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Sottotenente
 
 
Pilota
 
 
M.O.V.M
 
 
Carlo Negri
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Il 61° Stormo è intitolato alla MOVM (Medaglia d’Oro al Valor Militare) Sottotenente A.A.r.n. Pil. Carlo Negri, nato a Genova il 26 settembre del 1919. Nonostante la chiamata alle armi nel 1939, viene ammesso in ritardo al servizio militare in quanto iscritto al quarto anno di ingegneria industriale all’Università di Milano. Di sua volontà invece, nel pieno svolgimento della Seconda Guerra Mondiale (22 luglio 1941), interrompe gli studi per arruolarsi in Aeronautica. Già in possesso del Brevetto di Pilota Civile viene inviato presso il Centro Istruzione Reclute di Orvieto dov’è nominato Primo Aviere Ufficiale Pilota, cinque mesi dopo transita invece alla Scuola di Pilotaggio di Pistoia e il 15 ottobre del 1942, ottiene il brevetto di Pilota d’aeroplano su Ro 41.
Il 7 novembre è trasferito invece alla Scuola di Pilotaggio di 2° Periodo di Castiglion del Lago dove ottiene la promozione a Sergente, successivamente è la volta del passaggio alla Scuola di Pilotaggio di Gorizia.
Gli eventi dell’8 settembre del 1943 lo sorpresero in quel di Gioia del Colle, dove era dislocato con il suo Reparto, all’indomani gli fu ordinato dal suo Comandante di spostarsi sul campo di Galatina, da dove intraprese una serie di missioni tra cui quella che gli risultò fatale. Il 21 settembre si offrì ancora una volta volontario per una missione particolarmente rischiosa a bordo del suo Macchi MC.200, lanciare un messaggio agli italiani accampati nei pressi del campo sotto assedio dei tedeschi, lo scopo della missione era quella di stabilire un collegamento che consentisse di inviare dei soccorsi.
Invano Negri fece alcuni passaggi nel tentativo di scorgere i commilitoni, nonostante il fuoco nemico si abbassò ulteriormente e qui venne colpito dalla contraerea nemica, con il velivolo danneggiato invece di allontanarsi decise di atterrare per consegnare di persona il messaggio ad un soldato italiano accorso nei pressi, purtroppo per lui sopraggiunsero anche dei soldati tedeschi che lo catturarono, due giorni dopo venne barbaramente fucilato. Per il gesto eroico gli venne concessa la Medaglia d’Oro, la prima attribuita a personale dell’Aeronautica per la Guerra di Liberazione.
Il 61° Stormo dipende dal Comando delle Scuole inserito nella 3^ Regione Aerea di Bari, il suo ordinamento è quello standard rispetto a tutti gli altri Stormi di Forza Armata.
La missione del 61° Stormo è quella di provvedere alla formazione per il conseguimento del Brevetto di Pilota Militare degli allievi piloti dell'Aeronautica Militare e di altre FF.AA., nonché alla formazione pre-operativa del personale navigante italiano e dei paesi alleati e amici.
Inoltre il 61° Stormo concorre, con i propri assetti, all'attività operativa della Forza Armata secondo le modalità richieste.
In particolare, lo Stormo assolve ai suoi compiti istituzionale tramite:
- il 213° Gruppo Volo, che provvede alla formazione dei nuovi piloti militari ed al rilascio della licenza di pilota commerciale, su velivolo MB 339A;
- il 212° Gruppo Volo, che fornisce l'addestramento pre-operativo ai piloti e navigatori destinati alle linee aerotattiche (Tornado, Amx, F 16, EF 2000) e concorre alle operazioni di difesa aerea nazionale nel ruolo SMI (Slow Mover Interceptor) con l’MB 339CD
- il 214° Gruppo Istruzione Professionale, che forma gli istruttori
destinati alla linea MB 339A e rilascia l'abilitazione per i “339 Alpha” e per i “Charlie Delta”.
I criteri fondamentali della formazione degli equipaggi di volo sono in aderenza ai programmi impartiti dal Comando delle Scuole e nel rispetto delle direttive impartite dallo Stato Maggiore.
Invito il lettore a prendere visione delle sezione dedicate ai Gruppi di Volo, dove i precedenti punti sono sviluppati in modo accurato e dettagliato per una sicura e facile comprensione del ruolo istituzionale cui è deputato il 61° Stormo.
Pur essendo a tutti gli effetti la Scuola nella quale i piloti militari coronano il sogno di vedersi appuntare al petto l’Aquila Turrita (simbolo del Pilota Militare), il 61° Stormo ha partecipato con i propri equipaggi e velivoli a tutti gli eventi nazionali di rilievo dove era necessario garantire la sicurezza dello Spazio Aereo, inoltre i “339” non sono mai mancati alle più importanti esercitazioni svolte sia in Italia che all’estero, tutto questo in perfetta sinergia rispettando il ruolo primario di Scuola di Volo.
Ovviamente il 61° Stormo è un insieme di reparti indispensabili per il buon funzionamento del reparto stesso, tra cui certamente i due Gruppi di Volo il 212°e il 213°, il 214° Gruppo Istruzione Professionale, ma anche il 461° STO (Servizio Tecnico Operativo), il 561° SLO (Servizio Logistico Operativo), mentre per quanto riguarda il servizio tecnico è presente il Gruppo Efficienza Aeromobili, passando poi per il Servizio Amministrativo, il Gruppo Difesa, l’Infermeria di Corpo e il Servizio Locale di Prevenzione e Protezione, infine il CITS (Centro Interforze di Telerilevamento Satellitare).
Inoltre il 61° Stormo svolge le funzioni di presidio Aeronautico e Circoscrizione Aeroportuale delle province di Lecce e Brindisi, in particolar modo verso enti come il 10° RMV (Reparto Manutenzione Velivoli), per chi volesse scoprire a fondo questo importante ente tecnico/manutentivo lo invito a leggere il mio articolo tramite il seguente link: 10° RMV.
Le attività di supporto logistico e amministrativo sono rivolte anche verso alcuni enti presenti sull’Aeroporto di Brindisi come il Distaccamento Aeroportuale oppure l’84° Centro SAR.
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Per ricordare alle nuove generazioni l’opera di tutti quegli aviatori che nel tempo si sono alternati sulla base di Galatina, fu eretta una stele centrale e dice: “Da questo campo i superstiti Reparti compirono il miracolo che portò alla rinascita dell’Aeronautica Militare italiana”.
Sull’apice della stele sono rappresentati i simboli e gli stemmi dei Reparti autorizzati ad operare dopo l’8 settembre 1943.
L’elica che avvolge la stele è stata messa in un secondo tempo, essa costituisce il simbolo dell’arco luminoso e ideale che ha unito i piloti del Carso e del Montebello a quelli delle generazioni successive, fino agli aviatori di oggi. Sull’elicoide sono rappresentati, in metallo, tutti gli stemmi dei reparti che hanno formato l’Aeronautica Militare italiana nel dopoguerra.

"Fonte 61° Stormo"

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L’aeroporto di Lecce-Galatina è intitolato alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Tenente Pilota Fortunato Cesari. Cesari nacque a Galatina il 17 marzo del 1912 mentre si arruolò in aeronautica come Allievo Ufficiale Pilota di Complemento nel marzo del 1933. La prima assegnazione è presso il 2° Stormo Caccia Terrestre, nel 1934 cessato il servizio di prima nomina è collocato in congedo ma, appena un anno dopo è richiamato in servizio e collocato presso la Scuola Caccia. Nel giugno del 1935 è assegnato prima al 5° Stormo d’Assalto e poi al 4° Stormo Caccia Terrestre. Nel gennaio del 1936 è assegnato all’aeronautica dell’Africa Orientale Italiana dove, durante la conquista dell’Impero etiopico partecipò a 38 azioni di guerra distinguendosi per doti di coraggio, per spirito di sacrifico e per le elevati doti combattive.
Durante un’azione di guerra di ricognizione a grande raggio, è costretto ad atterrare presso il Lago Aùssa, nel tentativo di difendere il compagno osservatore gravemente ferito cade sotto i colpi dei ribelli.
La nascita del Campo di Fortuna di Lecce venne sancita con un Decreto dell’allora Ministro Italo Balbo il 31 marzo del 1931.
In un primo momento il Campo di Fortuna venne intitolato al Capitano Pilota Antonio Ramirez. Nel 1936 con la costruzione del Regio Aeroporto di Lecce (di 2^ classe) viene cambiata l’intitolazione e designato come sede del 37° Stormo Bombardieri Terrestri dotato di velivoli S.81. Successivamente, oltre al 37° si aggiunge anche il 96° Gruppo Autonomo Bombardieri Terrestri, quest’ultimo dotato di Junkers JU 87, in questo frangente iniziano le operazioni contro la Grecia. Nel 1940 avviene un cambio di reparto, il 96° lascia il posto al 97° Gruppo proveniente da Trapani.
Per operare sul fronte greco-albanese a Lecce si alternano una moltitudine di reparti, cerco di elencarne alcuni: una sezione dell’87^ Squadriglia Osservazione Aerea con Caproni Ca.311, il 149° Gruppo Trasporti SAS, il 101° Gruppo Autonomo Bombardamento in Picchiata e la 209^ Squadriglia Autonoma Bombardamento in Picchiata su JU 87 “Stuka”, la 373^ e 374^ Squadriglie Autonome Caccia Terrestri con MC.200.
Nel marzo del 1941 una formazione inglese di Blenheim colpisce per la prima volta il campo di Lecce-Galatina, successivamente il 37° Stormo, ora dotato di velivoli Breda BR.20 cambia scenario ed interviene a favore dell’occupazione di Cefalonia e Corfù.
Cessate le ostilità nei Balcani, cessa anche la funzione di impiego bellico vero e proprio dell’Aeroporto, la sua funzione principale in questo frangente è più rivolta ad un utilizzo come scalo di transito verso altri fronti della guerra.
Da questo momento sino alla fatidica data dell’8 settembre che sancisce l’armistizio su Lecce continuano ad alternarsi reparti italiani e tedeschi, per ragioni di spazio elenco solo quelli italiani: la 361^ Squadriglia Autonoma Caccia Terrestri, il 155° Gruppo Autonomo Caccia Terrestri con Fiat G.50, ancora il 147° Gruppo, una sezione del 56° Gruppo Bombardieri Terrestri con S.81, il 43° Stormo Bombardieri Terrestri con BR.20, il 45° Stormo Trasporti, il 50° Gruppo Bombardamento Terrestre su Cant Z.1007tris, la 162^ e 169^ Squadriglie Autonome Caccia Terrestri, il 3° Gruppo Autonomo Caccia Terrestri con MC.200, una Squadriglia Caccia Notturna con CR.42, il 2° Gruppo Autonomo Caccia Terrestri con Reggiane RE.2001, il 38° Gruppo Autonomo da Bombardamento su S.84, il 1° Nucleo Addestramento Bombardieri con SM.84 e Cant Z.1007.
Poco prima dell’armistizio l’aeroporto di Lecce viene bombardato pesantemente da uno Squadron di B 24 “Liberator” della 9th Airforce (USAAF United States Army Air Force ).
La rinascita dell’aeroporto di Lecce avviene dopo l’armistizio quando sul campo ormai devastato si avvicendano tutti i reparti della nuova Aeronautica Militare, nonché alcuni reparti della Royal Air Force dotati di Bristol Beufighter e dell’USAAF con velivoli P 38 e B 24, per quanto riguarda i reparti italiani nel periodo 1943 – 1947 vengono costituite due grandi unità operative nazionali, il Raggruppamento Caccia e il Raggruppamento Bombardamento e Trasporti, non si può non citare che in questo periodo hanno operato a Lecce reparti come il: 4°, 5° e 51° Stormo, il 2° e 98° Gruppo dello Stormo Trasporti.
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L’attuale Comandante del 61°Stormo è il Colonnello Maurizio Colonna, nato a Matera il 22 settembre del 1965, ha frequentato l’Accademia Aeronautica con il Corso Eolo IV (1985-1989).
Nel 1990 ha conseguito il Brevetto di Pilota Militare presso l’Euro-Nato Joint Jet Pilot Training (ENJJPT) di Sheppard (Texas).
L’assegnazione operativa avviene presso il 14° Gruppo del 2° Stormo di Treviso sul velivolo G 91R, successivamente con la radiazione del G 91 Colonna effettua il passaggio macchina sull’AMX, durante la sua permanenza a Treviso, che si protrae fino al 1994, ricopre gli incarichi di Capo Nucleo Voli e Statistica della Sezione Operazioni, e di Comandante della 156^ Squadriglia.
Nel bienno 1994-1996 con il grado di Capitano viene assegnato al 32° Stormo di Amendola dove svolge il ruolo di Istruttore di Volo sul G 91T presso il 204° Gruppo di Conversione Operativa e di Comandante della 415^ Squadriglia.
Nel 1995 terminato il periodo in Puglia viene inviato presso la Scuola di Guerra Aerea di Firenze per frequentare il 59° Corso Normale.
Dopo l’anno “Accademico” Colonna ritorna alla vita operativa presso la Scuola Statunitense ENJJPT, quindi un ritorno al passato, non in veste di allievo ma di Istruttore sul T 38A Talon.
Terminata l’esperienza “texana” c’è ancora un anno all’estero (1999-2000), questa volta in Bosnia, è inserito all’interno della Divisione francese “Salamandre” presso l’Aeroporto di Mostar, quale Ufficiale di Collegamento Aeronautico (Air Liaison Officer).
Nel settembre del 2000 Colonna rientra in Italia ed è assegnato ancora al 32° Stormo, nei tre anni trascorsi ad Amendola ricopre gli incarichi di Capo Ufficio Operazioni e di Comandante del 13° Gruppo.
Nel 2004 ritorna per poco negli Stati Uniti per frequentare il Joint Forces Staff College presso Norfolk (Virgina), dall’ottobre del medesimo anno è trasferito presso il 3° Reparto della Stato Maggiore dell’Aeronautica (Roma).
Tra ottobre 2009 e maggio 2010 è inviato a Herat in Afghanistan per assumere il Comando della Joint Air Task Force (JATF), l’unità operativa che gestisce gli assetti di volo ad ala fissa e ad ala rotante dell’AM assegnati al Regional Command West di ISAF (International Security Assistance Force).
L’ultimo passaggio avviene il 20 settembre del 2010 quando gli viene assegnato il Comando del 61° Stormo. Il Colonnello ha al suo attivo più di 2.700 ore di volo, per la maggior parte effettuate su velivoli MB 339, G 91R e T, AMX e T 38, inoltre nella sua ventennale carriera di Ufficiale ha conseguito le seguenti decorazioni:
-Medaglia d’Argento al Merito di Lunga Navigazione Aerea
-Croce d’Argento per Anzianità di Servizio
-Croce commemorativa per attività di supporto Operazione ISAF
-Medaglia al Merito delle Forze Volontarie della Difesa Nazionale lituana
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Con il Foglio d’Ordini n°27 emanato dal Ministero dell’Aeronautica il 20 settembre del 1946 viene formalmente costituito il Comando Scuole di Volo, esso riporta:
Sotto la data del 31 agosto 1946 le disposizioni di cui ai Fogli d’Ordini Ministeriali:
-n° 21 del 1 dicembre 1944 relative alla “Scuola di Pilotaggio”
-n° 16 del 15 settembre 1944 relative alla costituzione della “Scuola Addestramento Bombardamento e Caccia”
sono abrogate:
Sotto la data del 1 settembre 1946 si costituisce con sede sull’Aeroporto di Lecce il “Comando Scuole di Volo”, che riunisce alle sue dipendenze i reparti e servizi già facenti parte organica della Scuola di Pilotaggio e della Scuola Addestramento Bombardamento e Caccia.
Ordinamento:
Il Comando Scuole di Volo:
a) adotta la medesima veste ordinativa, organica e di funzionamento di un Comando di Stormo, ad eccezione della parte operativa in luogo della quale prevede una Sezione Corsi di Istruzione e d’Addestramento.
b) ha alle proprie dipendenze quattro Gruppi di Volo, ciascuno su due Squadriglie, distinti come segue:
1° Gruppo (1^ e 2^ Squadriglia) Scuola di 1° Periodo (istruzione degli allievi piloti fino al conseguimento del brevetto di pilota d’aeroplano; ripresa di pilotaggio per i piloti da lungo tempo lontani dall’esercizio del volo).
2° Gruppo (3^ e 4^ Squadriglia) Scuola di 2° Periodo (istruzione ed addestramento degli allievi fino al conseguimento del Brevetto di Pilota Militare; ripresa dell’addestramento di piloti da lungo tempo lontani dai reparti di volo).
3° Gruppo (5^ e 6^ Squadriglia) Scuola Addestramento alla specialità Caccia.
4° Gruppo (7^ e 8^ Squadriglia) Scuola Addestramento alla specialità Bombardamento.
Dipendenze: assume le stesse dipendenze previste per gli analoghi Stormi dell’Unità Aerea.
Questo estratto dal documento originale è l’atto formale con cui si pone la base per la formazione del Reparto che oggi tutti conosciamo, il 61° Stormo.
Per ripercorrere la storia della Scuola di Lecce-Galatina è necessario rivedere le varie metamorfosi che si sono susseguite dal 1946 ad oggi, il modo più corretto mi sembra sia quello di elencarli in ordine cronologico.

1 settembre 1946 – 1 maggio 1955 Scuole di Volo delle Puglie
Con il referendum popolare del 2 giugno del 1946 si è formalmente costituita la rinascita della Repubblica Italiana, di conseguenza veniva abolita la dicitura Regia Aeronautica in virtù della nascita della contemporanea Aeronautica Militare. Il trattato di pace imposto agli sconfitti diede un duro colpo alla già martoriata situazione della nostra Forza Aerea, il marasma degli ultimi anni di guerra si era portato appresso anche le scuole di volo, tornata la pace si tentò di mettere ordine in quel poco che restava. All’inizio del 1946 l’unico ente preposto a svolgere attività di istruzione era la Scuola Caccia di Lecce, la struttura poteva usufruire di tre Gruppi di Volo dislocati in diverse sedi, 1° Gruppo a Gioia del Colle con in carico i Caproni Ca.164, il 2° Gruppo diviso tra Brindisi e Lecce aveva invece dei biplani Fiat Cr.42 convertiti in biposto a doppio comando, infine il 3° Gruppo dislocato a Lecce allineava tra le propria file una moltitudine incredibile di aeroplani: Fiat G.8, Nardi FN.305, Fiat G.50 biposto, Macchi Mc.200, Macchi Mc.205, Fiat G.55 sia biposto (modello B) che monoposto (modello A). Solo con le forniture americane e con nuovi velivoli di produzione nazionale si ottiene una buona standardizzazione e svecchiamento nella linea di volo delle Scuole, nel breve arco di tempo tra la fine degli anni quaranta e inizio anni cinquanta arrivano degli Stinson L-5, rimpiazzati a loro volta da dei Macchi M 416, da Fiat G.46 e G.59 fino al North American T 6 Texan.
Ovviamente in questo primo periodo post-bellico la situazione logistica della Scuola è veramente precaria, per non parlare della situazione degli aeromobili, fortunatamente giocava a favore il morale del personale che nonostante tutto era comunque buono. Nei primi anni cinquanta si hanno le prime novità in materia di addestramento, in particolare con i primi piloti che vengono inviati negli Stati Uniti e in Canada dove alcuni iniziano a volare anche sui primi aviogetti, inoltre vengono standardizzate le procedure di insegnamento, non più lasciate a discrezione dell’istruttore, ma standardizzati. Vengono svolti così i primi corsi con blocchi addestrativi dedicati: Corso Basico Iniziale (CBI), Corso Basico Avanzato Aviogetti (CBAA), Corso Basico Avanzato ad Elica (CBAE) ed infine il Corso Istruttori di Volo (SCIV).
L’aumento considerevole del numero di allievi da istruire porta lo Stato Maggiore a considerare la formazione di nuove scuole, la Scuola di Volo della Sardegna è la prima dove vengono svolte attività parallele a quelle di Brindisi e Lecce.

1 maggio 1955 – 1 novembre 1957 Scuola Volo 2° e 3° Periodo
Verso la fine del 1954 viene affidato al Comando delle Scuole delle Puglie il compito di effettuare gli addestramenti di 2° e 3° Periodo.
Ultimato il 2° Periodo sul T 6 alcuni allievi vengono inviati presso la Scuola Addestramento Aviogetti di Amendola per effettuare il 3° Periodo sul T 33A, passo indispensabile per approdare ai Reparti dotati di velivoli a reazione, chi non era invece destinato agli aviogetti rimaneva a Lecce per effettuare comunque il 3° Periodo sul G.59 e relativo conseguimento del BPM (Brevetto di Pilota Militare), il completamento dell’iter si svolgeva con i P 51 “Mustang” per svolgere l’addestramento basico caccia.

1 novembre 1957 – 25 ottobre 1960 Scuola Volo Periodo Basico
Nonostante il cambiamento di denominazione, la Scuola continua ad operare con i medesimi velivoli, per il collegamento invece vengono utilizzati i P 148 ed i C 45.
Dal 1 gennaio del 1959 la Scuola eredita i compiti d’istruzione svolti precedentemente dalla Scuola di Alghero.

25 ottobre 1960 – 15 febbraio 1962 Scuola Volo Periodo Basico Iniziale
In questo periodo presso la Scuola salentina operano esclusivamente i monomotori T 6 Texan per l’addestramento ed i bimotori C 45 per il collegamento.

15 febbraio 1962 – 14 settembre 1986 Scuola Volo Basico Iniziale Aviogetti
Nel 1962 l’Ispettorato delle Scuole assume la nuova denominazione di Comando delle Scuole AM.
Questa è la fase storica della Scuola più importante, e in un certo senso anche simbolo di un cambiamento epocale. Mentre i primi aviogetti MB 326 iniziavano una serrata valutazione militare, lo Stato Maggiore formulava un nuovo “syllabus” addestrativo, niente più aereo ad elica, ma aviogetto fin dall’inizio dell’iter, era il concetto del “jet ab inizio”, questa nuova “idea” trova la sua prima applicazione proprio presso la base aerea di Lecce-Galatina con l’arrivo del nuovo addestratore dell’Aermacchi. Contestualmente con il cambio di intestazione in SVBIA avviene anche la trasformazione in Aerobrigata, questo a causa della presenza di tre Gruppi di Volo: 212°, 213° e 214°. Sempre nel medesimo anno la Scuola si deve trasferire presso l’aeroporto di Grottaglie (212° e 213°) e di Brindisi (214°) per consentire una ristrutturazione generale della Base Aerea.
Il 214° Gruppo è il primo Gruppo a ricevere i nuovi MB 326, che ormai giungono a ritmo serrato, consentendo così di effettuare i primi corsi sul nuovo addestratore, con il 43° Corso Allievi Sottoufficiali di Complemento vengono brevettati i primi dieci nuovi piloti con un addestramento svolto solo con un velivolo a reazione. Questa nuova situazione dimostra da subito la bontà del progetto, si passa da 210 ore di volo per brevettare un pilota con il “vecchio” T 6 a sole 130 ore svolte con l’MB 326. In poco tempo vengono radiati tutti i “Texan” e con il Corso “Aquila III” anche per i piloti d’Accademia si completa l’intero iter svolto con il “Macchino”.
Nei primi anni settanta c’è un ripensamento sul sistema “Jet ab inizio”, sulle esperienze di alcune scuole straniere anche in Italia si torna alle vecchie modalità con un mix di aerei ad elica per l’addestramento basico e di aviogetti per l’addestramento avanzato, quindi a Latina con i P 148 i piloti vengono selezionati e conseguono il Brevetto di pilota d’Aeroplano, a Lecce con gli MB 326 si consegue il Brevetto di Pilota Militare, il completamento avviene ad Amendola con l’addestramento avanzato su Fiat G 91T.
Nel 1982 dopo vent’anni di attività inizia il “pensionamento dell’MB 326 con il nuovo MB 339A.

14 settembre 1986 – 1 dicembre 1995 61^ Brigata Aerea
Nulla cambia nel reparto, continuando a rimanere il punto focale della catena di formazione professionale dei piloti dell’Aeronautica Militare.
Dal 1 dicembre 1995 il 61° Stormo acquisisce l’attuale denominazione

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L'autore desidera ringraziare il / the authors would like to thanks the  Col. Colonna, il Ten.Col. Levati, il Ten.Col. Lucivero, il Ten.Col. Mosca, il Magg. Zaccardi, il Magg. Zuzzaro, il Cap. Luisi, il Ten. Guerrieri, il Luogo Tenente Chiarello
e il M.llo Greco. 
Inoltre per la perfetta collaborazione uno speciale ringraziamento al Cap.Testa e
all'Ufficio Pubblica Informazione (SMA Roma)
Moreover, for their perfect collaboration, special thanks are due to Capt. Testa and the
Ufficio Pubblica Informazione (SMA Roma).  
Foto e testo di / images and text by Giorgio Ciarini e / and Aldo Ciarini 
Ottobre / October 2010 - Giugno / June 2011 

 

English translation

work in progress