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Mercoledì 13 maggio presso l’Aeroporto Militare “Luigi Olivari”, meglio conosciuto come Base Aerea di Ghedi (Brescia) si sono svolte le celebrazioni per il Centenario della Base.
Le prime attività aviatorie sull’Aeroporto di Ghedi iniziarono nel 1909 con l’International Air Race dove tra i molti aviatori partecipanti vi furono i fratelli Wright, Curtis, Calderara, Rougier e Leblanc e Gabriele d’Annunzio che ottenne il record d’altitudine con 198mt. Qui vi fu la prima vittima della storia del volo in Italia, lo studente Enea Rossi.
Nel 1921 l’Aeroporto Militare viene intitolato a Luigi Olivari, lo stesso D’Annunzio dedicò parole toccanti all’Asso della Prima Guerra Mondiale e all’Aeroporto: “Questo campo di Ghedi, cimento e tempra d’eroiche giovinezze devote all’olocausto infinito, è oggi riconsacrato al puro nome di Luigi Olivari e nello splendore dei suoi puri occhi che, non tra gli uomini e non tra le aquile, ebbero eguali nel fissare il sole e la morte”
Durante la Prima Guerra Mondiale Ghedi fu utilizzato per la difesa della città di Brescia e della Provincia, nel 1916 vi fu assegnato il 75° Gruppo.
Durante la 2^ Guerra Mondiale Ghedi fu la sede della Scuola di pilotaggio di 2° Periodo per il bombardamento, per lo scopo furono stanziati i FIAT B.R.20 e i CANT Z.1007, dal 1943, durante il periodo della Repubblica Sociale italiana ospitò reparti da caccia per la difesa aerea dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana, i velivoli che vi transitarono erano i FIAT G.55 e i Macchi M.C.205 Veltro. Durante il 1944 l’aeroporto venne completamente ristrutturato dall’Organizzazione Todt, vennero costruite piste, raccordi, piazzali per un totale di 65km, in più vennero dotate le piazzole di paraschegge, costruiti bunker per il ricovero degli aeromobili e officine per riparare i velivoli. Ma l’opera che più rappresentò quel periodo è la costruzione del “famoso raccordo tedesco” che collegava le piste di Ghedi e Montichiari. Con i lavori di ampliamento si stabilirono a Ghedi alcuni reparti della Luftwaffe, la 1^ Squadriglia dello Stabgruppe dotata di Junkers Ju 88, il 2° Staffel del Nachtschlachtgruppe 9 con Junkers Ju 87D, successivamente per un breve periodo vi furono dislocate due squadriglie con Bf 109.
Verso la fine della 2^ Guerra Mondiale l’Aeroporto “Luigi Olivari” di Ghedi venne pesantemente danneggiato dagli attacchi alleati e dagli stessi tedeschi.
L’Aeroporto venne liberato dagli americani il 29 aprile del 1945 e lo trasformarono in un campo di prigionia.
Solo nel 1951 venne riattivato come sede del 6° Stormo intitolato alla “MOVM Tenente Alfredo Fusco” e meglio conosciuto come i “Diavoli Rossi”. Negli anni a seguire si sono succeduti i P 51 Mustang, i Vampire, gli F 84F e G, dal 1962 arrivarono i primi F 104G Starfighter, mentre dal 1982 giunsero i primi Tornado IDS.
Attualmente a Ghedi sono presenti tre Gruppi di Volo, tutti dipendenti del 6° Stormo, il 102° Gruppo, il 154° Gruppo e il 156° Gruppo, per fine anno è previsto l’arrivo anche dei Tornado ECR/IDS del 155° Gruppo di Piacenza, visto l’imminente messa in “posizione Quadro” del 50° Stormo, facendo diventare così Ghedi, il fulcro delle attività del cacciabombardiere, almeno fino al 2025 quando è previsto l’arrivo dei primi JSF F 35 Lightning II.
All’evento, purtroppo come spesso accade negli ultimi anni, non ha potuto assistere il normale pubblico ma solo persone invitate dal personale che presta o ha prestato servizio presso la base.
Nonostante la restrizione le presenze hanno comunque superato le quattromila unità.
La cerimonia, svoltasi all’interno dell’hangar del 156° Gruppo, è iniziata intorno alle 10 e 30 con il susseguirsi degli interventi del Colonnello Pilota Andrea di Pietro, Comandante del 6° Stormo, del Comandante della Squadra Aerea, Generale Maurizio Lodovisi e del Generale di Divisione Aerea, Nicola Lanza de Cristoforis, Comandante della 1^ Regione Aerea di Milano. Nell’Hangar erano presenti le massime autorità civili e militari della Regione Lombardia: l'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione Simona Bordonali, il Sindaco di Ghedi, i Labari dell’Associazioni Combattentistiche e d’Arma, e la rappresentanza del personale dell’United States Air Force dislocata nella base aerea.
Uno stralcio dell’intervento fatto dal Col. Andrea Di Pietro
"Cent'anni di storia non sono un traguardo, ma un'opportunità di riflessione, di analisi e di costruttive considerazioni per cercare di pianificare il futuro attraverso una maggiore consapevolezza del passato. Un passato fatto di 100 anni tutti da guardare con rispetto, passione, tanta passione e competenza che insieme ad una incredibile spinta motivazionale, etica e morale sapevano guidare gesta eroiche e decisioni coraggiose".
“Fonte Aeronautica Militare”
La conclusione della cerimonia è stata salutata da un doppio passaggio delle Frecce Tricolori che hanno sorvolato le autorità schierate e gli invitati, anche i Tornado del 6° Stormo hanno effettuato un passaggio di saluto durante la missione che li portava ad un rischieramento in Sardegna a Decimomannu.
Lungo il piazzale che solitamente ospita i velivoli è stata allestita una mostra statica con quattro Tornado IDS, di cui lo “Special Colours” dipinto per l’occasione, uno dei Tornado è stato messo a disposizione degli invitati per provare l’ebbrezza di sedersi all’interno del cockpit, a seguire faceva bella mostra di sé l’MB 326E di Renzo Catellani, ovviamente con i colori del 6° Stormo, un F 16BM della Forza Aerea belga, due F 16DM dell’USAF giunti da Aviano e un Tornado IDS tedesco, per finire una lunga sequenza di aeromobili storici e da diporto.
Negli hangaretti telonati sono state allestite delle mostre fotografiche, sono stati messi in mostra dei veicoli storici e di alcune parti del Tornado come il seggiolino e il motore RB 199.
Nel pomeriggio dopo l’arrivo del Comandante di SMA Generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa, si è tenuta un’ulteriore cerimonia dove è stata scoperta una lapide commemorativa con dedica di Gabriele D’Annunzio del 1921 al Tenente Luigi Olivari, “Asso” della Prima Guerra Mondiale e Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Sempre in occasione del 100° Anniversario è stato apposto il primo Annullo Filatelico sulle cartoline commemorative realizzato da Poste Italiane ed è stato presentato il libro “Ghedi 100, cimento e tempra di eroiche giovinezze” di Giovanni Merigo.
La giornata si è conclusa con una prova di regolarità Mille Miglia “Trofeo Diavoli Rossi” antitesi della partenza della famosa gara il giorno successivo proprio da Brescia, una trentina le vetture presenti.

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L'autore desidera ringraziare il / the author would like to thank the Magg. Massimo Cionfrini 
Testo di / text by Giorgio Ciarini 
Foto di / images by Giorgio Ciarini, Giovanni Mattioli, Luigi Sani e / and Omar Rigamonti 
Maggio / May 2015 

 

English translation

work in progress