black eagles aerobatic team titolo
black eagles aerobatic team image 1
black eagles aerobatic team image 2Quello che ha reso particolarmente allettante il Singapore Air Show 2014 sono stati i programmi acrobatici di singoli velivoli ( F 16 USAF e F/A 18 australiano) e la presenza di tre Pattuglie, quella nazionale dei Black Knight, la Pattuglia indonesiana Jupiter e quella sudcoreana dei Black Eagles. Proprio a quest’ultima, dopo esserci occupati dei Black Knights, dedichiamo una scheda, ripercorrendone le tappe salienti.
La Pattuglia non è molto conosciuta dagli appassionati europei poiché la loro unica esibizione europea risale al 2012, in Inghilterra, al Waddington International Air Show, riscuotendo un grande successo, culminato con l’assegnazione del Boeing Trophy e del King Hussein Memorial Sword, nell’ambito dell’Air Tatoo, come miglior Team acrobatico.
Nel corso della mia visita a Singapore, ho avuto modo di conoscere i suoi piloti e assistere a due loro esibizioni, rimanendone veramente conquistato: gli otto velivoli, gli eccellenti T-50 Golden Eagle, supersonici e di progettazione e costruzione coreana, svolgono un serratissimo e lungo programma (25 figure) quasi totalmente in gruppo, lasciandone alcune ai due solisti come quella molto suggestiva, che riproduce il simbolo nazionale coreano. Formazioni serrate, manovre di congiungimento senza sbavature, una eccellente fluidità di esecuzione fanno dell’intera esibizione un esempio di eleganza, insomma, una Pattuglia che meriterebbe una lunga trasferta europea per raccogliere meritati successi e il suo inserimento tra le pattuglie migliori del mondo. Ma ripercorriamone la storia.
La Republic of Korea Air Force comincia ad avere un primo Team acrobatico nel lontano 1953, con quattro F 51 Mustang, che opera durante cerimonie e anniversari nazionali. Nel 1956 i Mustang’s vengono sostituiti dai T 33A Shooting Star e nel 1959, col nome di “Blue Sabre” operano con quattro F 86E Sabre per otto anni prima di terminare le loro esibizioni. Nel 1967 si ricompone una nuova Pattuglia, per la prima volta denominata “Black Eagles” che si propone con sette F 5A. Con i Freedom Fighter opera due anni fino al 1969, sospendendo le esibizioni dal 1970 al 1972 e riprendendole dal 1973 con l’RF 5A, fino al 1978, anno in cui la Pattuglia cessa le attività.
I Black Eagles, come Pattuglia stabile, si ripresentano nel 1994, operando con sei Cessna A 37B, nell’ambito del 238° Fighter Wing che incorpora l’8° Fighter Wing. Nel 1999 la Pattuglia diventa finalmente autonoma e acquisisce la denominazione di 239th Aerobatic Flight Squadron.
Si esibiscono fino al 2007 cessando l’attività per la transizione sul nuovo velivolo T-50, diventando in pratica, il biglietto da visita dell’industria aerospaziale nazionale. La transizione ai nuovi velivoli è velocissima tanto da anticipare di un anno il programmato inizio delle esibizioni. Infatti il 23 settembre del 2009, in occasione del 60° anniversario della fondazione della Republic of Korea Air Force, è pronta ad esibirsi a Seoul. Un’altra data importante nella storia della Pattuglia, è il 1° Aprile del 2013, quando i Black Eagles diventano indipendenti acquisendo la denominazione di 53° Air Demonstration Group e sotto il diretto controllo dello Stato Maggiore dell’Aeronautica sudcoreana. La loro base operativa rimane a Wonju, nella provincia di Gangwon.
Lo schema di colorazione è in nero con fregi in bianco e giallo, la parte inferiore assomiglia molto allo schema adottato dai “Thunderbirds”. Come abbiamo detto i velivoli in uso sono i T 50, ma quelli della Pattuglia hanno alcune varianti rispetto alla variante tradizionale: un generatore di fumo autonomo, che fornisce una densissima traccia bianca, molto coreografica (viene ottenuta bruciando gasolio e olio) alcune camere fotografiche per registrare i voli e visionarli al de-briefing, ed hanno a disposizione anche una tank per creare un scia colorata in rosso e blu. Inoltre l’estremità alare ha luci ad alta visibilità, utile per il volo in formazione.
Nella storia della Pattuglia bisogna annoverare purtroppo anche tre incidenti (1998, 2006, 2012) in cui hanno perso sfortunatamente la vita tre piloti.
Annualmente i piloti si recano presso i colleghi di altre Pattuglie Acrobatiche nel corso di Technical Exchanges, ultimi dei quali con la Turk Yildizlari (Turkish Stars) e le Frecce Tricolori con le quali, per loro stessa ammissione, intrattengono strette relazioni ricevendo eccellenti suggerimenti. Ci auguriamo sinceramente di ammirarla in Italia in un prossimo futuro!
black eagles aerobatic team image 3
black eagles aerobatic team image 4
black eagles aerobatic team image 5
black eagles aerobatic team image 6
black eagles aerobatic team image 7
black eagles aerobatic team image 8
black eagles aerobatic team image 9 black eagles aerobatic team image 10 black eagles aerobatic team image 11 black eagles aerobatic team image 12 black eagles aerobatic team image 13
black eagles aerobatic team image 14 black eagles aerobatic team image 15 black eagles aerobatic team image 16 black eagles aerobatic team image 17 black eagles aerobatic team image 18
black eagles aerobatic team image 19 black eagles aerobatic team image 20 black eagles aerobatic team image 21
L'autore desidera ringraziare tutti i componenti della Pattuglia Acrobatica / the author would like to thank all the members of the Aerobatic Team Black Eagles
Foto di / images by Carlo A.G. Tripodi e / and Republic of Korea Air Force
Testo di / text by Carlo Armando Gaetano Tripodi
Febbraio / February 2014

 

English translation

work in progress