100 anniversario aviazione navale titolo

L’impiego del cielo a sostegno delle esigenze operative della Marina ha radici molto lontane e risale agli inizi dello scorso secolo, quando i primi audaci pionieri iniziarono ad impiegare con grande lungimiranza palloni frenati, aeronavi, dirigibili ed idroplani. Dopo l’embrionale organizzazione risalente al 1907 ed in risposta alla rapida evoluzione del settore, il 27 giugno 1913 l’Ammiraglio Paolo Thaon di Revel costituì, presso il Reparto Mobilitazione dello Stato Maggiore, la 3^ Sezione – Aeronautica, deputata ad affrontare le questioni aeronautiche ed i relativi studi ed istituì il “Servizio Aeronautico della Regia Marina”. Il 25 agosto dello stesso anno venne istituita la “Regia Scuola di Aviazione della Marina”, per l’addestramento del personale Pilota, Tecnico e Specialista, mentre al contempo avvenne la divisione tra la componente aerea dell’Esercito e quella della Marina e venne istituito il “Quadro del Naviglio Aereo”, ove le aeronavi al servizio della Regia Marina furono iscritte in uno speciale elenco, equiparandole alle navi iscritte nel “Quadro del Naviglio di Guerra dello Stato”.
Di qui le ragioni per cui il 1913 è stato preso a riferimento quale anno di nascita dell’Aviazione Navale.
Nel “logo” scelto per la celebrazione del Centenario, al di sotto delle ali che simboleggiano l’era moderna dell’Aviazione Navale, spicca il deciso richiamo alle origini rappresentato dallo storico emblema della Prima Squadriglia Navale Siluranti Aeree, raffigurante lo sperone di una nave sorretto da due ali di aquila. Tale emblema fu realizzato dall’artista Adolfo de Carolis, su richiesta di Gabriele D’Annunzio, cui fu affidato il comando di quella leggendaria Squadriglia nel marzo del 1918. Nella simbolica unione della nave e delle ali, l’Aviazione Navale riconosce la sua più profonda natura ed i suoi valori identitari, perché in Marina l’Aeromobile è fuso nel ferro della nave, costituendone un irrinunciabile e fondamentale sistema d’arma, nonché moltiplicatore di forze e braccio lungo della Flotta.
Nel moto regalato dal Vate a quella intrepida Squadriglia risuonano l’essenzialità e la concretezza dell’uomo di mare, che si accontenta di due parole: “Sufficit Animus” – “Basta il Coraggio”. Serve dunque una sola qualità al personale appartenente all’Aviazione Navale, ma non è poco, perché il Coraggio non è imprudenza né incoscienza. Il Coraggio appartiene ai Grandi e presuppone il possesso di molte altre qualità: l’amor di Patria, la professionalità, la competenza, lo spirito di servizio e di appartenenza, l’abnegazione, la lucidità nella gestione del rischio, la chiara visione della priorità e la prontezza all’estremo sacrificio quando il dovere chiama.

Le Origini
La storia dell’Aviazione Navale ha origini lontane e risale agli inizi dello scorso secolo, quando si cominciò ad ipotizzare l’impiego bellico delle prime macchine volanti: palloni frenati e dirigibili.
Il Tenente di Vascello Mario Calderara, fra il 1906 e il 1907, costruì presso l’Arsenale Marittimo della Spezia un “idroveleggiatore”, ossia un vero e proprio “idroaliante”, con il quale compì una serie di prove sperimentali facendosi rimorchiare dal cacciatorpediniere Lanciere.
Con lungimiranza, già nel 1907, nella Sezione Trasporti del “3° Reparto del Ministero della Marina, un “Ufficio di Aeronautica”, avente il compito di occuparsi delle questioni aeronautiche e dei relativi studi.
Nel 1909 Wibur Wright iniziò le dimostrazioni di pilotaggio al campo di Centocelle (Roma), addestrando il STV Mario Calderara, Ufficiale di Marina e pioniere dei cieli, che il 10 maggio del 1910 ottenne il primo Brevetto di Volo nazionale.
Il 1911 vide l’esordio degli idrovolanti, con il Capitano del Genio Navale Alessandro Guidoni, che il 5 novembre volò con un biplano Fareman da lui trasformato in idrovolante, e con Calderara, che realizzo presso l’Arsenale della Spezia il più grande aereo al mondo e primo idrovolante nazionale, che pilotò in data 8 giugno 1912.
Il 1911 segnò anche il battesimo del fuoco in occasione del conflitto italo-turco in Libia, durante il quale aerei e dirigibili furono impiegati per dirigere il tiro dal mare e per attività di bombardamento leggero e si affermò l’importante figura di Osservatore Aereo.
Lo stesso Guidoni con grande preveggenza, nel 1912, concepì il primo progetto di unità di appoggio idrovolanti, prevedendo la trasformazione in unità portaeromobili dell’incrociatore Piemonte, che tuttavia non fu approvata.
Il 27 giugno 1913 l’Ammiraglio Paolo Thaon di Revel costituì, presso il Reparto Mobilitazione dello Stato Maggiore, la 3^ Sezione – Aeronautica ed istituì il “Servizio Aeronautico della Regia Marina”.
Il 25 agosto dello stesso anno fu creata a Venezia la “Regia Scuola di Aviazione della Marina”, mentre avveniva la divisione fra la componente aerea dell’Esercito e quella della Marina. Era ormai ufficialmente nata l’Aviazione Navale!
Nel 1914 l’incrociatore protetto “Elba” venne convertito in nave hangar per imbarcare gli idrovolanti Curtiss Flying Boat e Guidoni lanciò, primo al mondo, un simulacro di siluro da un idrovolante.

Le due Guerre Mondiali
La neo costituita componente aerea della Marina ebbe un fortissimo sviluppo durante la Prima Guerra Mondiale e dagli iniziali 38 piloti, 396 uomini di supporto, tre stazioni di idrovolanti, tre dirigibili e 15 aerei idrovolanti alla fine del conflitto arrivò a 791 piloti, circa 10.000 uomini di supporto, 25 dirigibili, 552 idrovolanti e 86 aeroplani, con punte massime di 1.100 idrovolanti e 130 aerei durante il conflitto.
Al termine della guerra le aeronavi della Marina avevano compiuto 1.355 missioni di esplorazione e 68 di bombardamento, mentre gli idrovolanti avevano effettuato 1.884 missioni offensive e 1.500 di ricognizione. Le perdite complessive furono pari a 391 aeroplani e sette aeronavi ed a 40 idrovolanti persi in combattimento corrisposero ben 130 idrovolanti persi dagli austriaci.
In totale morirono 120 uomini, di cui 51 Ufficiali, per quanto concerne i Reparti aerei e 27 uomini, di cui 14 Ufficiali, per quanto riguarda le aeronavi.
Fra le principali onorificenze spiccano le due Medaglie d’oro al Valor Militare guadagnate dai Tenenti di Vascello Giuseppe Garassini Garbarino ed Eugenio Casagrande, oltre a 187 Medaglie d’argento e 216 Medaglie di bronzo.
La bandiera della Forza Aerea della Regia Marina fu insignita, l’8 ottobre 1920, da parte del Re Vittorio Emanuele III, della Medaglia d’argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Per l’eroico ed indomito valore dei suoi combattenti dette, sempre e ovunque, magnifico contributo di ardimento, di tenacia e di sacrificio alla causa della Patria, recando al conseguimento della vittoria il più fervido ausilio” (1915-1918).
Nel 1916 vi fu l’istituzione, presso l’Ufficio del Capo di Stato Maggiore, dell’Ispettorato dei Sommergibili e dell’Aviazione, mentre nel 1917 venne costituita la Prima Squadriglia Navale di Siluranti Aeree, che fu comandata dal marzo 1918 da Gabriele D’Annunzio, che ne coniò il motto: “Sufficit Animus”.
Nel 1921, alla conferenza navale di Washington, l’Italia ottenne che le fosse concesso di costruire una portaerei con il dislocamento equivalente ad almeno due navi e fu così che nel 1923 entrò in linea la Regia Nave Appoggio Aerei Giuseppe Miraglia, ovvero una “porta-idrovolanti”. Tale unità, pur rimanendo in linea fino al 1950, rimase tuttavia un esperimento senza seguito, anche a causa dell’entrata in vigore della Legge N.645 del 28 marzo 1923, con la quale venne istituita la Regia Aeronautica.
Con la Legge N.220 del 23 febbraio 1937 e la conseguente costituzione della Aviazione per la Marina, parte integrante dell’Arma Aeronautica, la Marina - al pari dell’Esercito – venne a perdere per oltre 50 anni la propria autonomia nella gestione degli aerei.
Di conseguenza, durante la Seconda Guerra Mondiale, il personale della Marina partecipò alle imprese aviatorie soltanto con gli Ufficiali qualificati Osservatori, con il conseguimento di otto Medaglie d’oro al Valor Militare da parte dei Tenenti di Vascello Salvatore Gattoni, Antonio Forni, Leonardo Madoni e dei Sottotenenti di Vascello Giuseppe Majorana, Giorgio Martucciello, Gino Nais, Goffredo Franchini e Bruno Caleari.
Soltanto il 28 marzo del 1941 a valle delle prime durissime esperienze del conflitto, fu finalmente autorizzata la trasformazione delle navi passeggeri Roma ed Augustus rispettivamente nelle Portaerei Aquila e Sparviero, che tuttavia non entrarono mai in servizio.

Il dopo guerra
Finita la guerra, iniziò il processo di ricostruzione e nel maggio del 1950 fu costituito l’Ufficio dell’Ispettore per la Marina, in attesa di poter acquisire dagli USA una Portaerei nell’ambito del Mutual Defense Assistance Program. In vista di questo obbiettivo, che tuttavia non fu conseguito, la Marina inviò presso la Naval Air Station di Corpus Christi (Texas), a scopi formativi, un gruppo di Ufficiali e Sottufficiali.
Tra gli aiuti per l’Italia era previsto anche un lotto di 24 aerei Curtiss S2C-5 Helldiver per la costituzione di un reparto di volo autonomo antisommergibile per la Marina. Nel settembre 1952 la US Navy consegnò i primi due aerei, contrassegnati dai numeri di fiancata 101 e 102, che il 10 novembre, pilotati da due Ufficiali di Marina, imbarcarono sulla Portaerei Midway. I due velivoli atterrarono a Napoli Capodichino, ma rimasero nel settore della US Navy sino all’agosto del 1953, quando furono presi in carico dall’Aeronautica, per essere inquadrati nel 86° Gruppo Autonomo Antisom. Per comprendere l’accaduto, bisogna tenere presente che il 1° settembre 1956 fu emanata la cosiddetta “legge dei 1.500 chili”, che assegnò all’Aeronautica la gestione ed il pilotaggio di tutti i velivoli militari ad ala fissa con peso superiore ai 1.500 chilogrammi. La Legge nr. 968 del 7 ottobre 1957 diede inoltre vita all’Aviazione Antisommergibile, alle dipendenze dell’Aeronautica Militare ma impiegata operativamente dalla Marina, con l’utilizzo di equipaggi misti di entrambe le Forze Armate.
La Marina aveva compreso da tempi antichi le grandi potenzialità dell’ala rotante e già dal 1919 aveva bandito il concorso per la realizzazione di un elicottero, tuttavia bisogna attendere il 1935 per assistere ai primi appontaggi e decolli dell’autogiro La Cervia a bordo della Regia Nave Fiume. Il punto di svolta fu raggiunto nell’estate del 1953, con le attività di un Agusta Bell AB 47G a bordo dell’incrociatore Garibaldi, evento che aprì la strada alla costituzione del 1° Gruppo Elicotteri, il 1° agosto 1956.
100 anniversario aviazione navale image 1Il Gruppo fu dotato di sette AB 47G e fu situato presso MARIELIPORT Augusta, prima Stazione Elicotteri della Marina, posta all’interno dell’omonimo Arsenale. Contemporaneamente proseguirono gli studi per allestire le navi con il ponte di volo e l’hangar, attuando una scelta lungimirante che fu seguita da tutte le principali marine del mondo.
Nel marzo del 1958, con la Legge n.247, venne approvata la costituzione di reparti elicotteri alle dipendenze del’Esercito e della Marina ed il 1° Gruppo Elicotteri nell’agosto 1959 si trasferì a Catania-Fontanarossa.100 anniversario aviazione navale image 2
Le prime fregate progettate per l’imbarco degli elicotteri furono le quattro Unità della classe Bergamini, dotate di ponte di volo e di hangar telescopico, ed il 15 dicembre del 1961 venne attivato, con l’imbarco di un AB 47J sulla Fregata Luigi Rizzo, il primo Servizio Volo di bordo. Un deciso salto qualitativo venne fatto con l’acquisizione dei primi tre Sikorsky HSS-1 (ridenominati SH 34J Seabat), dotati di Sonar AQS4 e siluri MK3. Tale elicottero dimostrò presso la sua versatilità e fu impiegato anche in supporto del Battaglione San Marco e degli incursori della Marina.100 anniversario aviazione navale image 3 100 anniversario aviazione navale image 4La necessità di disporre di un elicottero compatto, imbarcabile sulle fregate antisommergibile e dotato di sonar e siluri, portarono all’acquisizione del AB 204B, nel 1964, ed alla conseguente istituzione del 2° Gruppo Elicotteri presso la base di Catania.
Nello stesso anno, in seguito al rapido sviluppo del settore elicotteristico, fu istituito l’Ispettorato Elicotteri (MARELICOT), affidato al C.V. Osservatore Giovanni Fiorini, per accentrare tutte le responsabilità (operative, addestrative, tecniche e logistiche) relative alla gestione dell’ala rotante, sia imbarcata che a terra.100 anniversario aviazione navale image 5 Il 31 ottobre 1964 la risorta Aviazione Navale subì un colpo durissimo, a causa di una devastante tromba d’aria che distrusse gli hangar e gli elicotteri, azzerando in un baleno l’appassionato e solerte lavoro di quegli anni. Ma l’Aviazione Navale non si perse d’animo, sorretta da una Marina di cui era parte integrante, che si affrettò a riacquisire rapidamente le preziose capacità elicotteristiche.

L’era moderna
Il 1968 può essere preso a riferimento quale inizio dell’Era Moderna dell’Aviazione Navale, in tale anno vi fu l’acquisizione dei Sikorsky SH 3D Sea King, considerati i più avanzati elicotteri antisommergibili del mondo occidentale, assegnati al 3 Gruppo Elicotteri costituito presso Maristaeli Catania il 30 aprile, e la realizzazione della Stazione Elicotteri di Luni, i cui lavori furono completati a novembre, consentendo al neo costituito 5° Gruppo Elicotteri di iniziare ad operare.
Il 27 gennaio 1971 il 1° Gruppo Elicotteri venne trasferito a Luni, per soddisfare le esigenze operative nell’Alto e Medio Tirreno.
Con la “Legge Navale” (Legge N.57 del 1975), promossa dal Capo di Stato Maggiore della Marina pro tempore Ammiraglio Gino De Giorgi, fu avviato l’ammodernamento della Flotta, che portò anche alla realizzazione della Portaeromobili “Giuseppe Garibaldi”, unità che consentì alla Marina di effettuare un salto capacitivo epocale.100 anniversario aviazione navale image 6
Nel 1976 entrò in servizio l’AB 212 ASW, in sostituzione dell’AB 204, consentendo alla Marina di disporre di un elicottero compatto bimotore con capacità antinave ed antisommergibile, imbarcabile su tutte le unità navali. Grazie alla sua versatilità, il nuovo elicottero fu realizzato anche nelle versioni GUFO (Guerra Elettronica) ed eliassalto marittimo, quest’ultima tuttora in linea. Il nuovo elicottero fu dato in dotazione al 4° Gruppo Elicotteri, costituito il 1° marzo 1976 presso la base di Grottaglie (TA), che nel 1979 divenne ufficialmente la terza Stazione Elicotteri della Marina.100 anniversario aviazione navale image 7
Nel 1989 fu approvata la Legge N. 36, che consentì alla Marina di dotarsi della componente aerotattica multiruolo da imbarcare sulla Portaerei Garibaldi, la cui sede fu individuata presso Grottaglie, che veniva conseguentemente ridenominata Stazione Aeromobili, al pari del 6° Reparto dello Stato Maggiore, ridenominato Reparto Aeromobili.
Il 1° febbraio 1991, con Foglio d’Ordine della Marina nr.96 del 12 dicembre 1990, venne costituito il Gruppo Supporto Aerei Imbarcati (GRUPAER) ed il 23 agosto 1991 imbarcarono su Nave Garibaldi, ormeggiata a Norfolk, i primi due velivoli addestratori biposto (TAV 8B). Nacque così il primo Gruppo aerotattico multiruolo nazionale, che acquisì un totale di 16 velivoli da combattimento radarizzati (AV 8B PLUS), capaci di svolgere missioni di difesa aerea, di attacco al suolo e di ricognizione. Nell’aprile 1994 fu consegnato il primo aereo monoposto da combattimento ed a gennaio 1995 Nave Garibaldi con i primi tre AV 8B PLUS, partì per l’operazione Somalia 3, dando immediato avvio alle imprese operative della nuova componente. Nel 1999, con la partecipazione della componente aerotattica imbarcata su Nave Garibaldi all’operazione Allied Force, gli AV 8B PLUS ebbero il loro battesimo del fuoco, partecipando alle missioni di attacco al suolo della NATO.100 anniversario aviazione navale image 8
I nuovi orizzonti apertisi sia nel settore elicotteristico che nell’ala fissa portarono, alle soglie del nuovo millennio, ad un epocale riorganizzazione dell’Aviazione Navale con la costituzione, il 1° gennaio 2000, del Comando Forze Aeree (COMFORAER), a seguito di una radicale ristrutturazione dell’Aviazione Navale mirata alla massima razionalizzazione delle risorse umane e materiali disponibili, in modo da assicurare la più efficace risposta alle nuove esigenze operative. Il Comando, posto alle dirette dipendenze del Comando in Capo della Squadra Navale, è retto da un Ammiraglio al quale, a doppio cappello, è affidato anche l’incarico di Capo del 6° Reparto Aeromobili dello Stato Maggiore della Marina. Tale innovativa soluzione organizzativa consente di conseguire le massime sinergie sotto l’egida dell’univocità di indirizzo e di azione, permettendo di focalizzare l’attenzione sulla qualità del “prodotto”, espresso in termini di prontezza, efficienza ed efficacia delle componenti aeree da imbarcare e da rischiarare nei Teatri Operativi. Da COMFORAER dipendono le Stazioni Elicotteri di Catania e Luni, la Stazione Aeromobili di Grottaglie, la Sezione Aerei P-180 (Pratica di Mare) ed il Reparto Eliassalto (Luni).

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Il 19 marzo 2001 entrò in servizio l’EH 101, elicottero multiruolo, più avanzato e moderno sul mercato. L’elicottero è disponibile nelle varianti Maritime Patrol Helicopter MPH (per operazioni di sorveglianza e contrasto alle Unità di superficie e subacquee), Helicopter Early Warning (HEW) (per operazioni di sorveglianza aerea e di superficie a grande distanza e di supporto alla componente aerotattica imbarcata) ed Assault Support Helicopter (ASH) (per il trasporto di truppe, mezzi e materiali, nonché per evacuazione sanitaria).
Il 4 ottobre 2001 fu consegnato il primo velivolo Piaggio P 180 destinato ad avviare le operazioni della Sezione Aerei P 180 rischierata a Pratica di Mare, che ora dispone di tre velivoli per soddisfare le esigenze di supporto alle attività sperimentali e di verifica dei sistemi delle unità navali, le esigenze logistiche di Forza Armata e, grazie alla disponibilità del sistema FLIR (Forward Looking Infra-Red) e di un kit per l’evacuazione medica (MEDEVAC), anche per missioni di pattugliamento marittimo e di trasporto medico. Il 10 giugno 2005 il Comando delle Forze Aeree ricevette la Bandiera di Guerra, in occasione della parata navale di Napoli, con cui fu celebrata la festa della Marina.
L’ingresso in servizio dell’EH 101 stimolò la costituzione, il 1° gennaio 2006, presso la base di Luni del Centro Sperimentale Aerotattico (CSA).
Tale Centro, posto alle dipendenze del 6° Reparto Aeromobili dello stato Maggiore, costituisce uno strumento essenziale per la Marina, svolgendo un ruolo da protagonista nello sviluppo dei nuovi programmi ed in tutte le attività di studio, valutazione operativa, sperimentazione e modifica degli elicotteri, con particolare riferimento agli aspetti inerenti allo specifico ambiente marittimo ed all’impiego a bordo delle Unità Navali.100 anniversario aviazione navale image 12
Nel 2011 è entrato in servizio l’elicottero multiruolo SH 90A, impiegabile sia per il pattugliamento marittimo che per il supporto alle Forze Speciali, destinato a sostituire l’elicottero AB 212 ASW e vero e proprio gioiello tecnologico (primo elicottero al mondo a sfruttare la tecnologia fly-by-wire). Il progetto, frutto di una cooperazione multinazionale europea, è stato realizzato dalle ditte AgustaWestland, Eurocopter e Fokker. L’elicottero sarà presto disponibile anche nella versione eliassalto marittimo, dotato di una rampa posteriore.100 anniversario aviazione navale image 13

Il futuro
La principale sfida futura per le Forze Aeree della Marina è il rinnovamento della linea aerotattica imbarcata sulla Portaerei Cavour, con la graduale sostituzione degli AV 8B PLUS con il JSF nella versione (F 35B) a decollo corto ed appontaggio verticale (STOVL – Short Take Off and Vertical Landing), in modo da acquisire la capacità iniziale di impiego operativo con il nuovo velivolo presumibilmente nel 2023. L’acquisto del JSF è strettamente connesso al mantenimento della pregiata capacità di proiezione di potenza sul mare e dal mare esprimibile dalla Portaerei. L’F 35B è l’unico aereo dell’ultima generazione capace di imbarcare sulla Portaerei Cavour che, a causa delle ridotte dimensioni, non dispone di cavi di arresto e della catapulta e quindi è vincolata ad impiegare aerei STOVL.
Il JSF è un aereo dalle rivoluzionarie capacità operative che sarà supportato da un sistema logistico di portata globale, consentendo alle Forze Aeree della Marina di fare un salto nella 5^ generazione dei velivoli da combattimento conseguendo capacità di avanguardia nei settori aria-aria, aria suolo, anti nave e Intelligence Surveillance Reconnaissance (ISR).
Si consideri inoltre che il JSF consentirà alla componente aerotattica imbarcata, e quindi alla Portaerei, di disporre di capacità che prima non aveva, quali ad esempio la SEAD (Suppression of Enemy Air Defence, ossia la soppressione delle difese aeree del nemico).
In tal modo la Cavour sarà in grado di costituire un “pacchetto” di velivoli capaci di intervenire in piena autonomia anche nei contesti operativi più complessi.
E’ prevista l’acquisizione di 15 aerei, a partire dal 2017, da assegnare al Gruppo Supporto Aerei Imbarcati di stanza a Grottaglie.
Il nuovo velivolo è dunque destinato ad operare sul mare e dal mare e sostituirà l’AV 8B PLUS, in modo da assicurare alla Portaerei Cavour un nuovo e più potente sistema d’arma per consentire alla nave di rimanere al passo con i tempi e di essere in grado di interoperare con le Marine più avanzate al mondo, contribuendo a consolidare la credibilità e l’efficacia di intervento del nostro Paese nei difficili Teatri dei giorni nostri.
Un'altra fondamentale sfida per le Forze Aeree della Marina è costituita dall’integrazione a bordo delle Unità Navali di aeromobili a pilotaggio remoto, i cosiddetti Unmanned Aerial System (UAS), sistemi in continua e forte espansione. Tali assetti non sono destinati a sostituire gli aeromobili pilotati ma ad integrarne le capacità, esprimendo preziose capacità di Intelligence, Surveillance e Reconnaissance (ISR), a tutto vantaggio dell’efficacia e della sicurezza degli equipaggi e dei mezzi, soprattutto quando impiegati in attività rischiose, quali le missioni di contrasto alla pirateria, minaccia subdola e occulta.

SCAN EAGLE
Nell’ottobre 2010 è stata valutata l’acquisizione di due sistemi UAS tattici Scan Eagle – analoghi a quelli imbarcati sulle Unità dell’US Navy impiegate in bacino somalo – costituiti ciascuno da cinque velivoli ad ala fissa che si prevede di impiegare sulle Unità Navali già a partire dal 2014. I sensori disponibili e l’intrinseca modularità/versatilità d’impiego, rendono tale UAS utilizzabile in un’ampia gamma di missioni marittime, fra cui di supporto alle operazioni delle forze speciali ed anfibie.

CAMCOPTER
Nell’aprile 2012, nel Golfo di La Spezia, è stato sperimentato a bordo di Nave Bersagliere l’impiego del Camcopter S-100.
I risultati delle prove sono stati assolutamente confortanti, tanto da spingere lo Stato Maggiore Marina ad avviare l’acquisizione in leasing di un sistema costituito da due elicotteri a pilotaggio remoto da utilizzare a bordo delle Unità Navali impegnate nei difficili teatri operativi dei giorni nostri, ed in particolare nelle attività antipirateria.

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Testo di Marina Militare
Un ringraziamento speciale a Ugo Crisponi (Aviationgraphic.com) per aver concesso l'utilizzo delle litografie riproducenti i velivoli dell'Aviazione Navale.
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Venerdì 28 giugno, alla presenza del Comandante di Stato Maggiore (CSM) della Marina Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi, del Comandante della Squadra Navale Ammiraglio di Squadra Filippo Maria Foffi e del Comandante delle Forze Aeree Ammiraglio di Divisione Paolo Treu, e con la presenza di autorità civili e militari, si è svolta la cerimonia per celebrare il centenario della costituzione dell’Aviazione Navale.
Il primo a prendere la parola è stato l’attuale Comandante delle Forze Aeree, l’Ammiraglio Treu: “In noi è forte il senso di responsabilità lasciataci in eredità dai nostri avi e che abbiamo il dovere etico ma anche operativo di valorizzare e preservare per il bene della Marina e del paese. Rendo deferente omaggio alla bandiera di guerra delle Forze Aeree della Marina simbolo dei nostri valori identitari e della nostra unione ove splende la Medaglia d’oro al Valor di Marina recentemente concessa dal Presidente della Repubblica cui va la nostra unanime gratitudine. Rivolgo un commosso e corale abbraccio ai caduti dell’Aviazione Navale. Nei nostri cuori arderà sempre la loro immortalità.”.
“Ringrazio le autorità intervenute ed in particolare il CSM della Marina la cui presenza colma di significato questa cerimonia non solo per il prestigio della sua carica. Ammiraglio De Giorgi in lei il personale delle Forze Aeree riconosce un leader dalla ineguagliabile passione per la professione con l’aquila piantata nel petto e l’Aviazione Navale nel cuore capace di osare l’inosabile e di audere sempre. Dal 1° Gennaio 2000 in qualità di primo comandante delle rinnovate Forze Aeree lei mise in opera un’ambiziosa ed epocale riorganizzazione del settore aereo della forza armata. Da quel momento alla flotta fu assicurato il prodotto migliore al miglior prezzo in termini di componenti aeree imbarcate competenti, efficienti ed efficaci. Ammiraglio De Giorgi lei assicurò la massima spinta per catapultare l’aviazione navale in una nuova era e di questo le siamo tutti per sempre infinitamente grati. Al Comandante in Capo della Squadra Navale va il nostro apprezzamento per l’attenzione riservata alle componenti aeree imbarcate ed in particolare all’enfasi rivolta alle capacità dell’aeromobile nella trasformazione net-centrica per un utilizzo condiviso e sinergico delle informazioni e delle capacità operative aspetto cruciale per assicurare il successo nei moderni teatri operativi. Ammiraglio Foffi la sua presenza è per noi tutti un chiaro ed apprezzatissimo segno della vicinanza della Squadra Navale al personale delle Forze Aeree in questa memorabile occasione. Nel mare dei cambiamenti e dell’evoluzione la rotta dell’Aviazione Navale è sempre rimasta invariata puntata sui tradizionali astri di riferimento Amor di Patria, Coraggio, Professionalità, Spirito di abnegazione, Lealtà e Prontezza all’estremo sacrificio quando il dovere chiama. Un ultimo e sincero ringraziamento va al Comandante e maestro Barbagallo che volle cogliere con grande entusiasmo e coinvolgimento la sfida di comporre il nostro inno esprimendo nell’universale e penetrante linguaggio della musica lo spirito e l’identità più veri dell’Aviazione Navale. Ammiraglio De Giorgi confidando nella duplice forza della nostra doppia vocazione che ci unisce al mare e al cielo rinnoviamo di fronte a lei il nostro impegno a lanciare il Cuore oltre l’Ostacolo per spingerci più alto e più oltre cogliendo quel messaggio dell’esortazione agli aviatori di D’Annunzio. W l’Aviazione Navale, W La Marina.”
A seguire è stata la volta del Comandante della Squadra Navale Ammiraglio Foffi:
”La Squadra Navale è qui tutta rappresentata per celebrare il primo secolo di vita della più innovativa delle sue articolazioni operative: L’Aviazione Navale. Una compagine quella degli aviatori navali che è sin dalla sua nascita parte integrante della Squadra Navale, un vero force multiplier. Nei miei oltre 40 anni trascorsi al servizio della Forza Armata ho sempre apprezzato nel personale della componente aeromobile l’audacia, la forte determinazione, l’ammirevole slancio e la totale disponibilità che cent’anni orsono caratterizzarono l’azione dei padri fondatori”.
I loro equipaggi e il personale della componente di volo sono parte fondamentale degli equipaggi delle unità navali con capacità e potenzialità d’intervento di proiezione dal mare e sul mare divenute nel tempo sempre più significative, voglio concludere ricordando gli interventi dell’Aviazione Navale durante le ultime crisi internazionali in ambienti ostili assicurando alla Squadra Navale, sia dal mare che da terra, uno strumento estremamente flessibile, affidabile e pronto; una componente essenziale se non protagonista in ogni intervento della Marina sia in tempo di pace che di guerra, per la sicurezza e la salvaguardia della nazione”.
La parte conclusiva degli interventi è spettata al Comandante di Stato Maggiore Ammiraglio De Giorgi:
“La componente ha conseguito negli anni dei risultati assolutamente incredibili rispetto alla risorse economiche disponibili e rispetto al numero delle persone. Noi siamo in tutto 2.200 uomini e donne distribuiti in tre basi che portano avanti una componente che è di circa 70 mezzi volanti e quindi questi numeri di per se, unitamente allo standard elevatissimo di sicurezza del volo ed allo standard elevatissimo di efficienza operativa e di efficacia operativa della componente, parlano meglio di qualunque discorso. Siamo pochi, siamo coesi, abbiamo una passione fortissima siamo dei marinai del cielo. Abbiamo i valori del marinaio che si uniscono a quelli dell’aviatore e insieme a mio avviso danno vita ad un risultato straordinario.
Ma è evidente che così non si può continuare, parliamo di aerei, di elicotteri, parliamo del personale senza il quale non potremmo fare quello che abbiamo fatto; si è perso molto a partire dalle retribuzioni, agli alloggi, agli arruolamenti e allo status in genere dei marinai, degli ufficiali e dei sottufficiali. Su questo io mi impegno a portare avanti un confronto serrato con tutti coloro che devono decidere per il miglioramento. Senza la flotta non ci sono gli aerei e gli elicotteri, senza la flotta non c’è l’Aviazione di Marina. Noi siamo il sistema d’arma principale della Marina, siamo la Marina oltre l’orizzonte. Avendo un bilancio così ridotto per così lungo tempo noi abbiamo di fronte una perdita drammatica di capacità per il paese, perché abbiamo davanti la scomparsa di più di 50 navi in 10 anni. 30 di queste radiazioni avverranno nei prossimi cinque anni, contro solo 11 navi che entreranno in servizio. Una flotta residua di 20 navi non è una flotta, se consideriamo le manutenzioni e le avarie noi rischiamo di diventare assolutamente irrilevanti come componente operativa del paese. Proprio quando lo scenario globale è assolutamente ed inequivocabilmente marittimo e questo non solo perché da sempre l’Italia vive grazie al mare e la sua sicurezza dipende da quello che accade sul mare, ma perché la prosperità stessa della nazione si basa soprattutto sulla possibilità di avvalersi del mare per l’arrivo dei materiali, per le nostre esportazioni e non solo il mediterraneo ma anche i mari lontani che apparentemente non ci riguardano. Poi però non dobbiamo lasciarci scoraggiare dall’apparente impossibilità di risolvere questo problema così come non si scoraggiarono i nostri ammiragli che ci hanno preceduto negli anni passati. La situazione è simile perché dopo 40 anni stiamo subendo lo stesso tipo di condizione. Negli ultimi 10, 20 anni venti navi sono andate via e dieci sono entrate e quindi siccome la nazione non può accettare di non avere una Marina io sono certo che il popolo italiano e il Parlamento vorranno assolutamente salvare non solo la Marina ma le capacità strategiche marittime nazionali che sono composte anche dai cantieri e da tutte le industrie dell’indotto. Noi abbiamo il dovere di lottare, di lottare non per una corporazione, di lottare per una forza armata ma direi di lottare perché la nostra nazione disponga di ciò che le è indispensabile per la sua sicurezza.”
Fonte Marina Militare via Stefano Monteleone (Aviation Report)
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A corollario del Centenario ci sono stati altri eventi di importanza non secondaria. Il primo è stato l’inaugurazione del Monumento Commemorativo a tutti i caduti dell’Aviazione Navale. Un momento appassionante invece si è avuto con l’intitolazione dell’edificio della sala simulatore AV 8B in memoria del Tenente Severino Fallucchi e della Sala Convegno in memoria del 1° Maresciallo Paolo Di Giuseppe.
Sempre di contorno al Centenario ci sono stati due passaggi di rilevanza storica significativa, il primo passaggio ha sancito il ritiro dal servizio attivo dell’inossidabile SH 3D Sea King dalla linea di volo dell’Aviazione Navale, ricordo che gli ultimi esemplari ancora presenti nell’inventario della Marina erano nella versione NLA (Eliassalto) ed erano in carico al Grupelicot 4 di Grottaglie. L’SH 3D Sea King è un elicottero biturbina medio-pesante sviluppato e costruito dall’americana Sikorsky Aircraft Corporation come naturale evoluzione del monoturbina S 62, esclusivamente progettato per impieghi navali ha effettuato il suo primo volo nel 1959 come XHSS-2, successivamente designato HSS-2 entrò in servizio nel 1961 con la United States Navy, nel 1962 viene cambiata la designazione SH 3A, versione di partenza per un velivolo che negli anni è stato aggiornato e modificato in molte altre versioni.
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100 anniversario aviazione navale image 50L’elicottero è caratterizzato da una fusoliera a forma di scafo che gli permette di ammarare e galleggiare, inoltre per permettere il ricovero sulle navi il Sea King può ripiegare le pale del rotore e la coda per diminuire la superficie e la lunghezza.
In Italia il Sea King è stato costruito su licenza dall’Agusta di Cascina Costa e la versione adottata dalla Marina Militare era allo standard SH 3D. La Marina Militare Italiana ne ha ricevuti 36 originariamente nella versione ASW-ASuW che con l’arrivo del sostituto EH 101 molti esemplari sono stati progressivamente radiati.
Gli SH-3D NLA sono stati equipaggiati con sedili per i piloti corazzati, filtro antisabbia a protezione delle prese d’aria, illuminazione interna ed esterna NVG (Night Vision Goggles) e possono montare due mitragliere brandeggiabili MG 42/59.
L’equipaggiamento comprende inoltre il SIAP (Sistema Integrato di Autoprotezione Passiva) con sensori antimissile e sistema di lancio automatico di falsi bersagli radar (chaffs) e IR (flares). L’elicottero è in grado di trasportare 16 operatori del Reggimento San Marco o delle Forze Speciali.
L’altro passaggio che si è sviluppato durante la giornata è stato il raggiungimento del ragguardevole traguardo delle 100.000 ore di volo compiute dal 4° Gruppo Elicotteri dal giorno della sua costituzione (1 marzo 1976), anche se la data di inizio attività operativa con propri elicotteri risale a partire dal 12 aprile del 1977, più di 36 anni di servizio a favore della popolazione italiana e non solo.
Attualmente il Grupelicot 4 ha in carico una ventina di elicotteri per la maggior parte del modello Agusta Bell AB 212, quasi equamente suddiviso nelle versioni ASW-ASuW (Anti Submarine Warfare – Anti Surface Warfare) e NLA (Nucleo Lotta anfibia). Come tutti i Grupelicot della Forza Aerea Navale anche il 4° è chiamato a concorrere con il proprio personale e i propri mezzi ad integrare le “SEZELICOT” (Sezione elicotteri) dislocate a bordo delle navi.
Foto di Oscar Bernardi
Testo di Marina Militare, Stefano Monteleone (Aviation Report) e Giorgio Ciarini
Giugno 2013
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Venerdì 20 e sabato 21 settembre è andata in scena sulla Stazione Elicotteri di Luni la seconda parte delle celebrazioni per i 100 anni dell’Aviazione Navale.
L’appuntamento di venerdì, svoltosi in forma privata, ha visto il succedersi di tre distinti momenti, il primo dedicato alla celebrazione dell’importante anniversario; il secondo, molto toccante, per l’intitolazione del Centro di Addestramento Ammaraggio Forzato alla memoria del Capitano di Corvetta Vincenzo Simonini; mentre la fase conclusiva della giornata è stata rappresentata dall’inaugurazione del monumento commemorativo dedicato ai Caduti dell’Aviazione Navale.
Per la giornata di sabato è stata invece programmata l’apertura della Stazione Elicotteri al pubblico.
Venerdì mattina con l’ingresso della Bandiera di Guerra della Marina Militare seguita dal Comandante delle Forze Aeree Contrammiraglio Giorgio Gomma e dal Comandante della Stazione Elicotteri Capitano di Vascello Stefano Dell’Alba, all’interno del grande hangar che solitamente ospita gli elicotteri del 5° Gruppo Elicotteri, si è di fatto iniziato il cerimoniale. Il saluto allo schieramento ed agli ospiti è stato portato dal Comandante Dell’Alba che nel suo intervento ha ripercorso questi memorabili cent’anni di storia dell’Aviazione Navale.
Il secondo intervento è stato svolto dal neo Comandante delle Forze Aeree (COMFORAER) Contrammiraglio Giorgio Gomma, a titolo informativo il C.A. Gomma è appena subentrato nell’incarico al posto dell’Ammiraglio di Divisione Paolo Treu.
“Non più di una settimana fa’ assumevo l’incarico di Comandante delle Forze Aeree e Capo del 6° Reparto Aeromobili dello Stato Maggiore Marina. Un incarico prestigioso che mi pone al timone di una Componente di uomini e donne ispirati e animati dalla passione per il mare e per il volo.
Oggi, ho il privilegio e l’onore di presenziare alla celebrazione del Centenario dell’Aviazione Navale, ho l’onore di ricordare i cento anni della nostra storia.
Rendo rispettoso omaggio alla Bandiera di Guerra delle Forze Aeree della Marina, simbolo dei nostri valori identitari della nostra unione, decorata dalla Medaglia d’Oro al Valor di Marina, medaglia concessa dal Presidente della Repubblica in occasione della festa della Marina il 10 giugno scorso a Roma.
Saluto e ringrazio le autorità civili, religiose e militari, i gentilissimi ospiti e i colleghi intervenuti per l’occasione.
Oggi, il mio primo pensiero va a tutti i caduti dell’Aviazione Navale, va a tutti quegli uomini che già a partire dai primi anni del ‘900 si avventuravano con audacia verso le prime macchine volanti, ponendo le basi della nostra gloriosa storia; il mio cuore è vicino a tutti coloro che in cento anni di storia si sono immolati in missioni di guerra e nell’adempimento del proprio dovere.
A memoria del Loro generoso sacrificio, oggi inaugureremo un monumento ed intitoleremo al Capitano di Corvetta Vincenzo Simonini il “Centro di addestramento all’ammaraggio forzato” dove il nostro amico Vincenzo è venuto recentemente a mancare, mentre operava in sostegno al personale di addestramento. Saluto con affetto i familiari del nostro collega che oggi sono qui con noi per questa importante celebrazione.
Che il sacrificio di questi uomini sia di perenne esempio per le attuali e future generazioni delle Forze Aeree della Marina Militare.
Rivolgo un riconoscente saluto al personale non più in servizio: a quanti vissero i difficilissimi anni della ricostruzione, che videro la Marina riappropriarsi gradualmente delle proprie capacità aeree in risposta delle durissime lezioni apprese nel corso della seconda Guerra Mondiale; a quanti hanno contribuito allo straordinario sviluppo tecnologico ed operativo dello strumento aereo della Marina, attraverso un crescendo di macchine sempre più avanzate e sofisticate.
Cento anni di straordinari progressi, di grande innovazione tecnologica, ma sempre con il faro puntato sui valori di riferimento tradizionali: l’amore per la Patria, il coraggio, lo spirito di abnegazione, la lealtà, l’onore e la prontezza all’estremo sacrificio.
Valori e ideali nobilissimi che fanno parte del codice genetico di tutti noi, uomini e donne delle Forze Aeree, uniti da una doppia vocazione, per il mare e per il volo, sempre pronti ad affrontare con il cuore oltre l’ostacolo tutte le sfide che il futuro vorrà riservarci.
Con il cuore oltre l’ostacolo, questo è il nostro motto ispiratore, ed è così che abbiamo voluto intitolare l’inno delle Forze Aeree della Marina.
L’inno, composto dal Comandante e maestro Antonio Barbagallo che ringrazio a nome di tutta la Componente, interpreta attraverso il penetrante linguaggio della musica, lo spirito e l’identità più vera dell’Aviazione Navale.
E vorrei concludere il mio intervento proprio con l’esecuzione del nostro inno, quale auspicio per altri cento anni di storia gloriosa.”
Viva l’Aviazione Navale. Viva la Marina.
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La seconda parte della mattinata è stata la più toccante, alla presenza dei famigliari del Capitano di Corvetta Vincenzo Simonini, il Contrammiraglio Gomma, in un intervento molto commovente ha ricordato lo sfortunato collega deceduto il 19 aprile del 2012 durante un esercitazione di simulazione di ammaraggio con l’Helo Dunker. Simonini era in forza alla base militare di Luni come Istruttore delle procedure di sicurezza sul nuovo elicottero NH 90, durante un’immersione di routine nella vasca del Centro Ammaraggio è stato vittima di una morte improvvisa a cui nemmeno il pronto intervento del personale medico ha evitato il peggio. Alla presenza del Cappellano militare, è stata scoperta la targa che riporta l’intitolazione della struttura a Simonini.
Di seguito la lettura delle motivazioni:
“Ufficiale di eccezionali qualità umane e doti professionali, iniziava la sua carriera in Marina conseguendo le impegnative qualifiche di sommozzatore e palombaro, operando successivamente a bordo di Nave Anteo in tali peculiari specializzazioni. Più avanti nella carriera, coniugando alla iniziale passione per il mare anche quella per il volo, conseguiva il brevetto di Pilota Militare ed entrava a far parte dei Reparti Aerei della Marina Militare.
Aviatore Navale animato da inesauribile determinazione e passione per la professione emergeva quale Capo Equipaggio brillante, estremamente capace ed assolutamente scrupoloso.
Nella sua attività da Pilota imbarcato, esprimeva costantemente eccellenti risultati ed elevatissima professionalità a bordo delle Unità della Squadra Navale, partecipando alle principali operazioni degli ultimi anni, tra cui “Enduring Freedom” e “Unified Protector”. In ogni circostanza si prodigava per fornire un supporto di primissimo livello alle attività del Comando di appartenenza, riscuotendo unanime plauso da parte dei suoi superiori e colleghi.
Dal 2010 in forza al Quinto Gruppo Elicotteri, si rendeva particolarmente utile nella delicata fase di ingresso in linea del nuovo elicottero SH 90, dimostrando qualità non facilmente riscontrabili fra i parigrado.
Per l’ammirevole opera svolta, la straordinaria e leale dedizione al servizio, a perenne esempio per le future generazioni di Ufficiali e Piloti della Marina Militare, al CC Pil.E.r.s. Vincenzo SIMONINI viene intitolato, il Centro di addestramento all’ammaraggio forzato sito all’interno della Stazione Elicotteri di Luni, presso il quale venne peraltro a mancare, mentre si accingeva a dare sostegno al personale in addestramento”.
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La parte finale della mattinata si è svolta nella parte antistante il Comando della Stazione Elicotteri dove è stato eretto il Monumento ai caduti dell’Aviazione Navale.

Descrizione Monumento
“Sfogliature in metallo con fioritura ossidata che simboleggiano il mare ma anche le pagine della vita. Fogli tagliati in maniera irregolare a significare l’imprevedibilità della vita e l’evanescenza del ricordo di chi ci ha lasciato.
La sfogliatura a scalare verso l’alto simboleggia l’elevazione dei nostri sentimenti verso chi ha dato la sua vita per la patria.
Il ricciolo della sfogliatura in basso è colorato di rosso a simboleggiare la passione degli Aviatori della Marina che si sono immolati versando, con generosità, il loro sangue per la patria. Il rosso è anche il colore con il quale si rimarca qualcosa di significativo ed importante.
La scelta del ferro, quale materiale primario per questo monumento, simboleggia il legame indissolubile tra le Forze Aeree della Marina e le Unità Navali. Il marmo bianco della lapide rappresenta invece la nobiltà e purezza d’animo dei nostri eroi i cui nomi sono vergati, ad imperitura memoria, in modo indelebile sulla lapide e nei nostri cuori”.

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Per terminare la giornata gli ospiti ed i militari presenti sono stati invitati presso il circolo ufficiali per ammirare la Mostra Storica curata dal Capitano di Fregata Gianluca Arlotta e dal 1° Mll.o Luigi Casotto dove, in un percorso storico costellato di modellini, fotografie, cimeli e documenti è stata ricostruita la successione degli avvenimenti della storia dell’Aviazione Navale, dalle origini ai giorni nostri con un salto nel futuro. La mostra si apre con la descrizione del “Logo del Centenario” e la storia del primo pilota “TV Mario Calderara”. L’esposizione era rappresentata in tre sale tematiche: sala n°1 “Con il sale sulle ali”, sala n°2 “Gli eroi ed i personaggi illustri”, sala n°3 “Dalle origini al futuro”.
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L'autore desidera ringraziare il C.A. Giorgio Gomma, il C.V. Stefano Dell'Alba, il C.F. Giuseppe De Luisa
e l'Ufficio Stampa del Comando di Stato Maggiore della Marina Militare (Roma).
Foto e testo di Giorgio Ciarini
Settembre 2013
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Venerdì 11, nell’ambito delle manifestazioni indette per il Centenario dell’Aviazione Navale, MARISTAELI Catania, alla presenza del COMFORAER, Contrammiraglio Giorgio Gomma, nonché di autorità militari, civili e religiose ha festeggiato cinquant’anni di servizio.
La cerimonia ha visto l’intitolazione dell’hangar del 2° Gruppo Elicotteri al Sottocapo Davide Di Cara, deceduto nel dicembre 2009, e l’inaugurazione del monumento che ricorda quanti hanno sacrificato la vita, in guerra ed in pace, nei ranghi della Specialità; questo è composto dal trave di coda di un AB 212, alla cui estremità si trova l’impennaggio verticale di un idrovolante M5, davanti al quale sorgono due lastre in pietra una delle quali riporta il motto dell’Aviazione Navale “Sufficit Animus” Basta il Coraggio, posteriormente al tutto è collocata una lapide recante i nomi dei caduti.
Nel contesto, editi un volume e la patch dedicati al Cinquantennale.
Sabato 12 ottobre, MariSTAeli Catania è stata aperta alla cittadinanza che ne ha visitato le aree addestrative e di formazione, la statica di elicotteri AB 212, SH 90 ed EH 101 (presente anche un AB 412 della Guardia Costiera) e la mostra storica di modelli aerei e navali ma anche di oggetti ed immagini inerenti l’Aviazione Navale assistendo, per di più, a dimostrazioni di ammaraggio forzato presso la struttura Dilbert Dunker; nell’occasione presente uno stand divulgativo della Marina Militare.
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Gli autori desiderano ringraziare il C.V. Andrea Cottini, il C.F. Daniele Frigoli e il T.V. Daniela Giordano
Foto di Gianni Scuderi e Raffaele Fusilli
Testo di Raffaele Fusilli
Ottobre 2013

 

English translation

work in progress