gdif sezione aerea di manovra catania titolo
gdif sezione aerea di manovra catania banner 1
La Guardia di Finanza, che nasce come Corpo speciale istituito ed ordinato per il servizio di vigilanza doganale sui confini, per le sue tradizioni e per la vocazione alpina, ha sempre fornito un’attiva collaborazione nelle attività riguardanti il soccorso alle popolazioni colpite da eventi di particolare gravità e alle persone in pericolo di vita in ambiente montano.
Per combattere il contrabbando e per tutelare gli interessi economici nazionali, il Corpo aveva dislocato molti dei suoi reparti lungo tutto l’arco alpino, anche nei territori più impervi, dove le guardie di finanza vigilavano giorno e notte su strade e sentieri di confine, in particolare su quello italo-svizzero.
Con il declino del contrabbando, viste le capacità alpine e l’esperienza maturata in montagna da parte dei militari del Corpo, fu istituito proprio un servizio di Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, con fini sia di controllo delle frontiere alpestri, ma anche e soprattutto per fini di soccorso e di protezione civile in montagna.
L’attività di soccorso in montagna non poteva però prescindere dall’impiego di mezzi aerei quali gli elicotteri di cui il Corpo si era dotato sin dal 1955.
L’attuale organizzazione del comparto Aeronavale prevede una componente alturiera, con mezzi a lunga capacità operativa, ed una componente costiera-regionale con compiti di polizia economica finanziaria nelle acque territoriali. Queste sono le Sezioni Aeree e di Manovra presenti sul territorio nazionale:
-Sezioni Aeree dipendenti dai Reparti Operativi Aeronavali: Genova, Venegono Superiore, Rimini, Pratica di Mare, Pescara, Napoli, Bari, Palermo, Venezia, Lamezia Terme.
-Sezioni Aeree di Manovra dipendenti dai Gruppi Aeronavali: Cagliari, Pisa, Catania-Fontanarossa, Grottaglie.
-Sezione Aerea di Bolzano dipende dal Comando Regionale del Trentino Alto Adige
Presentano però caratteristiche particolari le Sezioni Aeree di Venegono Superiore (VA) e di Bolzano rivolte ed addestrate al soccorso in montagna.
gdif sezione aerea di manovra catania banner 2
La protezione civile è una branca fra le più importanti della difesa civile e tratta la specifica sopravvivenza delle popolazioni, cioè del soccorso organizzato alle popolazioni colpite da fenomeni naturali, anche conseguenti a degrado ambientale, da cause accidentali ovvero da eventi bellici, nonché dalle previdenze e degli apprestamenti protettivi essenziali e da porre in atto fin dai tempi di normalità, per ridurre al minimo le perdite umane ed i danni ai beni individuali e collettivi.
La Guardia di Finanza costituisce una delle strutture operative nazionali della Protezione Civile, ai sensi dell'art. 11 della legge 225/92, in quanto forza di Polizia, oltre che parte integrante delle Forze Armate.
Alla protezione civile la Guardia di Finanza ha sempre dato un’effettiva collaborazione, dovunque se ne fosse presentata l'occasione.
Tali interventi sono avvenuti sia in casi di gravi calamità che interessano vaste zone, sia in casi di sinistri che interessano territori di limitata superficie, sia in caso di incidenti che coinvolgono poche o una sola persona.
Per i reparti aerei e navali del Corpo infatti, ai sensi del D.P.R. 18.7.1986, nr. 545, art. 1, è previsto anche “…il concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni e al bene della collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità”, e quindi, i Reparti specializzati del Corpo possono essere chiamati, in virtù della specificità dei mezzi in dotazione e delle capacità possedute dagli equipaggi, ad intervenire in attività di soccorso a favore di una diversificata pluralità di soggetti, in molteplici e differenti contesti.
In questo campo si spazia da soccorsi da portare ad intere popolazioni in caso di terremoti e alluvioni, agli interventi in caso di incendio, affondamento di navi, caduta di aerei ed al salvataggio di persone in pericolo di annegamento o travolte da valanghe.
Questi interventi hanno quasi sempre carattere di urgenza nell’attesa che sopraggiungono Corpi ed Enti più competenti ed appositamente organizzati ed attrezzati, come i Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Croce Rossa, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
L'azione di soccorso quindi, comunque e dovunque svolta, è un aspetto a tutela della collettività e rientra nei doveri generali di concorso all'Ordine e alla Sicurezza Pubblica in capo al Corpo.
Questo impegno trova costantemente pronti i militari della Guardia di Finanza, che si sono sempre distinti per il loro altruismo e spirito di abnegazione.
A testimonianza dei meriti acquisiti per tale opera, la Bandiera della Guardia di Finanza è stata insignita di otto Medaglie d'Oro al Valor Civile, quattro Medaglie d'Oro al Merito Civile e due Medaglie d'Oro di Benemerenza Nazionale, mentre sono innumerevoli le decorazioni al Valor Civile, al Valor di Marina e al Valor Aeronautico che ha premiato l'abnegazione dei singoli finanzieri impegnati in operazioni di soccorso.
Il concorso che il Corpo fornisce alla protezione civile ha sia l'aspetto di interventi preventivi che di emergenza.
Per quanto riguarda l'aspetto preventivo è da tener conto che essendo il Corpo un organismo di Polizia di Sicurezza, dovunque si trovi impegnato non manca di svolgere un’opportuna vigilanza per assicurare il rispetto delle norme dettate per evitare infortuni e disastri.
Gli interventi diretti del Corpo, nelle varie situazioni di emergenza, e i servizi di soccorso in pubbliche e private calamità, possono svolgersi mediante:
-interventi d'iniziativa individuali;
-interventi d'iniziativa di piccoli reparti;
-interventi voluti, disposti e diretti su più vasta scala dai Superiori Comandi del Corpo;
-richiesta delle varie autorità amministrative o di polizia;
-coordinamento con altri organi, con azione coordinata localmente o direttamente dall'alto da Autorità civili o militari.
E' noto che gli impieghi primari derivanti dall'esercizio dell'attività di polizia economico-finanziaria saturano in maniera quasi totale la capacità operativa del Corpo, e benché sia, d'altra parte, chiaro che il tema della protezione civile investe in modo preponderante altre Amministrazioni dello Stato, ripetute esperienze hanno confermato che esistono settori d'intervento specifici, in corrispondenza dei quali l'impiego di personale e di mezzi della Guardia di Finanza può concretizzarsi in un contributo essenziale, e spesso risolutivo.
gdif sezione aerea di manovra catania banner 3
La Sezione Aerea di Manovra è stata formalmente costituita il 29 agosto del 2003 con determina numero 288430/310, di fatto questo passaggio stabilito dal Comando Generale sancisce la soppressione della già esistente Sezione Aerea di Catania in favore di un nuovo soggetto che potesse meglio rispondere alle mutate esigenze del Comando Operativo Aeronavale.
La nuova Sezione Aerea di Manovra è anche la risposta del Corpo all’evoluzione dello scenario operativo creatosi nel Mediterraneo, con particolare riferimento al contrasto dei traffici illeciti via mare, come il traffico di sostanze stupefacenti, l’immigrazione clandestina, il traffico di armi e rifiuti tossici nonché quello delle infiltrazioni terroristiche.
Nell’estate del 2005 si concretizza anche il trasferimento del Reparto nella nuova sede appositamente costruita, la nuova infrastruttura è parte integrante di un progetto di potenziamento del Reparto iniziato nel 1990, nel giugno del 2005 sono stati completati i lavori del 1° lotto, mentre un secondo lotto è stato recentemente consegnato (marzo 2009). La Caserma dove risiede la Sezione Aerea di Manovra, come avviene di consuetudine, è intitolata a due componenti del Corpo che hanno perso la vita durante l’adempimento del proprio dovere, nella fattispecie il M.m.a. spec. Giovanni Giudice e il M.o. Pilota Domenico Demetrio Corso; l’equipaggio a bordo di un NH 500 “Volpe 118” era impegnato in un servizio di prevenzione e soccorso sul Monte Etna, il fatale incidente è stato causato da un repentino e improvviso mutamento delle condizioni meteorologiche (03 maggio 1994).
gdif sezione aerea di manovra catania image 1
gdif sezione aerea di manovra catania image 2
gdif sezione aerea di manovra catania image 3
L’area a disposizione dalla Sezione Aerea di Manovra è inserita in un ambito dove più forze armate ed enti ministeriali trovano collocazione, la figura dominante di questa macro aerea è rappresentata dalla presenza della Base Aerea della Guardia Costiera (2° Nucleo Aereo e 2^ Sezione Elicotteri), che detiene, oltre alla superficie più considerevole, il controllo dell’accesso pedonale e carrabile alla zona cosiddetta militarizzata, nello stesso ambito trovano sistemazione anche il 12° Nucleo Elicotteri dei Carabinieri e il Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco. L’area in oggetto è posta ad ovest dell’aerostazione civile e a nord della pista di volo, diametralmente opposta all’ampia porzione occupata dalla MariSTAeli (Marina Stazione Elicotteri) Catania, importante base elicotteristica della Marina Militare che qui schiera il 2° e il 3° Gruppo Elicotteri.
L’aeroporto civile di Catania-Fontanarossa è uno degli aeroporti più importanti della nazione, le prime strutture risalgono al 1924, ma solo nel 1947 lo scalo vede effettuare il primo collegamento di linea proveniente da Torino-Collegno, sino agli anni ‘60 l’aerostazione civile è poco utilizzata, mentre successivamente è un continuo crescendo, sino a farlo diventare il sesto aeroporto in Italia. Ma sicuramente la storia che ha forgiato sino dagli albori l’aeroporto siciliano sono le attività militari svolte all’inizio del secolo scorso, infatti, le origini del volo militare a Catania risalgono all’era pionieristica, già nel 1912 anche se non ufficialmente, venivano svolte delle intense attività di volo in un campo nella zona a sud della città. I primi anni di cui si ha traccia della presenza di una componente militare con il Battaglione Aviatori, poi diventata Regia Aeronautica, è il 1922. Mentre l’anno seguente (1923) si formalizza la presenza sul campo di un nucleo aeroportuale. L’inaugurazione ufficiale dell’aeroporto di Fontanarossa avviene l’11 di maggio del 1924 per mano dell’allora Presidente del Consiglio Benito Mussolini, nel frangente sul campo era presente una modesta quantità di Bombardieri Caproni C450.
Col passare degli anni l’attività aumenta, quindi a metà degli anni trenta viene creata sull’aeroporto catanese una Squadriglia da Ricognizione, mentre ovviamente il momento di maggiore utilizzo avviene durante la Seconda Guerra Mondiale, vista la sua posizione altamente strategica viene utilizzata dalla Luftwaffe come “trampolino” di lancio per colpire la vicina Malta. Per tutta la guerra rimane un crocevia di importanti eventi. Nel dopoguerra vengono sviluppate sia la struttura civile che quella militare, l’Aeronautica Militare è presente con l’87° Gruppo Autonomo Antisom, Reparto che ha avuto in dotazione l’SB2C Helldiver a partire dal 1949, il PV 2 Harpoon nel 1953 ed infine l’S 2F Tracker nel 1957. L’87° Gruppo nel 1965 andrà a costituire il 41° Stormo con sede a Sigonella.
gdif sezione aerea di manovra catania image 4
gdif sezione aerea di manovra catania image 5
Dopo queste brevi disquisizioni di carattere generale, possiamo tornare alla descrizione della Sezione Aerea di Manovra.
La visita a Catania ci ha permesso di approfondire una situazione sostanzialmente diversa da quelle constatate sino ad ora, ci stiamo riferendo al Reparto analogo di Pisa, dove le “Fiamme Gialle” toscane svolgono missioni a favore di enti territoriali, regionali e interregionali (ROAN e GAN) in pari misura, e in base alle singole necessità. Mentre la Sezione Aerea di Manovra di Catania opera a livello territoriale solo in casi specifici e particolari, in quanto l’ente preposto sul territorio della Sicilia è la Sezione Aerea di Palermo, in questo modo il Reparto di Catania è proiettato a svolgere, quasi esclusivamente, quei compiti peculiari di una Sezione di Manovra.
Nulla cambia invece sulla scala gerarchica a cui il Reparto deve rispondere, in ordine di importanza abbiamo:
- il Comando Aeronavale Centrale (Roma)
- il Comando Operativo Aeronavale (Pratica di Mare-Pomezia)
- il GAN Gruppo Aeronavale Messina
La Sezione Aerea di Manovra è contraddistinta da una struttura classica dove il Comandante, il Tenente Colonnello Giuseppe Minutoli, dispone di una Squadra Comando, di un Nucleo Efficienza e di un Nucleo Operativo, situazione che, come abbiamo potuto appurare nelle precedenti visite è assolutamente standard.
Ora vediamo nel dettaglio come sono organizzate le articolazioni e quali sono i compiti assegnati:
-La Squadra Comando dipende direttamente dal Comandante e dispone di un Ispettore e otto Appuntati.
-Il Nucleo Efficienza, attualmente il comando è in sede vacante e ad interim è retto dal Maresciallo Specialista Tommaso Aristodemo, si occupa della manutenzione dei velivoli, l’organico è composto da cinque ispettori, sette sovrintendenti e quattro appuntati finanzieri, di cui due abilitati al ruolo antincendio.
-Il Nucleo Operativo invece è retto dal Tenente Pilota Nicola Picerno, egli dispone di 11 piloti, di cui quattro con il grado di ispettori e sette appuntati finanzieri, del medesimo Nucleo fanno parte anche gli operatori di sistema, che sono in totale cinque militari, due ispettori, due sovrintendenti e un Appuntato Finanziere.
Vorremmo spendere qualche riga sui ruoli appena citati, tralasciando per un attimo il Nucleo Efficienza in quanto lo approfondiremo in un secondo momento quando tratteremo l’aspetto manutentivo.
La Squadra Comando si occupa di tutti gli aspetti amministrativi e di vigilanza della Caserma.
Il Nucleo Operativo è composto da due figure che riteniamo altamente professionali e complementari a vicenda, i piloti e gli operatori di sistema. I primi sono assolutamente da considerare come punto di riferimento per carisma e capacità di sintesi e rapidità decisionale, vengono normalmente impiegati in missioni di volo di alto profilo; la loro formazione è complessa, diretta alla gestione della macchina sotto innumerevoli aspetti, queste capacità vengono sviluppate grazie ad un costante addestramento, indirizzato al normale svolgimento di missioni operative ed alla gestione delle situazione d’emergenza sia in ambito diurno che notturno, sia in coppia che singolarmente. La loro attività in termini di ore di volo e molteplicità di contesti di impiego, nonché dalle sollecitazioni operative, è da tempo considerata molto onerosa a causa degli eventi che si susseguono a ritmo incalzante in un attuale contesto storico che tutti conosciamo.
L’operatore di sistema è una figura relativamente “recente”, che si è realizzata con l’avvento dell’AB 412HP, ad esso è demandata la completa gestione dei sistemi elettronici di bordo, utilizzati per la ricerca e la scoperta, attività svolta in perfetta sinergia con i piloti.
gdif sezione aerea di manovra catania image 6 gdif sezione aerea di manovra catania image 7 gdif sezione aerea di manovra catania image 8 gdif sezione aerea di manovra catania image 9
gdif sezione aerea di manovra catania image 10 gdif sezione aerea di manovra catania image 11 gdif sezione aerea di manovra catania image 12 gdif sezione aerea di manovra catania image 13
gdif sezione aerea di manovra catania image 14
gdif sezione aerea di manovra catania image 15
gdif sezione aerea di manovra catania image 16 gdif sezione aerea di manovra catania image 17 gdif sezione aerea di manovra catania image 18 gdif sezione aerea di manovra catania image 19
gdif sezione aerea di manovra catania image 20 gdif sezione aerea di manovra catania image 21 gdif sezione aerea di manovra catania image 22 gdif sezione aerea di manovra catania image 23
Attualmente il reparto dispone di quattro elicotteri AB 412HP, tutti i velivoli sono dotati di un radar FIAR 1500, il sistema è costituito da un antenna con relativo sistema di scansione da 0°a 15° verso l’alto o il basso e a 360° lateralmente, un’unità di interfaccia, un pannello di controllo, un indicatore a colori sulla consolle operatore e un indicatore sul cockpit di pilotaggio.
Il suo impiego è rivolto principalmente a missioni di pattugliamento in mare, sorveglianza e soccorso. Le funzioni primarie del sistema sono di ricerca radar sul mare e di rilevamento topografico a bassa quota. Le funzioni secondarie aggiuntive includono la presentazione della situazione meteo circostante, la navigazione radio assistita e l'interfaccia con i dati forniti da un sistema di navigazione.
Un modo operativo secondario detto "radiofaro" consente di rilevare sullo schermo radar la posizione topografica del radiofaro stesso (in particolare può interrogare e ricevere risposte da trasponders installati a terra o a bordo di velivoli nel raggio di 160 miglia).
Un'altra dotazione del “412” è il FLIR 2000 HPS Safire, questo sistema è adatto all'impiego in una vasta gamma di missioni in quanto è dotato di caratteristiche di alta sensibilità e risoluzione. La rilevazione e la classificazione di bersagli situati a lunga distanza permettono di portare a termine missioni SAR (Search and Rescue), ed è un valido ausilio alla navigazione soprattutto durante le fasi di approach ad un punto prefissato.
Il sistema FLIR è un sensore passivo impiegato per rilevare le radiazioni all'infrarosso emesse dall'ambiente circostante, opera nella zona delle onde più lunghe della gamma dell'infrarosso (far infrared), consentendo la ripresa di immagini termiche in tempo reale e ad alta risoluzione per essere poi presentate su di uno schermo; naturalmente è necessario che dai bersagli sia irradiata energia all'infrarosso. Un bersaglio è visto per contrasto sulla radiazione emessa dalla scena retrostante e ciò tende a rendere più difficoltosa la sua visualizzazione.
La radiazione emessa dal bersaglio e dalla scena retrostante giunge dopo aver attraversato una parte di atmosfera. Il ricevitore ottico raccoglie le radiazioni della scena inquadrata e le invia al sensore dove sono convertite in segnali elettrici; dopo essere stati opportunamente elaborati, i segnali vengono mostrati sullo schermo per essere interpretati da un osservatore. Questo sistema di rilevamento delle immagini termiche è completamente digitale e consente una molteplicità di funzioni e di gestione delle immagini rilevate.
Le componenti principali sono un’unità Torretta-FLIR (TFU) su cui è installata la telecamera FLIR, un’unità elettronica (CEU) che elabora i segnali elettronici in segnali video per trasferirli verso il monitor per la visualizzazione, un pannello di controllo e un’unità video (posizionata sulla consolle operatore).
Gli AB 412 in dotazione al reparto sono dotati di serbatoi supplementari da 550 kg che gli permettono di svolgere missioni sino a tre ore di volo ad una velocità di 140 kts (260km/h) e ad una quota massima di 20.000 feet (6.100 mt), mentre mantenendo una velocità di crociera leggermente inferiore le ore di navigazione possono diventare anche quattro, permettendogli così di effettuare quelle missioni proprie di pattugliamento a lungo raggio.
Ora vediamo quali sono state le attività svolte nel corso del 2011, iniziando con una sintesi dei dati forniti dal Comando della Sezione Aerea di Manovra, in termini di ore di volo e missioni svolte abbiamo:
-184 missioni operative per un totale di 454,20 ore di volo
-184 missioni addestrative per un totale di 198,00 ore di volo
-40 missioni tecniche per un totale di 27,30 ore di volo
-50 missioni di tipologia varia per un totale di 67,00 ore di volo
Facendo un rapido calcolo sommando le varie tipologie abbiamo un totale di 458 missioni per 746,50 ore di volo.
Dopo la lettura di questi dati volevamo fare due considerazioni, la prima è che non è stata svolta nessuna missione di soccorso classico, il motivo è semplicissimo, la vocazione del Reparto è orientato a 360 gradi al pattugliamento marittimo a lungo raggio, un argomento che più avanti verrà ampiamente analizzato; la seconda considerazione è quella che più di un terzo delle ore di volo sono state svolte in missioni notturne, anche questo secondo passaggio troverà una delucidazione nella successiva analisi.
Queste ore di volo appena menzionate, per la maggior parte sono state svolte in due precisi ambiti, entrambe però con un unico denominatore comune, la lotta all’immigrazione clandestina, ovviamente operando da Catania, ma soprattutto con i rischieramenti attuati da Lampedusa. Le missioni operative hanno reso possibile l’avvistamento di 12 imbarcazioni con a bordo dei clandestini, all’identificazione di 63 natanti, di cui uno segnalato alle competenti autorità, e allo svolgimento di 128 esplorazioni aeronavali.
Le attività del reparto non si esauriscono con i dati appena sviscerati, ma ci sono anche gli impieghi a favore dell’Agenzia Frontex, a tutela dei confini della Comunità Europea, e come già evidenziato, in misura minore ad attività di Polizia Economica-Finanziaria, di Polizia Ambientale, di mantenimento dell’Ordine Pubblico, e addestrativo a favore del SAGF (Soccorso Alpino Guardia di Finanza).
gdif sezione aerea di manovra catania image 24 gdif sezione aerea di manovra catania image 25
Per concludere questo capitolo non ci resta che sviluppare un breve testo a favore della manutenzione, attività considerata dai sottoscritti indispensabile.
Il Nucleo Efficienza si occupa della manutenzione programmata e a guasto su tutti e quattro gli elicotteri AB 412HP in dotazione al reparto.
Ci sono due tipi di attività manutentive, ad orario (ore di volo) dove a termini prestabiliti (25/50/75/100) vengono effettuate delle ispezioni di 1° e 2° Livello Tecnico, oppure dei controlli a scadenze di calendario, dove indipendentemente dall’utilizzo del mezzo il componente viene sostituito, questo è un caso specifico per esempio per i lubrificanti.
I controlli manutentivi vengono svolti dagli specialisti del Nucleo all’interno del grosso hangar in dotazione alla Sezione Aerea, gli undici militari che compongono la struttura sono tutti abilitati e polivalenti sul biturbina della Agusta-Bell. Essi svolgono sia attività in linea (pre e post volo), che sul velivolo durante le manutenzioni, l’impegno è notevole per due ragion ben distinte, la prima tiene conto del fatto che dei quattro elicotteri in dotazione uno a turnazione è soggetto all’ispezione delle 100 ore di volo, questa lavorazione implica un mese esatto tra smontaggio delle parti, ispezione come da procedure, rimontaggio e prove tecniche; l’altro impegno se vogliamo anche più oneroso, risiede nell’incombenza che hanno gli specialisti di Catania i quali devono gestire anche il distaccamento tecnico/logistico aeroportuale presente a Lampedusa, non solo per il Corpo delle Fiamme Gialle, ma anche per le altre forze armate impegnate nell’arcipelago delle Pelagie. Questa situazione sostenuta dalla Sezione Aerea di Manovra di Catania si protrae ormai da due anni, con avvicendamenti che durano mediamente due settimane sia per i piloti che per gli specialisti. Va sicuramente detto che all’approvvigionamento di mezzi e personale navigante (piloti e operatori di sistemi) concorrono anche le altre Sezioni Aeree di Manovra di Pisa, Grottaglie e Cagliari, e recentemente anche la Sezione Aerea di Palermo opera nel contesto con un A 109AII.
gdif sezione aerea di manovra catania image 26 gdif sezione aerea di manovra catania image 27 gdif sezione aerea di manovra catania image 28
gdif sezione aerea di manovra catania image 29 gdif sezione aerea di manovra catania image 30 gdif sezione aerea di manovra catania image 31
gdif sezione aerea di manovra catania image 32
gdif sezione aerea di manovra catania image 33
gdif sezione aerea di manovra catania image 34
gdif sezione aerea di manovra catania banner 4
Il capitolo dedicato all’attività di volo richiede una premessa, durante le precedenti opportunità con il Servizio Aereo della Guardia di Finanza ci è stato concesso di effettuare delle missioni addestrative/operative dove lo scopo principale era mettere in risalto le peculiarità dei vari reparti e fornire al sottoscritto le necessarie informazioni. Per la visita alla Sezione Aerea di Manovra di Catania abbiamo concordato di non attuare le medesime modalità per due precisi motivi, il primo a causa della durata delle missioni svolte dalla SAEM di Catania che solitamente si protraggono oltre le tre ore di volo, il secondo invece, per rispettare quella che è lo standard di missione avremmo dovuto svolgerla in modalità notturna, quindi abbiamo optato per una missione più “soft” con una maggiore attenzione alle riprese fotografiche, trasferendo la parte dedita alle spiegazione in una più “comoda” sala briefing.
Le missioni che vengono svolte dal Reparto, come abbiamo detto più volte, sono dedicate al pattugliamento a lungo raggio, il contesto ovviamente è il Mediterraneo, in particolare il canale di Sicilia e il canale di Malta, i task naturalmente sono il contrasto dei traffici illeciti.
In questa ottica sono stati sviluppati nuovi metodi di analisi strategica dove la rinnovata architettura organizzativa del Reparto ha portato alla definizione di un nuovo tipo di approccio alla lotta agli illeciti. Questo si concretizza tramite la creazione di nuove figure specializzate dedite al monitoraggio costante e continuo di qualsiasi azione malavitosa che possa rappresentare una minaccia per il territorio o i confini nazionali.
Quest’idea innovativa ha permesso di creare un team di esperti informatici e analisti che con l’ausilio di sistemi informatici e software costruiti ad hoc, permettono un costante monitoraggio delle rotte preferenziali di clandestini, armi e stupefacenti.
gdif sezione aerea di manovra catania image 35
In questo ambito si è collocato lo studio denominato TRACING, nome assegnato dal team che lo ha creato, intrapreso e sviluppato dalla già soppressa Sezione Aerea, approfondito con il nuovo soggetto odierno, e infine sviluppato ulteriormente grazie all’acquisizione degli AB 412, il biturbina che con le sue potenzialità ha garantito uno sviluppo notevole di questa particolare attività.
Lo studio stabilisce innanzitutto quali sono le aree delle coste siciliane soggette allo sbarco dei clandestini, tenendo conto della tipologia delle spiagge più adatte e di eventuali riferimenti (fari costieri, porti illuminati) che possono in qualche modo aiutare la navigazione effettuata con mezzi di fortuna, da questa prima analisi si riesce a delineare con accuratezza un area ben definita. Successivamente tramite un lavoro di intelligence si integrano questi dati con quelli che stabiliscono le zone della costa africane prospicienti il canale di Sicilia utilizzate come punti di partenza, città comunque note per la presenza delle cosiddette “case d’attesa clandestine”, strutture gestite dalla malavita locale che fungono da centri di raccolta per il successivo imbarco.
gdif sezione aerea di manovra catania image 36 gdif sezione aerea di manovra catania image 37
Il passaggio successivo è quello di creare dei tracciati ipotetici sulle mappe, che tengono conto dei punti di partenza e di arrivo dei clandestini, all’interno delle zone che si concretizzano è ipotizzabile la presenza di natanti che commettono il fatto illecito, si può ottenere anche una maggiore precisione analizzando i punti di approdo dove avvengono più frequentemente gli sbarchi, riuscendo così a delimitare un area ancora più ridotta, dove la percentuale di intercettazione raggiunge il 45 % di possibilità.
Questo sistema di analisi è stato negli anni esteso ad un campo molto più vasto che copriva tutto il canale di Sicilia e il canale di Malta, evidenziando come l’isola di Lampedusa si trovasse al centro di questo traffico di essere umani, diventando così a sua volta una risorsa per il Corpo della Guardia di Finanza come avamposto per i propri mezzi; purtroppo però, come spesso vediamo, è anche un punto di sbarco privilegiato, anche se è accertato che la meta finale non è la piccola isola, bensì la Sicilia.
gdif sezione aerea di manovra catania image 38
Questo sistema di analisi ormai apprezzato e consolidato, viene utilizzato anche per altri fenomeni simili che non interessano solo la Sicilia, ma tutto il Mar Mediterraneo e quindi l’intera Europa. Basti pensare che l’innalzamento del livello di protezione della Spagna nell’ultimo anno, ha causato un aumento del 1.350% dell’immigrazione dai paesi dell’Africa occidentale, in particolare dal Marocco.
Come abbiamo precedentemente scritto, nel Mediterraneo non esiste solo l’immigrazione clandestina, ma anche altri illeciti, per esempio le rotte provenienti da ovest vengono generalmente utilizzate per il traffico di stupefacenti e armi provenienti dal Sud America e dirette verso l’Italia; per concludere va menzionato che le rotte da sud non vengono solo sfruttate per il traffico di esseri umani, ma anche dai paesi mediorientali che usano l’Africa come testa di ponte per gli onnipresenti traffici di stupefacenti e armi e soprattutto per eventuali infiltrazioni terroristiche. Non menzionate sono le rotte provenienti da est per il semplice motivo che la Sicilia non risulta interessata per ovvie ragioni geografiche.
Ora dopo aver ampiamente disquisito su un attività che prevalentemente viene svolta a “tavolino” rimane la parte del volo attivo, in base a tutto quello che è stato scritto sino ad ora viene stabilito per ordine gerarchico un intervento mirato con un pattugliamento aereo. Il compito del personale è quello di sviluppare una missione che tiene conto di tutte le informazioni recepite, il pattugliamento avviene svolgendo il “classico” schema a pettine dove il radar del “412” sorveglia le 10-15 miglia per lato, facendo diverse navigazioni contrapposte una all’altra si riesce a coprire una notevole area; ci sono altre modalità di pattugliamento, anche più dirette, tutto dipende da quanto siano attendibili le informazioni in possesso. Nel caso di un avvistamento viene eseguita un “ombreggiatura” (si segue a distanza il natante tenendolo sotto controllo con il FLIR) mantenendo un altitudine di 4.000 piedi, nel contempo si allertano le unità navali presenti nella zona; siccome lo scopo di queste missioni è la salvaguardia delle persone a bordo e la persecuzione dei trafficanti, il monitoraggio a distanza permette di intervenire con relativa certezza quando si hanno buoni elementi per identificare i malavitosi e poterli così catturare, senza mettere a repentaglio la vita dei clandestini. Per concludere l’articolo va detto che la maggior parte di questi traffici illeciti per ovvie ragioni sono svolti nelle ore notturne, quindi si può comprendere facilmente la necessità di svolgere i pattugliamenti aerei, il mezzo aereo, con l’ausilio della tecnologia moderna rimane uno strumento indispensabile.
gdif sezione aerea di manovra catania image 39
Gli autori desiderano ringraziare il / the authors would like to thanks the Col. Minutoli, il Ten. Picerno, tutto il personale presso la / and all the personnel of the Sezione Aerea di Manovra Catania e il / and the Comando
Gruppo Aeronavale di Messina.
Inoltre per la perfetta collaborazione uno speciale ringraziamento all'Ufficio Stampa del Comando Generale (Roma)
Also meriting special thanks for their essential assistance is the Ufficio Stampa of the Comando Generale (Rome)
Si ringrazia AviationGraphic.com per aver fornito le serigrafie raffiguranti gli elicotteri
Special thanks at Aviationgraphic.com for the arts works of the helicopters
Foto e testo di / images and text by Giorgio Ciarini e / and Dario Cocco 
Marzo / March 2012 

 

English translation

work in progress