51° Stormo

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Il 132° è a pieno titolo uno di quei Gruppi di Volo che rivestono un’importanza di primo livello nel contesto aeronautico italiano, ovviamente senza nulla togliere ad altri reparti altrettanto importanti, ma nel momento in cui si cita un Reparto che è “intitolato”, ed ha avuto anche come Comandante, un aviatore italiano ed eroe di guerra che porta il nome di Carlo Emanuele Buscaglia non dovrebbero esserci dubbi riguardo la mia affermazione. Prima di descrivere Buscaglia volevo fare delle precisazioni al riguardo dell’intitolazione di un Reparto di Volo. Di norma in Aeronautica Militare solo gli Stormi hanno la possibilità di essere intitolati a personaggi che hanno plasmato con le loro gesta la storia della nostra Forza Aerea, mentre solitamente questo non è possibile per i Gruppi di Volo e per le Squadriglie, nel caso specifico voglio precisare che l’intitolazione ufficiale con il nome di Buscaglia è stata assegnata al 3° Stormo di Verona-Villafranca nel lontano 1984 e mantenuto fino al primo di settembre del 1999 quando lo Stormo viene chiuso e posto in posizione ”quadro”. Bisogna aggiungere che quasi contemporaneamente sempre a Villafranca viene costituito l’RMS (Reparto Mobile di Supporto) con una buona dote di personale già appartenuto al 3° Stormo, il Reparto precisamente si occupa della logistica di Forza Armata nei rischieramenti fuori area, mentre il 19 di settembre del 1999 l’RMS viene ufficialmente utilizzato per ricostituire il 3° Stormo Reparto Mobile Supporto e ovviamente essendo a tutti gli effetti uno Stormo gli viene mantenuta l’intitolazione di Buscaglia. Mi sono sentito in dovere di spiegare la situazione contingente nel dettaglio per evitare qualsiasi disquisizione sulla bontà della mia indicazione di titolo “132° Gruppo Buscaglia”, mi sembra superfluo commentare se questa intitolazione sia più appropriata ad uno Stormo (non aeronauticamente operativo) oppure ad un Gruppo di Volo, lascio al lettore l’ardua sentenza. Purtroppo come ho appena scritto alcune volte accade che alcuni Stormi vengano chiusi, e per non perdere un patrimonio storico di assoluto valore che portano con se, queste intitolazioni vengono trasferite ad un Gruppo di Volo che comunque è stato alle dipendenze dello Stormo stesso. Ci sono altri casi simili in Aeronautica e peraltro solo in questo modo è possibile mantenere il patrimonio stesso, il fatto comunque non dovrebbe destare più di tanto stupore in quanto Buscaglia ha militato per quasi tutta la sua carriera nel 132°, fu nominato anche Comandante dello stesso, quindi seppur il mio parere è alquanto insignificante, la “dedica” che porta il 132° Gruppo è più che giustificata e ragionevole.
Tornando indietro di qualche passo volevo riprendere il discorso su chi è stato Buscaglia, aviatore italiano della Regia Aeronautica fu uno tra i più famosi eroi di guerra della Seconda Guerra Mondiale, per le gesta compiute fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare. Buscaglia è nato a Novara il 22 settembre del 1915 ed entra nella Regia Accademia Aeronautica nell’ottobre del 1934, nel 1937 consegue il Brevetto di Pilota Militare, nel luglio dello stesso anno viene assegnato alla 50^ Squadriglia del 32° Stormo Bombardamento Terrestre, ai tempi equipaggiati con i Savoia Marchetti SM.81 successivamente sostituiti dai più moderni SM 79. Nel febbraio del 1940 Buscaglia viene trasferito presso la 252^ Squadriglia del 46° Stormo Bombardamento Terrestre, presso il 46° partecipò alla sua prima missione di Guerra, sempre nel 1940 il giovane Buscaglia entra volontario come Ufficiale Pilota nel costituendo Reparto Speciale Aerosiluranti, Unità sperimentale voluta dallo Stato Maggiore della Regia Aeronautica per utilizzare i siluri come arma di attacco nei confronti delle navi nemiche. Il Reparto era composto principalmente da esperti iloti di SM 79 della Regia Marina e da alcuni volontari dell’Aeronautica, al momento della costituzione la base operativa era in Libia ad El Adem. Nel settembre del 1940 viene conferita a Buscaglia la prima Medaglia d’Argento al Valor Militare per le azioni belliche compiute, mi sembra doveroso menzionare il fatto che Buscaglia si distinse nella sua fulgida, anche se breve, carriera nella specialità aerosiluranti affondando circa 100.000 tonnellate di naviglio nemico. Nel marzo del 1941, dopo delle parentesi trascorse a Catania, a Tripoli (Libia) e a Pantelleria Buscaglia viene trasferito a Grottaglie, dove oltre alla promozione a Capitano gli viene affidato il compito di Comandare la 281^ Squadriglia.
Nel gennaio del 1942 la 281^ viene sciolta ma per il Capitano è solo questione di pochi mesi, perché con la costituzione del 132° Gruppo Aerosiluranti (1 aprile 1942), proprio a Buscaglia ne viene assegnato il Comando, avendo così la possibilità di mettere in mostra le sue elevate doti di organizzatore. Il 12 agosto dello stesso anno a Roma, direttamente per mano di Mussolini, viene promosso con il grado di Maggiore, pochissimi mesi dopo, durante una missione sulla baia di Bougie, l’SM 79 pilotato da Buscaglia viene intercettato e abbattuto da uno Spitfire, la Regia Aeronautica lo dichiara “disperso in azione”, conferendo quindi alla sua memoria la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Fortunatamente per lui l’incidente non è stato mortale e seppur ferito viene catturato dagli Alleati che lo curano e successivamente lo internano in un campo di prigionia negli Stati Uniti.
All’atto della firma dell’armistizio Buscaglia decide di tornare a volare con le forze alleate, entrando così nell’Aeronautica Cobelligerante Italiana, successivamente (Luglio 1944) rientra in Italia ed assume il comando del 28° Gruppo Bombardamento entrando a far parte dello Stormo “Baltimore” dislocato a Campo Vesuvio (Napoli). Lo Stormo prende il nome dal velivolo in dotazione di costruzione americana Martin Baltimore, il 23 agosto del 1944 decollando da Campo Vesuvio, solo ai comandi, con uno di questi bombardieri tocco con l’ala sinistra il terreno perdendo il controllo del bimotore che si schiantò al suolo incendiandosi, nonostante le gravi ferite per la seconda volta riuscì a fuggire dall’abitacolo e venne prontamente ricoverato all’ospedale di Napoli, purtroppo per lui questo volta l’incidente gli risulta fatale e il giorno dopo muore in ospedale all’età di 29 anni.
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Oltre al nome che porta in dote, il 132° ha anche un’altra importante peculiarità che lo contraddistingue, è l’unico Gruppo di Volo dell’Aeronautica Militare che dal 1954 svolge ininterrottamente il ruolo primario di Ricognizione Aerotattica con continuità e con mezzi specifici.
Ritornando ai fatti storici del Reparto come da prassi vado a descriverne i punti salienti dalla sua costituzione avvenuta il primo di aprile del 1942 sino ai giorni nostri. Come già detto prima, all’atto della costituzione il 132° viene posto sotto il comando del Maggiore Carlo Emanuele Buscaglia, l’aeroporto sede del Reparto al momento della costituzione è quello di Littoria (ora Latina) e la denominazione è come Gruppo Autonomo Siluranti, il Gruppo eredita le Squadriglie 278^ e 281^ che hanno in dotazione il velivolo Savoia Marchetti S. 79, uno dei velivoli di costruzione italiana più famosi ai tempi della Regia Aeronautica, soprannominato dagli avversari inglesi il “Gobbo Maledetto”. Da subito il Reparto viene impegnato nelle più importanti battaglie aeronavali del Mediterraneo, nel corso del mese di settembre del 1943 il 132° assorbe equipaggi e velivoli superstiti da altri Gruppi di aerosiluranti e viene trasferito a Lecce, dove cambia di ruolo in Unità da Trasporto. Per il 132° Gruppo il 1943 si rivela un anno molto travagliato, con la firma dell’armistizio italiano nei confronti delle forze alleate alcuni piloti decidono di passare alle dipendenze dell’Aeronautica Cobelligerante Italiana, mentre altrettanti decidono di rimanere fedeli al fascismo continuando a prestare servizio presso l’Aeronautica Nazionale Repubblicana. Fortunatamente per volere degli inglesi ai piloti italiani passati nelle loro fila viene risparmiato l’arduo compito di combattere contro i connazionali rimasti nell’ANR o di bombardare la propria nazione.
I molti piloti del 132° che hanno scelto di schierarsi con le forze alleate, dopo l’armistizio, vengono trasferiti a Campo Vesuvio (Napoli) dove il 1 luglio del 1944 viene costituito lo Stormo “Baltimore”, Reparto che prende il nome dal noto bimotore americano. Per molti di loro il passaggio sul nuovo velivolo risulta drammatico in quanto le caratteristiche di pilotaggio del bimotore sono notoriamente mediocri, molti di questi perdono la vita in incidenti di volo, oltre al già citato Buscaglia, permanenza nei pressi di Napoli veramente breve, dal novembre lo Stormo opera dalla località di Campo Marino (Campobasso). Dal momento della costituzione dello Stormo Baltimore in qualche modo i Reparti che ne fanno parte tra i quali il 132°, cessano di essere menzionati come soggetti operativi a tutti gli effetti. Nel giugno del 1945 il Reparto viene trasferito dal “campo di aviazione” di Campo Marino all’aeroporto di Roma-Urbe, dove viene trasformato in Stormo Trasporti, con relativa trasformazione da bombardiere a trasporto sia di merci che di passeggeri. Nel 1946 dopo il trasferimento a Guidonia continua ad operare missioni di trasporto in particolare verso la Francia e Londra, qui vi rimane anche per tutto il 1947 quando viene inglobato nel Comando Raggruppamento Bombardamento e Trasporti, nome poco adatto in base al trattato stipulato e quindi modificato in Raggruppamento Misto. All’inizio del 1948 il Reparto viene trasferito a Palese Macchie (Bari) dove viene riequipaggiato con i P 38 Lightning, pochi mesi dopo, il primo novembre del 1948, lo Stormo Baltimore viene chiuso e contestualmente viene costituito il 3° Stormo Caccia che ne riceve il testimone. Lo Stormo rimarrà nella storia per la missione del 5 maggio 1945 che è stata l’ultima missione di guerra di un Reparto della Regia Aeronautica. Come 3° Stormo le operazioni vengono sempre effettuate in Puglia presso l’aeroporto di Bari, nel 1950 riceve i “nuovi” velivoli P 51 Mustang e nel 1954 viene trasferito sull’aeroporto di Verona-Villafranca. Il 132° torna a comparire come Gruppo di Volo alle dipendenze del 3° Stormo Ricognitori e da questo momento inizia la sua nuova avventura come Gruppo da Ricognizione Aerotattica. La dotazione iniziale è di velivoli F 84G Thunderjet, velivolo non propriamente concepito come ricognitore, la situazione migliora notevolmente dal dicembre del 1954 con l’arrivo dei nuovi aviogetti RF 84F Thunderflash, trasformazione del caccia bombardiere F 84F con l’istallazione di un radome completamente ridisegnato per l’alloggiamento di sei macchine fotografiche, poste per riprendere immagini verticali, oblique, verso il posteriore e tridimensionali.
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L’attuale Comandante del 132° Gruppo è il Tenente Colonnello Andrea Amadori, egli assume questo incarico dal sei di giugno del 2007. Amadori è nato a Verona il 19 maggio del 1970 ed entra in Accademia Aeronautica nell’agosto del 1989, viene ammesso al Corso “Leone IV”, durante il corso accademico consegue la Laurea di Scienze Aeronautiche presso l’Università Federico II di Napoli e la Laurea in Scienze della Difesa e della Sicurezza presso l’Università di Firenze.
Terminata l’Accademia nell’agosto del 1994 viene inviato presso il 132° Gruppo CBR (Caccia Bombardieri Ricognitori) di stanza a Verona-Villafranca e a sua volta dipendente dal 3° Stormo, qui vi consegue la Combat Readiness, inoltre presso il 132° Gruppo ricopre l’incarico di Comandante della 252^ Squadriglia, mentre successivamente sotto il Comando di Stormo quelli di Ufficiale Sicurezza al Volo e infine Capo Sezione Piani ed Operazioni dell’Ufficio Operazioni. Dopo questa iniziale attività operativa il Capitano Amadori ritorna all’Accademia di Pozzuoli per svolgere l’incarico di Ufficiale Addetto Inquadramento del Corso “Vulcano IV” per il periodo di un anno, da agosto 1998 fino ad agosto dell’anno successivo. Per il successivo quadrienno (1998-2002) si alterna presso i Comandi del 3°, del 51° e del 32° Stormo con mansioni tecnico/operative. Dal dicembre del 2002 all’aprile del 2006 viene dislocato presso la Royal Air Force Station di Coltishall come “Ufficiale di Scambio” del programma AM/RAF, Coltishall è stata una base storica della Royal Air Force per molti anni, dal 1974 al 2006 ha operato il “No 6 Squadron” dotato di velivoli Jaguar.
Terminata l’esperienza in Inghilterra Amadori rientra presso il 101° Gruppo del 32° Stormo di Amendola con incarichi tecnico/operativi, mentre dal luglio del 2006 e fino al giugno dell’anno seguente ritorna presso il Comando del 51° Stormo con l’incarico di “Capo Sezione Piani Operazioni” e “Capo Centro Operativo di Base” entrambi alle dipendenze dell’Ufficio Operazioni.
Il Tenente Colonnello Amadori nella sua lunga carriera è stato insignito delle seguenti onorificenze: Medaglia Militare Aeronautica Lunga Navigazione Aerea di 3°Grado, Medaglia NATO Ex-Jugoslavia, Medaglia NATO Kosovo, Croce d’Argento anzianità in servizio (anni 16), Croce Commemorativa Impiego Missione di Pace in Bosnia, Distintivo Specialità Caccia “Bronzo” 1°Grado per azioni belliche.
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Un altro passaggio fondamentale avviene nel 1972 con l’arrivo della versione da ricognizione RF del mitico F 104G Starfighter, inizia così per il 132° una nuova era “supersonica” come Caccia Bombardieri Ricognitori. La versione RF 104G è stata modificata ad hoc con l’installazione di un alloggiamento appena dietro il carrello anteriore che conteneva le apparecchiature fotografiche, mentre il Pod fotografico Orpheus è stato acquisito successivamente per essere utilizzato sulla versione normale del "104", ovviamente viste le prestazioni di un velivolo nato come intercettore puro, l’RF 104G non era la macchina al top della gamma che si potesse pretendere, ma il suo ruolo lo ha svolto egregiamente sino ai primi anni 90. Dal 1991 i piloti hanno iniziato la transizione sul nuovo velivolo assegnato, l’AMX, anche in questo caso un velivolo nato non per il ruolo di Ricognitore ma adattato con l’allestimento del POD Orpheus prima e ora con il Reccelite. Il 132° viene trasferito a Istrana nel luglio del 1999 da Villafranca, poco prima della della chiusura del 3° Stormo (settembre 1999), e nonostante il trasferimento continua a mantenere il ruolo ormai assegnato nel lontano 1954. Nel momento in cui opera da Istrana i due reparti che formano il 51° Stormo agiscono congiuntamente durante le più importanti esercitazioni svolte in giro per il mondo. Per evitare di ripetermi nello scrivere le stesse cose menzionate nel testo dedicato al 103°, in qualità di Gruppo “storico” del 51° Stormo volevo riportare nel testo seguente quelle peculiarità che sono proprie del Reparto. Nel 2006 il 132° ottiene l’abilitazione per l’utilizzo dei visori notturni NVG (Night Vision Goggles), prontamente usati nell’esercitazione Spring Flag 2006. L’anno successivo anche per il 132° iniziano le prime consegne di velivoli portati allo standard ACOL (Adeguamento Capacità Operativa e Logistica), potendo così iniziare l’addestramento all’utilizzo di armamenti intelligenti a guida laser, ricordo, che nonostante il ruolo principale sia quello della Ricognizione, tutti i piloti del “Buscaglia” sono Combat Ready per l’attività di Close Air Support e Interdiction Strike.
In occasione della mia visita presso il 132° Gruppo “Buscaglia” approfitto della disponibilità concessa al sottoscritto dal Capitano Anastasi per chiarire alcune informazioni su come si diventa e si opera in qualità di “Ricognitori”. I piloti dopo aver conseguito il BPM (Brevetto di Pilota Militare) vengono assegnati al 61° Stormo dove effettuano il corso basico di pilotaggio utilizzando l’MB 339A, successivamente frequentano un corso pre-operativo sull’MB 339CD per una durata di 3/4 mesi con 40 missioni complessive. Terminata la permanenza a Lecce-Galatina i piloti vengono inviati presso l’OCU (Operational Conversion Unit) del 32° Stormo di Foggia-Amendola, molti ricorderanno sicuramente che il 32° Stormo è deputato alla conversione operativa dei piloti destinati alla linea AMX. Ad Amendola vengono svolte una sessantina di missioni per acquisire una Limited Combat Ready, di queste ne vengono svolte circa 6 per tipologia di sviluppo di volo. Terminata la Conversione Operativa i piloti giungono al Gruppo di Volo definitivo dove svolgono circa 40 missioni nelle varie tipologia di missione, strumentale, navigazione e bassa quota, raggiunto lo status di Combat Ready inizia l’addestramento vero e proprio di “Recce”, il corso dura circa un mese e mezzo. La fase iniziale serve ad acquisire la capacità di utilizzo del POD fotografico, sia in manuale che in automatico, dopo di che si inizia con la pianificazione tipica delle missioni da ricognizione, dove si deve studiare la circostanza migliore per effettuare le riprese più appropriate in base al soggetto, l’utilizzo in manuale è sicuramente il più difficile ma quello che permette di ottenere migliori risultati. Le missioni vengono effettuate sia a bassa quota che alla media quota su aree prestabilite come i dintorni di Udine, di Aviano oppure la zona del Garda, e anche spingendosi verso il centro Italia. Per completare l’addestramento si effettuano principalmente missioni da solista, una volta che il pilota ha acquisito una notevole dimestichezza vengono svolte missioni complesse anche con quattro velivoli.
Come espresso dal Capitano Anastasi l’acquisizione del POD di produzione israeliana Reccelite ha conferito alla nostra Aeronautica Militare una capacità di ricognizione al massimo livello, facendo un paragone alquanto ingiusto con il caro vecchio Orpheus, sul quale erano installate delle semplici macchine fotografiche che funzionavano con l’utilizzo della pellicola, e per ovvi motivi bisogna attendere il relativo sviluppo del materiale in laboratorio dopo l’atterraggio del velivolo. Con il Reccelite le immagini possono essere trasmesse direttamente a terra tramite un ROVER che trasmette in Banda C e viste in tempo reale oppure memorizzate in apposite suite, inoltre essendo dotato di piattaforma inerziale GPS le riprese possono essere fatte in automatico, in base alla missione caricata sulla “Mission Plan” oppure in manuale gestito direttamente dal pilota che può vedere le riprese direttamente sull’MFD, e non ultima peculiarità del sistema è ogni tempo diurno/notturno. Ricordo che oltre alle capacità di Ricognizione Aerotattica il 132° mantiene un alto grado di efficienza anche nel secondo ruolo assegnatogli, il Supporto Aereo Tattico, forte di tutte queste esperienze, il Gruppo è stato scelto come Leading Group per l’invio di quattro AMX in Afghanistan, presso la base di Herat, a supporto dell’Operazione ISAF della NATO, con compiti di ricognizione fotografica e supporto alle truppe a terra.
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