brazilian navy titolo
Nel 1999 non ci sfuggì la notizia che il Brasile aveva acquistato 20 Douglas A 4KU e tre biposto TA 4KU, al prezzo di 70 milioni di dollari, dalla Kuwait Air Force (Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Kuwaytiyya), scegliendo tra i velivoli meno usati e in ottime condizioni.
I velivoli infatti avevano in media solo 1.000 ore di volo ed erano l’ultima versione dello Skyhawk, il massimo della tecnologia che la macchina della Douglas potesse ancora dare.
La Marina brasiliana avrebbe così potuto finalmente imbarcare due Gruppi di Volo dotati di aviogetti sulla portaerei “Minas Gerais”, ponendo fine ad anni di sudditanza nei confronti della Forza Aerea (FAB - Força Aérea Brasileira), la sola, che per un decreto presidenziale del gennaio 1965 e finalmente abrogato, poteva operare velivoli ad ala fissa.
Focalizzammo la nostra visita fotografica sulla base aerea di Sao Pedro da Aldeia, un centinaio di chilometri a nord-est di Rio de Janeiro e decidemmo così di raggiungere quella base della Marina brasiliana, ovviamente non prima di avere ottenuto l’autorizzazione dal Comando dell’Aviazione di Marina del paese latinoamericano.
Giunti a destinazione notammo subito gli Skyhawk sparsi per la base, ben visibili per la livrea di tipo desertico della Kuwait Air Force, che contrastava con il verde della vegetazione locale.
Al momento una sola macchina, con il codice N-1001, sfoggiava i colori della Marina brasiliana.
brazilian navy image 11 brazilian navy image 12
Un lavoro di rimodernamento attendeva tutti i velivoli, che avrebbero assunto i codici da N-1001 a N-1023. Gli Skyhawk presenti a Sao Pedro da Aldeida, dopo il trasferimento via nave, erano già nelle mani dei meccanici che prendevano confidenza con le macchine, a cominciare dall’armamento, i cannoni da 20mm ed i missili aria-aria AIM-9.
I piloti invece come ci disse Andrade Marcondes, l’allora Comandante del reparto VF-1 a cui erano destinati gli A 4, erano altrove ad addestrarsi, alcuni in Argentina per svolgere un corso basico sugli Aermacchi MB 326, altri per un corso più avanzato alla Naval Air Station Meridian, sede del VT-7, che operava appunto degli Skyhawk biposto della Marina statunitense.
Due anni dopo la nostra visita, nel gennaio 2001, sarebbe avvenuto l’appontaggio di un A 4 sulla portaerei “Minas Gerais”, prima volta assoluta per un jet nella storia della Marina del Brasile. L’aggiornamento degli A 4 venne completato tutto in Brasile.
La “Minas Gerais” (A11), al tempo decisamente obsoleta, è stata poi sostituita nel 2003 dalla “Foch”, acquisita dalla Francia diventando la A12 “Sao Paulo”.
brazilian navy image 13
brazilian navy image 14
La visita alla base aeronavale di Sao Pedro ci consentì di riprendere anche altri velivoli della Marina brasiliana; la locale BAeNSPA faceva revisioni fino alle 500 ore di volo a sei tipi di elicotteri in servizio.
Cominciammo con i Sea King; i quattro AS 3D, acquisiti dall’Agusta nel 1985 (N3013-N3016), che si erano aggiunti ai sei S 61D provenienti dalla US Navy (N-3007 /N-3012), in seguito portati allo standard più aggiornato degli elicotteri di produzione italiana.
Il reparto, l’HS-1 (Primeiro Esquadrão de Helicópteros Anti-Submarino) “Guerreiro” attendeva allora la consegna di ulteriori sei macchine appena acquistate di seconda mano dalla Marina americana (N-3017, N-3019, N-3029, N-3031).
I Sea King brasiliani, che normalmente operavano dalla “Minas Gerais” (A11) erano imbarcati anche su navi da sbarco come la Ceara (G30) o la Rio de Janeiro (G31).
brazilian navy image 5
brazilian navy image 6
Ma la vera novità di quei tempi, si incontrava al reparto di elicotteri da attacco HA-1 (Primeiro Esquadrão de Helicópteros de Esclarecimento e Ataque Ant-Submarino) “Lince”, dove si potevano ammirare i nuovi Westland WG-13 Mk21A Super Lynx, da poco entrati in servizio, erano dotati del radar SMA/APS75 per il lancio a 360 gradi dei missili “Sea Skua”, come evidenziava la forma rotondeggiante del radome posto sotto il muso, erano imbarcati sulle fregate della classe “Niteroi”.
brazilian navy image 1
brazilian navy image 2
Al Reparto HU-1 (Primeiro Esquadrão de Helicópteros de Emprego Geral) “Aguia” operavano i monomotore Helibras HB350BA (UH-12) che nell’impiego puramente bellico fornivano la copertura, con mitragliatrici e lanciarazzi, ai Super Puma durante le missioni di sbarco truppe.
Erano però anche usati dalla Marina brasiliana nei compiti più disparati, dalla ricognizione all’assistenza ai fari; erano imbarcati sulle navi oceanografiche Sirius (H21) e Canopus (H22).
Gradita sorpresa fu trovare un HB350 appena tornato dalla missione PROANTAR, durante la quale aveva operato dalla nave Ary Rongel, infatti sfoggiava la vistosa colorazione ad alta visibilità definita antartica.
brazilian navy image 7
brazilian navy image 8
Sotto l’insegna del cavallo alato, i biturbina AS332F1 Super Puma dell’HU-2 (Segunda Esquadrão de Helicópteros Emprego Geral) “Pégaso”, espletavano il compito del trasporto truppe, in grado di trasportare 18 fanti di marina con equipaggiamento completo o elementi delle truppe speciali, qui denominate GERR, gli equivalenti dei NAVY SEALS nordamericani.
brazilian navy image 9
brazilian navy image 10
Ultima meta della nostra visita fu il reparto scuola HI-1 (Primeiro Esquadrão de Helicópteros de Instrução) “Garca”, che utilizzava il Bell 206B su cui gli allievi effettuavano 10 corsi teorico pratici, contrassegnati da lettere dell’alfabeto greco, che in circa 120 ore di volo li portavano dalle prime manovre di pilotaggio di una macchina ad ala rotante fino a missioni di tiro aria-terra nel vicino poligono.
brazilian navy image 3
brazilian navy image 4
Le macchine preservate presso la base erano un Tiger Moth ed un Pilatus P3, velivoli in servizio presso la Forza Aerea Navale prima del famigerato decreto del 1965 che metteva il bando all’ala fissa nella Marina del Brasile. Infatti anche i Grumman S2E “Tracker” furono per questo motivo in linea con la FAB e non come più logico con l’Aviazione di Marina.
brazilian navy image 15 brazilian navy image 16

Foto e testo di / images and text by Elio Viroli e / and Stenio Bacciocchi

Marzo / March 1999

English translation

work in progress