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L’esercitazione Sentry Gold ha visto schierati 10 F 15C del 493rd Fighter Squadron “Grim Reapers”del 48th Fighter Wing di Lakenheath, Suffolk sulla Base Aerea 3 di Graf Ignatievo, in Bulgaria. Grazie al Colonnello Antonio Trogu, Addetto alla Difesa presso l’Ambasciata d’Italia a Sofia abbiamo potuto visitare questo aeroporto situato poche decine di chilometri a nord di Plodvid, la seconda città della Bulgaria. La Base Aerea 3 della Bulgarski Voenno Vzdushni Sili vede basati i Mig 21bis ed i Mig 29 del Secondo Gruppo Caccia che si alternano nel ruolo di difesa aerea. Il giorno della nostra visita erano due Mig 21bis armati di missili R60M Aphid ad occupare le postazioni QRA (Quick Reaction Alert). Dall’entrata della Bulgaria nella NATO che risale al 2004 la difesa aerea dei cieli del paese è compito dell’Integrated Air Defence System con comando a Larissa (Grecia). Decolli ed atterraggi di F 15 e Mig si sono susseguiti per tutto il giorno. Da interviste strappate sulla linea di volo ad alcuni piloti “Grim Reapers” ed al Comandante di Gruppo dei Mig Col. Paris Petrov sono emerse alcune considerazioni. Il Mig 29 rappresentava per gli americani un avversario conosciuto perché già affrontato in ambito NATO, ma molti piloti si sono trovati a fronteggiare per la prima volta il Mig21, che, anche se decisamente inferiore, si rivela sempre un avversario insolito, per la piccola immagine radar e per l’abitudine dei piloti bulgari a volare a quote estremamente basse, coltivata nelle numerose aree disabitate del paese. Graf Ignatievo vedrà sempre più frequentemente schierati velivoli dell’USAF per esercitazioni nell’ottica di un progressivo spostamento della presenza statunitense in Europa verso sud-est. A questo scopo sono state individuate sette basi aeree nei paesi dell’ex Patto di Varsavia ed in Bulgaria pare sia stata scelta la base a nord di Plodvid.
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Approfittando della nostra presenza in Bulgaria abbiamo anche potuto fare il punto della situazione sulla locale Forza Aerea visitando le basi aeree di:

Krumovo
Interessata non direttamente, ma per i compiti CSAR dall’esercitazione Sentry Gold, è stata la Base Aerea Elicotteri 24 di Krumovo anch’essa nei dintorni di Plodvid. Occupa una parte dell’aeroporto civile della città bulgara. Alterna istallazioni che risalgono alla occupazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale a moderni hangar con monitoraggio ambientale. Nel 2005 il governo della Bulgaria firmò con Eurocopter un contratto del valore di oltre 300 milioni di euro per la fornitura di 12 AS532 UL/AL “Cougar” e di sei AS565 MB “Panther”. Contemporaneamente venne firmato un accordo con la Israeli Elbit per l’aggiornamento allo standard NATO di 12 Mil Mi 24 e sei Mil Mi 17. Si creava così la dotazione del Secondo Gruppo Elicotteri che sfoggia l’impegnativo motto “Sempre Dovunque”. La realtà si è poi dimostrata meno rosea dato che solo 11 AS532 sono stati consegnati, la commessa dei “Panther” è stata momentaneamente accantonata ed il contratto con la Elbit è saltato, tutto per sopravvenuti gravi problemi economici. Allo stato attuale al Secondo Gruppo Elicotteri ci sono otto elicotteri “Cougar”, con i codici da 701 a 708 della versione UL con compiti di trasporto (fino a 29 soldati) e MEDEVAC (Medical Evacuation) e tre della versione AL in configurazione CSAR, con protezione della cabina in Keflar, RWR (Radar Warning Receiver)e FLIR (Forward Looking Infrared). In particolare l’acquisizione della visione notturna tramite gli NVG (Night Vision Googles) richiesta al reparto dalle periodiche valutazioni NATO, è stata difficile dal momento che né i Mi 24 né i Mi 17 erano predisposti per il FLIR e si dovette attendere la consegna del primo Cougar nel 2006 per iniziare l’addestramento. Da ricordare che la versione AL può essere armata con AK da 7,62. A Krumovo viene eseguita la revisione delle 50 e 100 ore, mentre le 500 vengono eseguite presso le officine di Terem a Graf Ignatievo. La linea del Mil Mi 24 appare allo stato attuale in grave sofferenza con solo due velivoli ancora volanti ma prossimi alla fine della vita operativa e sempre in attesa di un upgrade. Sempre in linea invece i Mil 17 che neanche le difficoltà economiche riescono a fiaccare. Presente anche l’AB 206B3 impiegato nella ricognizione e presso lo OUA, l’unità addestrativa del reparto. Da notare che per le esigenze operative il reparto può utilizzare anche la base elicotteristica “storica”di Stara Zagora distante appena 20 km e chiusa da tempo.

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Bezmer
La Base Aerea 22 di Bezmer la più a est dista poche decine di km dal Mar Nero ed ospita i superstiti degli oltre 40 Su25K e UKB ricevuti dalla Bulgaria alla fine degli anni 80 raggruppati in un gruppo di volo da attacco. Le infrastrutture della base sono decisamente obsolete per i ricoveri dei velivoli e la pavimentazione con lastre di cemento. Questo particolare aspetto la rende inagibile per i più sofisticati velivoli NATO. L’unico velivolo che può utilizzare senza problemi la sua pista di 2.500 metri è l’A 10 Thunderbolt II . Lo scorso anno gli A 10C dell’81st Fighter Squadrion del 52nd Fighter Wing di Spangdahlem si sono qui rischierati per partecipare alla esercitazione Reunion April con temi CSAR (Combat Search and Rescue) e CAS (Close Air Support). Da notare che esposti impietosamente da sei anni alle intemperie a Bezmer ci sono gli ultimi SU 22M dell’Aviazione Bulgara che fino al 2004 costituivano la dotazione di un gruppo di volo e la caratteristica distintiva della base che infatti è identificata con il N.22.
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Sofia Vrazhdebna
La base del gruppo trasporti, per la precisione la 16, è ospitata dalla parte opposta dell’aeroporto internazionale di Sofia. Una visita qui richiede oltre la autorizzazione delle autorità militari anche quella dell’aviazione civile. Sono le autorità civili infatti a rilasciare il permesso definitivo dopo visione diretta dei documenti ed ispezione personale dei visitatori. Accanto a numerosi velivoli già radiati come gli An 24 o la versione con elica tripala del LET 410, c’è la dotazione attuale del reparto con un sorprendente AN 2 in perfetta efficienza ed ancora ideale per i primi lanci dei parà, alcuni LET 410UTP E con elica a cinque pale, un Pilatus Pc 12 per trasporto VIP e due C 27J consegnati alla fine del 2007 per sostituire gli AN 26. E’ doveroso ricordare che la Bulgaria ha partecipato a KFOR, SFOR, EUFOR e con 500 uomini ed è ora in Afghanistan con la missione ISAF, con prevedibile diretto impegno della componente da trasporto. E’ presente anche un AN 30 che partecipa ai periodici controlli previsti dall’accordo “Open Skies”. Ancora da completare il moderno hangar costruito dall’Alenia.
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Una visita alla base aerea di Dolna Mitropolija sede del reparto di addestramento con L 39 e Pilatus PC 9 ci viene sconsigliata per la momentanea sospensione dell’attività di volo.
Un discorso finale sull’Aviazione della Bulgaria non può prescindere dalla considerazione che una Forza Aerea che alla fine degli anni 80 poteva enumerare 15 basi aeree con oltre 400 velivoli ed un personale di 300.000 unità ora è ridotta a cinque basi, con 100 velivoli ad essere ottimisti e solo 30.000 addetti. Sono gli inevitabili aspetti della fine della guerra fredda, che ha cambiato completamente gli scenari operativi ed ha reso possibile eventi un tempo inimmaginabili come l’esercitazione Sentry Gold.
Gli autori desiderano ringraziare il / the authors would like to thank the Col. Antonio Trogu, Addetto Militare presso l'Ambasciata italiana a Sofia (Military attached at the italian Embassy at Sofia)
Foto e testo di / images and text by Elio Viroli e / and Stenio Bacciocchi
Luglio / July 2010

 

English translation

work in progress