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Con questo articolo scritto dal Colonnello Enrico Garettini volevo portare all’attenzione dei miei lettori un problema specifico che avviene nel mondo dell’aeronautica e che grazie alla dedizione di personale specializzato si risolve senza aggravanti.

 

“Che fine fanno gli inconvenienti di volo?”


E’ una domanda che tutti noi ci siamo fatti. Il riporto degli eventi che possono rappresentare un pericolo per la condotta in sicurezza del volo è ormai una parte integrante del nostro modo di fare, della nostra cultura aeronautica. Vogliamo condividere un’esperienza negativa con altri in modo che possano imparare da quanto ci è successo (la maggior parte degli inconvenienti sono a fattore umano, quindi si può veramente parlare di “imparare dai propri errori”). L’inconveniente di volo è fondamentalmente una forma di comunicazione. Altre volte, però gli inconvenienti prendono una strada diversa, grazie anche all’intraprendenza, lungimiranza e dedizione che caratterizzano il personale dell’Aeronautica Militare. A metà del 2005 sono stati introdotti in linea i primi SF 260EA: velivoli nuovi, con avionica aggiornata, più rispondenti alle necessità addestrative dei nuovi programmi delle scuole di volo dell’AM. Subito ci si chiese: “Ma perchè non li hanno dipinti di arancione, come i vecchi SF 260AM ?”. La domanda era pertinente, perché ormai si pensava che la colorazione arancione fosse una caratteristica distintiva dei velivoli destinati alle scuole di volo per l’addestramento basico. I vecchi velivoli P 148, MB 326 e SF 260AM erano completamente arancioni. Il velivolo MB 339A (tranne un breve periodo con la livrea bianco e rossa, affettuosamente detta “marlboro”), il G 91T e l’MB 339CD, essendo utilizzati per l’addestramento avanzato hanno, o avevano, solo le estremità di color arancione. In effetti qualche perplessità sulla nuova colorazione era sorta pure a noi della Sicurezza Volo. Gia nel 2003, quando si stava portando avanti il progetto SF 260EA, alla richiesta di un parere sulla colorazione grigia a bassa visibilità che la ditta costruttrice aveva proposto ci esprimemmo negativamente; il commento era stato poi recepito colorando solamente una fascia arancione sui lati esterni delle tip. Bene, queste erano le perplessità, i dubbi del personale coinvolto nell’introduzione del nuovo SF 260EA (almeno sull’aspetto della colorazione).
I fatti, in effetti, hanno concretizzato questi dubbi. Dal 2006 ai nostri giorni, ci sono state numerose occasioni in cui la particolare colorazione “low visibility” ha funzionato cosi bene da creare dei problemi nell’applicazione pratica del concetto “see and avoid” per risolvere i conflitti di traffico. Teniamo ben presente che questi velivoli sono destinati all’addestramento basico, vengono pilotati da allievi con poca esperienza (la prima uscita da solista è prevista alla 19ma sortita del programma per il conseguimento del Brevetto di Pilota di Aeroplano).
Gli allievi non hanno ancora sviluppato una buona tecnica di “scanning” per osservare lo spazio aereo circostante al velivolo; non hanno ancora una Situational Awareness pienamente acquisita tale, da consentirgli di crearsi uno schema mentale della posizione relativa degli altri traffici ascoltando le chiamate radio.
I dati elencati sotto sono gli inconvenienti di volo riportati riguardanti la difficoltà di acquisizione visiva del nuovo velivolo:
- 12 settembre 2006; quota 1.350 ft, visibilità +10Km, conflitto di traffico con altro SF 260EA;
- 11 gennaio 2007; quota 1.500 ft, visibilità 6Km, conflitto di traffico con altro SF 260EA;
- 22 febbraio 2007; quota 1.000 ft, visibilità +10Km, conflitto di traffico con MB 339A.
Il personale del 70° Stormo, forte della propria esperienza in campo addestrativo (gli allievi avevano difficoltà ad acquisire i traffici in circuito) e supportato dagli inconvenienti segnalati (la proposta è partita dall’inconveniente del 12 settembre del 2006, particolarmente serio ed allegato alla richiesta di modifica), ha proposto una variante alla colorazione dell’SF 260EA al proprio Alto Comando.
Tale proposta conteneva anche delle considerazioni su quanto fatto in proposito da altre nazioni. In particolare, la livrea del velivolo americano T 6 Texan II (destinato all’addestramento basico) ha due colori, blu scuro e bianco, in forte contrasto tra loro e con lo sfondo grigio-azzurro del cielo. Studi recenti effettuati dalla Royal Air Force, hanno evidenziato che il nero è il colore più visibile nel contesto della ricerca visiva dei traffici aerei e di conseguenza hanno modificato la colorazione dei loro velivoli destinati all’addestramento basico. Qualche anno fà, in via sperimentale, alcuni aerei AMX erano stati dipinti con ampie zone nere per aumentare la visibilità da parte dell’avifauna e diminuire cosi la probabilità di bird strike. La proposta è stata accolta dal Comando Scuole, che ha autorizzato ad inoltrare una PMR (Proposta di Modifica di Reparto) al Comando Logistico, con la colorazione che si può vedere nei disegni originali di seguito.

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La proposta è stata successivamente inviata, con parere positivo da parte del Comando Logistico, alla Direzione Centrale degli Armamenti Aerei, titolata ad emettere modifiche in merito in quanto comportano la variazione della configurazione velivolo coperta dal Certificato di Omologazione di tipo Aeromobile (aeronavigabilità).
Per agevolare la comprensione da parte dei lettori del problema vi proponiamo delle foto con dei velivoli SF 260EA sia con la colorazione completamente grigia sia con la colorazione modificata per poter vedere la sostanziale differenza.
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Riassumendo, come avete potuto vedere viene confermata l’utilità delle segnalazioni di inconveniente ai fini di prevenzione nel campo della Sicurezza Volo. Spesso sono degli eventi particolarmente significativi, o una serie di eventi di minore importanza che però indicano una tendenza, che innescano il processo di “cambiamento” (se vi ricordate “fare” prevenzione significa “cambiare”, altrimenti ci dobbiamo accontentare, se va bene, dello status quo). Il cambiamento viene molto spesso rilevato dagli enti locali, prima ancora che dagli enti centrali. A volte la segnalazione è il culmine di una serie di micro-discrepanze o sensazioni di qualcosa che non funziona come dovrebbe. Chi lavora in prima linea è pienamente cosciente della frequenza di queste piccole discrepanze e del fatto che possano o meno costituire un pericolo per la loro attività. Questo riportato è un buon esempio di come si possa innescare il “cambiamento” a partire dai reparti periferici.
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L'autore desidera ringraziare il Col. Magazzino, il Col. Garettini, il Ten. Col. Savo, il Magg. La Montagna,
il Magg. Cati e il Ten. Rinaldi
The author would like to thanks the Col. Magazzino, the Col. Garettini, The Lt.Col. Savo, the Maj. la Montagna,
the Maj Cati and the Lt. Rinaldi
Testo del / text by Col. Enrico Garettini
Foto di / images by Giorgio Ciarini
Settembre / September 2009

 

English translation

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