Tenente
 
 
Pilota
 
 
M.O.V.M.
 
 
Silvio
 
 
Angelucci
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La 46^ Brigata Aerea è intitolata al Tenente Pilota Silvio Angelucci, Medaglia d’Oro al Valor Militare: “Pilota di doti eccezionali e di provato valore in una lunga attività bellica su più fronti, il 13 agosto del 1942 nel cielo del Mediterraneo occidentale perse la vita durante un’azione di aerosiluramento contro un Incrociatore, nonostante avesse l’apparecchio colpito e in fiamme, proseguiva impassibile nell’attacco conclusosi con l’olocausto della sua fiorente giovinezza”.
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Il Reparto è dislocato presso la Base Aerea di Pisa San Giusto ed è posto alle dipendenze del Comando delle Forze per la Mobilità e il Supporto con sede a Roma.
Pisa San Giusto (Arturo Dall’Oro) è da sempre sinonimo di Aeronautica Militare, prima con il 46° Stormo e da immemorabile tempo con la 46^ Brigata Aerea o Aerobrigata. Nato come campo di aviazione nel dopoguerra della Prima Guerra Mondiale si sviluppa notevolmente negli anni trenta diventando sede stanziale del 46° Stormo. Pesantemente bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale deve la sua rinascita alla fine degli anni quaranta con il ritorno dello Stormo. Negli anni cinquanta si espande ulteriormente con la costruzione di due nuove piste e relative strutture logistiche per accogliere i nuovi C 119G “Flying Boxcar” (Vagoni Volanti) da poco acquisiti.
Sarà grazie alle peculiari caratteristiche di base aerea proiettata al trasporto aereo che si getteranno le fondamenta dell’attuale scalo pisano.
Negli stessi anni vengono effettuati anche dei voli commerciali che usufruiscono delle strutture militari esistenti, solo nel biennio successivo verranno create delle infrastrutture ad uso esclusivo dell’attività commerciale. Una volta completato, l’aeroporto internazionale viene intitolato al celebre scienziato pisano “Galileo Galilei”. Sul finire degli anni ottanta, a seguito dell’apertura alle rotte internazionali dell’aeroporto di Firenze Peretola, il “Galilei” soffre di un notevole ridimensionamento del traffico passeggeri; solo negli anni novanta con l’avvento delle compagnie “low cost”, lo scalo pisano conquista con successo questo particolare segmento di mercato permettendogli di riprendere la crescita. Attualmente il Galileo Galilei è il principale scalo della Toscana per numero di passeggeri, e secondo dell’Italia centrale dopo quello di Fiumicino. L’importante base aerea di Pisa, oltre ad accogliere lo scalo civile, è sede di reparti di altre forze armate come: la Guardia di Finanza con la locale Sezione Aerea di Manovra, i Carabinieri con il 4° Nucleo Elicotteri , l’Aviazione dell’Esercito (AVES) con un distaccamento del 1° Reggimento “Antares” di Viterbo.
La 46^ Brigata Aerea è rimasta l’unica a mantenere questo “status” nell’ambito della Forza Aerea, differenziandosi in questo modo da tutti gli altri reparti (stormi), il motivo peculiare è rappresentato dal fatto che alle sue dipendenze ci sono ben tre Gruppi di Volo, il 2° Gruppo “LYRA”, il 50° Gruppo “VEGA” e il 98° Gruppo “LUPO”, a completamento dell’organico ci sono anche il CAE (Centro Addestramento Equipaggi) e il GEA (Gruppo Efficienza Aeromobili). Per convenzione sin dalla sua costituzione, l’Aeronautica ha sempre classificato le Aerobrigate, ora Brigata Aerea, quei reparti che alle proprie dipendenze avevano più di tre gruppi di volo, mentre gli stormi rappresentano, sia in passato che tutt’oggi, i reparti di volo dotati di un massimo di due Gruppi di Volo.
La 46^ non si distingue dagli altri reparti per questa situazione organizzativa particolare, ma prima di tutto perché nel corso dei decenni ha operato con i suoi equipaggi e i suoi velivoli, dal C 119 al C 130H passando al G 222 sino agli odierni C 130J e C 27J, supportando le forze armate nazionali e non solo, in tutti gli angoli del pianeta, ove vi fosse la necessità di dislocamento logistico o trasportando aiuti umanitari alle popolazioni colpite da catastrofi naturali, in Africa, in Asia quanto in Oceania. Visto che abbiamo accennato alla dotazione di velivoli del passato, analizziamo invece quello che è l’equipaggiamento attuale della Brigata, la flotta in servizio è composta da due linee ben distinte, una da trasporto medio dotata di C 27J “Spartan”, una da trasporto composta da un mix di C 130J e C 130J-30. La linea C 27J è composta da 12 esemplari consegnati nel periodo 2005-2007, tutti i velivoli sono utilizzati dal 98° Gruppo, tranne un esemplare che è impiegato dal Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare. Per quanto riguarda i C 130J “Hercules II” i velivoli sono a disposizione del 2° Gruppo e del 50° Gruppo che li utilizzano in base alle esigenze operative e addestrative, attualmente sono in servizio 11 C 130J, originariamente erano 12 ma l’esemplare 46-41 è andato distrutto per incidente il 23/11/2009, a fianco della versione standard del “J” ci sono anche dieci C 130J-30 nella versione allungata (stretched), le consegne degli Hercules sono iniziate nel tardo 2000 e si sono concluse con la consegna dell’ultimo esemplare nel febbraio del 2005.
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I compiti a cui assolve la 46^ Brigata sono molteplici, il Reparto è impegnato nelle missioni in Italia, all’estero e nei teatri operativi per 365 giorni all’anno e 24 ore al giorno, tali attività comprendono:
-Aviosbarco;
-Aviolancio di personale e materiale;
-Trasporto materiali, mezzi ed equipaggiamenti;
-Trasporto tattico
-Trasporto sanitario d’urgenza;
-Trasporto organi per trapianto;
-Trasporto personale biocontaminato;
-SAR (Search and Rescue) oceanico
-Aerosgombero sanitario;
-Supporto equipe mediche;
-Supporto Gruppo di Chirurgia d’Urgenza dell’Ospedale di Pisa;
-Supporto alla Protezione Civile;
-Supporto al Ministero degli Interni;
-Supporto al Ministero degli Affari Esteri;
-Operazioni tattiche;
-Operazioni speciali;
-Rifornimento in volo;
-Supporto alle emergenze umanitarie.
Successivamente cercheremo di descrivere quali sono state le missioni svolte dagli uomini e dalle donne della 46^ Brigata Aerea, elencarle tutte richiederebbe la scrittura di una vera e propria enciclopedia, quindi in questo frangente analizziamo quelle più recenti e significative, nella parte dedicata invece alla parte storica del reparto verrà dato risalto anche ad alcuni eventi del passato.
Come Reparto da trasporto la 46^ Brigata Aerea è impegnata giorno e notte per tutti i giorni dell’anno nel fornire supporto logistico alla Forza Aerea, il trasporto di personale, mezzi ed equipaggiamenti sono il pane quotidiano dei tre gruppi di volo. Una delle missioni più impegnative attualmente in pieno svolgimento è quella di supporto alle forze armate italiane inquadrate nel dispositivo ISAF (International Security Assistance Force), nel teatro operativo dell'Afghanistan (Enduring Freedom)
la 46^ opera dalla Base Aerea di Al Bateen (Emirati Arabi Uniti) per conto della Task Force Air (TFA), ininterrottamente dal 2002 si sono susseguite decine di equipaggi, sostenuti da altrettanti specialisti, che a turno hanno garantito con i loro C 27J e C 130J un afflusso/deflusso costante di personale ed equipaggiamenti dalla base aerea verso i contingenti schierati nei teatri di operazioni nel paese asiatico.
Tra i dati più significativi dell’attività svolta dal 2002 al 2011 è importante ricordare le circa 9.500 sortite del velivolo C 130J, le circa 60 missioni di MEDEVAC (MEDical EVACuation) effettuate e il trasporto di oltre 230.000 persone e oltre 47 milioni di libbre di materiali. La medesima situazione si è sviluppata anche durante l’operazione Antica Babilonia (2003-2006) in Iraq.
Sempre in ambito Enduring Freedom i C 130J della 46^ Brigata Aerea hanno operato dalla fine del 2002 sull’aeroporto di Manas, a circa 20 km dalla città di Bishkek, capitale del Kirghizistan, con una cellula composta da circa settanta militari e due velivoli, quotidianamente venivano svolte missioni di trasporto verso Bagram, Kandahar e Kabul; in Afghanistan gli equipaggi di volo della 46^ sono stati i primi in assoluto al mondo ad effettuare atterraggi “d’assalto” con l’Hercules II su piste semi-preparate e di ridotte dimensioni, riducendo al minimo i rischi derivanti dalle forze ostili presenti sul territorio.
Un'altra operazione internazionale che ha visto coinvolta la 46^ Brigata Aerea è stata quella recentissima (2011) della crisi libica, dopo un primo intervento per rimpatriare i nostri concittadini il Reparto è stato impegnato in un ruolo importante come quello del rifornimento in volo (AAR - Air to Air Refueling) svolto con il KC 130J.
Sino ad ora abbiamo descritto le operazioni militari più importanti e impegnative della Brigata Aerea, ma oltre a questi compiti la 46^ è chiamata ad assolvere missioni di carattere umanitario soprattutto in occasioni di gravi calamità naturali che determinano la necessità di fornire aiuti e sostegni a popolazioni che da questi eventi subiscono pesanti disagi.
Ricordiamo in particolare l’intervento del reparto in favore della popolazione indonesiana colpita dallo Tsunami nel dicembre 2004, i primi aiuti in seguito al sequestro da parte di terroristi della scolaresca di Beslan (Ossezia 2004). L’intervento in favore della popolazione di New Orleans (USA) colpita dall’uragano Kathrina (2005), il terremoto in Pakistan (2005), l’alluvione in Georgia (2012), e quello in Algeria (2012), il terremoto in Iran (2012) ed infine, ma non ultima, la missione “ridare la luce”, nel corso della quale attraverso più spedizioni in diversi periodi, i C 130J della 46^ hanno trasportato un’equipe di oculisti dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma e dell’Istituto di Medicina Legale Aeronautica che, in Mali, in Benin e a Gao, hanno operato centinaia di persone affette da cataratta altrimenti non correggibile in quei luoghi privi dei minimi presidi sanitari. In armonia con questa tradizione di generosità e professionalità la 46^ Brigata Aerea, con i suoi uomini e velivoli, continua a operare ogni giorno al servizio della comunità nazionale e internazionale donando lustro a tutta la nazione.
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L’attuale Comandante della 46^ Brigata Aerea è il Generale B.A. A.A.r.n.n. Pilota Aurelio Colagrande, l’incarico gli è stato conferito il 9 novembre 2011. Colagrande è nato all’Aquila l’8 ottobre 1962, proviene dai corsi normali dell'Accademia Aeronautica, frequentata negli anni dal 1981 al 1985 con il Corso "Aquila IV", conseguendo la Laurea in Scienze Aeronautiche presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 1986 ha conseguito presso la ENJJPT (European NATO Joint Jet Pilot Training) di Sheppard AFB (TX) il Brevetto di Pilota Militare su Velivolo T38. Quindi al rientro in Italia viene assegnato nel 1987 al 2° Stormo di Treviso e successivamente nel 1989 viene trasferito al 51° Stormo di Istrana, dove ha ricoperto l’incarico di Comandante della 213^ e 210^ Squadriglia. Sempre nell’ambito del 51° Stormo nel periodo dal 1996 al 1999 in ordine cronologico ha assolto gli incarichi di Capo Ufficio Operazioni di Stormo e Comandante del 103° Gruppo, e pur ricoprendo queste importanti cariche nel medesimo periodo ha partecipato a tutte le operazioni aeree NATO sui cieli dei Balcani, effettuando oltre 100 ore di volo di guerra, ricevendo per l’attività effettuata durante l’operazione “Allied Force” l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia.
Nel gennaio del 2000 è stato promosso al grado di Colonnello, nello stesso anno, dopo aver frequentato il 2° Corso ISSMI presso il Centro Alti Studi Difesa di Roma, è stato assegnato al 4° Reparto Logistica dello Stato Maggiore come Capo del Gruppo di lavoro AMX.
Nel 2002 è stato trasferito al Joint Strike Fighter Programme Office di Washington, DC (USA) in qualità di National Deputy e Capo della costituenda Rappresentanza Militare Italiana e dal Luglio 2006 ha assunto l’incarico di Capo del 1° Ufficio C4ISTAR del 4° Reparto dello SMA e Capo del Gruppo di lavoro JSF.
Nel 2004 ha conseguito il Master in Relazioni Internazionali.
Dal 2007 al 2009 ha comandato il 6° Stormo (Diavoli Rossi) di Ghedi, successivamente lasciato questo incarico gli è stato assegnato il compito di Capo dell’ufficio Programmi Aeronautici del IV Reparto di Segredifesa (1 luglio 2009 – 30 giugno 2010). Dal 9 novembre del 2011 il Generale Colagrande ha all’attivo oltre 2.600 ore di volo su velivoli quali SF 260, T 37, T 38, G 91T, G 91R, MB 339, AMX-T, AMX e Tornado.
Nella sua lunga carriera è stato insignito delle seguenti onorificenze:
Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia;
Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana;
Medaglia Mauriziana;
Medaglia Militare Aeronautica d’Oro di Lunga Navigazione Aerea;
Croce d’Oro per anzianità di Servizio;
Distintivo d’argento Specialità caccia per le operazioni in Kosovo;
Medaglia NATO per le operazioni militari nell’Ex Jugoslavia;
Medaglia NATO per le operazioni militari in Kosovo;
Legion of Merit delle Forze Armate USA.
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Con il Foglio d’Ordini Riservato N. 01 del 25 gennaio 1940 – Anno XVIII è costituito, sull’Aeroporto di San Giusto in data 15 febbraio 1940, il 46° Stormo Bombardamento Terrestre. Il nuovo reparto era articolato su due Gruppi di Volo: il 104° con le dipendenti Squadriglie 252^ e 253^, e il 105° Gruppo con le Squadriglie 254^ e 255^. Il Savoia Marchetti SM 79 “Sparviero” era il velivolo in dotazione ai due Gruppi. Transitato nella specialità aerosilurante nei primi anni del conflitto mondiale, dopo l’8 settembre 1943 il personale e i pochi velivoli rimasti furono riuniti, sull’Aeroporto di Lecce in un’unica Squadriglia, la 253^. Terminate le ostilità, il 1 novembre del 1948 lo Stormo Trasporti assunse la denominazione di 46º Stormo schierandosi sull’Aeroporto romano di Centocelle. Nel 1953 il Reparto torna a Pisa e l’arrivo dei primi velivoli C 119G “Vagoni Volanti” segna un salto di qualità nel Trasporto Aereo, infatti, il 16 aprile del 1954 lo Stormo si trasforma in 46^ Aerobrigata Trasporti Medi, inserendosi a pieno titolo nelle realtà operative nazionali e della NATO. L’elevato utilizzo dei 40 C 119G originali costrinse l’Aeronautica Militare a dotarsi di altri velivoli per far fronte alle esigenze operative, furono quindi acquisiti 25 C 119J di seconda mano.
Nel 1972 con l’arrivo dei primi C 130H inizia una nuova era per l’Aerobrigata, grazie anche alla rinnovata capacità di trasporto cambia la denominazione in Aerobrigata Trasporti (9 maggio 1972), i 14 Hercules consegnati rimarranno in servizio presso la nostra Aeronautica Militare per oltre 31 anni, portando i colori della nostra Aeronautica Militare in tutto il mondo, persino in Antartide (Baia di Terranova). Il completo rinnovamento dell’Aerobrigata si conclude negli anni 1977-79 con l’arrivo del nuovo bimotore G 222, di conseguenza vengono radiati gli ultimi “Vagoni Volanti”, effettuando nell’arco di 25 anni di onorato servizio ben 301.620 ore di volo.
Il 1 novembre del 1985 l’Aerobrigata assume l’attuale denominazione di 46^ Brigata Aerea. Il 20 maggio del 2007 anche il G 222 effettua il suo ultimo volo presso la Brigata Aerea.
Nel corso dei decenni il reparto di Pisa è stato protagonista assoluto del panorama aeronautico nazionale e mondiale, con la crisi di Suez nel 1956 l’allora Aerobrigata Trasporti Medi inizierà la sua incessante opera di trasporto e supporto. Negli anni successivi gli equipaggi ai comandi degli infaticabili C 119 garantiranno le attività di trasporto a favore della forza aerea impegnata nelle operazioni militari in campo nazionale e internazionale e di pari passo sono svolte missioni di soccorso a favore di popolazioni in difficoltà, l’appellativo di “Cavalieri dei Quattro Venti” deriva dall’apprezzamento per l’alta professionalità dimostrata.
Grazie ai rilevanti risultati conseguiti sino ad ora l’Aerobrigata viene chiamata nuovamente ad operare per conto dell’ONU, questa volta nell’ex Congo Belga, questa missione si dimostrerà molto dura e difficile, ma soprattutto particolarmente dolorosa. Dalla data di inizio (22 agosto 1960) dell’Operazione Congo sino al 19 giugno del 1962 questi uomini con i loro velivoli hanno operato in condizioni operative drammatiche e rischiose pagando un alto pegno di vite umane. Ben 21 militari deceduti e tre C 119 distrutti, infatti, è proprio in questa operazione che si è scritta la pagina più dolorosa dell’Aerobrigata, consumata con l’efferato eccidio di Kindu, il cui ricordo è gelosamente custodito, non solo nelle memorie del personale del reparto, ma anche nel Sacrario eretto sulla via che porta alla base aerea pisana, via che prende il nome “Viale Vittime di Kindu”.
Nel 1978 in corrispondenza con la fase di aggiornamento delle flotte, si aggiungono anche nuovi compiti per il reparto, uno di questi è la specialità antincendio, inizialmente svolto solo con il C 130H in versione MAFFS (Modular Airborne FireFighting System), successivamente svolta anche con il G 222, anche questa ulteriore attività a favore della comunità sarà svolta con grandi sacrifici (otto membri deceduti e due velivoli distrutti), nel maggio del 2000 questa particolare attività viene sospesa.
Le missioni a supporto del PNRA “Progetto Antartide” svolte con i C 130H sono un altro tassello associato ad altri con l’avvento dei primi anni ottanta.
Le operazioni per portare soccorso alle popolazioni colpite da terremoti, alluvioni e carestie si susseguono, in Cambogia nel 1984, in Eritrea nel 1985 e in Somalia (1992/1994) sono solo alcune tra le molte. Anche le missioni di “Peacekeeping” diventano quasi all’ordine del giorno per la 46^ Brigata Aerea. Nel corso della missione UNPROFOR (United Nations Protection Force) in ex Jugoslavia la Brigata paga un altro duro pegno con l’abbattimento del G 222 “Lyra 34” da parte di missili contraerei croati sui cieli di Sarajevo, quattro gli aviatori deceduti, il velivolo stava trasportando medicinali e aiuti umanitari a Spalato.
Nel 1993-1994 è la volta della missione UNITAF (Unified Task Force) o “Restore Hope” in Somalia, per l’occasione l’Aeronautica Militare costituì un Reparto Volo Autonomo in cui la 46^ Brigata rivestiva un ruolo di spicco con un proprio Gruppo Volo Trasporti dotato di due G 222, i velivoli vennero intensamente utilizzati sulla tratta Mogadiscio – Gialalassi per l’aviolancio di paracadutisti e il lancio di viveri nelle zone remote, purtroppo l’operazione dell’ONU non ebbe successo e il contingente si ritirò dal paese.
Una delle missioni più impegnative che ha visto partecipe la 46^ Brigata Aerea si è svolta nell’emisfero australe verso la fine del 1999 con l’operazione “Stabilise”. L’intervento voluto dalle Nazioni Unite si è reso necessario per porre fine alle azioni ostili dell’Esercito Indonesiano contro le popolazioni secessioniste della piccola isola di Timor Est (Indonesia), l’efficace azione di peacekeeping internazionale ha visto partecipe la nostra Aeronautica Militare inserita in una forza internazionale denominata INTERFET (International Forces in East Timor), per l’occasione sono stati rischierati a Darwin in Australia due G 222 aventi al seguito 25 uomini. I due “Panda” di Pisa per raggiungere l’Australia hanno effettuato 14.000 km compiendo 38 ore di volo effettivo. L’attività dei velivoli italiani consisteva nel trasportare mezzi e uomini del contingente ONU da Darwin a Dili, capitale dell’isola di Timor Est, ogni velivolo svolgeva un volo giornaliero di andata e ritorno di circa quattro ore di volo complessive. Dal 7 ottobre 1999 al 14 febbraio 2000, l’attività svolta dai due G 222 ha contato 349 voli nell’arco di 93 missioni con più di 400 ore di volo, trasportando più di 4.300 persone e oltre 290 tonnellate di materiali.
Sempre nel 1999 è iniziata anche l’operazione Joint Guardian (Joint Enterprise dal 2004) in Kosovo, missione voluta dalle Nazioni Unite e comando della NATO, intrapresa per proteggere la popolazione civile dalle forze serbe.
Come in ogni altra occasione la Brigata Aerea ha supportato la missione umanitaria in ogni suo frangente, e ben oltre perché in questa occasione il personale del reparto ha operato regolarmente presso l’Aeroporto di Dakovica, chiamato affettuosamente “AMIKO” (Aeronautica Militare In Kosovo), costruito ex novo dall’Aeronautica per permettere l’atterraggio dei nostri G 222, i lavori sono iniziati il 16 agosto del 1999 e dopo solo 43 giorni si sono conclusi, permettendo al primo velivolo di atterrarvi il 29 settembre, l’operazione è tuttora in corso.
Con il nuovo secolo si concretizzano tutte le innovazioni descritte in apertura di articolo grazie all’arrivo del nuovo C 130J e del C 27J, quello che non cambia assolutamente è l’impegno giornaliero profuso dagli uomini e dalle donne della 46^.
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L'autore desidera ringraziare il / the author would like to thanks the Gen. Colagrande, il Magg. Sammaciccio e tutto il personale della / and all the personeel of the 46^ Brigata Aerea. 
Inoltre per la perfetta collaborazione un ringraziamento speciale al / also a special thanks at the Col. Cazzaniga e al / and at the Cap. Pelliccia dell'Ufficio Pubblica Informazione (SMA Roma) / of the Press Office (SMA Rome) 
Foto di / image by Giorgio Ciarini, Dino Marcellino, Paolo e / and Roberto Farina 
Testo di / text by Giorgio Ciarini, Aldo Ciarini, Paolo e / and Roberto Farina, Aeronautica Militare  
Maggio / May 2012 

English translation

work in progress