personnel gained a Laurea in Aeronautical Sciences, courses which were obviously provided by the Accademia Aeronautica at Pozzuoli (Napoli). It is worth underlining that the Accademia Aeronautica is to all effects one of Italy’s most historical institutions, and one of the oldest in the world: since 1923 (the year it was constituted), its role has been that of preparing all the officers who subsequently followed careers in the Regia Aeronautica initially, and from 1946, in the Aeronautica Militare.
Catucci obtained his Brevetto di Pilota Militare at the well-known ENJJPT (Euro-Nato Joint Jet Pilot Training) school, based at Sheppard Air Force Base near Wichita Falls, Texas. Returning to Italy in 1997, he was assigned to the Operational Conversion Unit at Grosseto, the 4° Stormo, as he had been selected to become an F 104 Starfighter pilot. On completing his F 104 type conversion, he was posted to the 37° Stormo at Trapani Birgi in 1998, assigned to the 83^ Squadriglia of the 18° Gruppo, at the time the sole Gruppo di Volo at Trapani. One year later Raffaele “Flash” Catucci reached full “Combat Readiness” on the 104 in the S ASA-M version.
In service with the 18° Gruppo he has performed a variety of roles, amongst which Comandante of the 82^ Squadriglia, Capo Nucleo Tattiche Operative e GE (Head of the Operational Tactics and Electronic Warfare cell) of the Gruppo di Volo, and Capo Sezione Addestramento e Standardizzazione of the Ufficio Operazioni of the Stormo (Chief of Training and Standardisation of the Operations Office of the Stormo).
With around 1.900 flying hours Maggiore Catucci is also one of the pilots with the most number of years of service with the “Brandy” still active today: of these hours, more than 750 have been flown at the controls of the F 16ADF/B fighter, and he is approaching the notable milestone of 1.000 hours on the same aircraft. He has, moreover, attained the qualification of Tactical Operations Instructor on the American aircraft.
For service during the Kosovo crisis Catucci was awarded the associated NATO medal. In conclusion, it is clear that since his posting to this operational unit, Maggiore Catucci has served solely and exclusively with the 18°Gruppo, following a career path that has taken him to the position of Comandante. His next milestone, and one which is a hope rather than a certainty, is to lead to 18° Gruppo through conversion onto the multi-national Typhoon.fighter.