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La terza edizione dell’esercitazione Co-Operative Key 2002, si è svolta in Francia dal 22 Settembre al 4 Ottobre. La Francia è stata la prima nazione occidentale europea che ha ospitato questo tipo di esercitazione, infatti le precedenti edizioni sono state effettuate in Romania CK 2000 e in Bulgaria lo scorso anno CK 2001.
Lo scenario di una delle più importanti esercitazioni della Nato in Europa è stato la base di Saint Dizier, tra le più grandi presenti sul territorio transalpino essa si trova nel nord-est francese nella regione dell’Haute Marne a un centinaio di chilometri dalla capitale Parigi.
Un breve cenno per ricordare che la Base Aerienne BA 113 è stata inaugurata nel 1913 e intitolata al Comandante Antoine de Saint-Exupery, nel 1951 è stata dichiarata base NATO e nel 1965 con i suoi Mirage IVA sino al 1988 è stata al comando della Forza Aerea Strategica CFAS con il Gruppo di Volo 02.094 “Marne”. Dal 1988 in poi la presenza costante è stata affidata ai Jaguar monoposto e biposto della 7^ Escadre de Chasse con i gruppi EC 1/7 “Provence”, EC 2/7 “Argonne”, EC 3/7 “Languedoc”, dal giugno 2001 solo il primo ha continuato l’attività con tutti i Jaguar rimasti in servizio nell’Armée de L’Air con compiti di supporto tattico e addestramento. In occasione dell’esercitazione lo Squadron è stato trasferito presso la Base di Reims per permettere l’accoglienza dei velivoli ospitati presso la struttura di Saint Dizier.
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L’organizzazione


L’esercitazione è stata organizzata in cooperazione con il comando NATO AFSOUTH attraverso il Generale De La Vega, mentre per la Francia se n’è occupato il Generale Bachelard, al Maggiore delle Forze Armate canadesi Tim Dunne è spettato il compito di dirigere le operazioni sul campo.
Le basi aeree coinvolte sul territorio francese sono state ben cinque, Reims, Dijon, Avord, Nancy e la maggiormente impegnata appunto St.Dizier
La cospicua adesione delle nazioni e la complicanza dell’evento hanno reso necessario la sua programmazione con ben 14 mesi d’anticipo mediante un iter ben definito con precise date. I numeri rendono l’idea dell’enorme “macchina” bellica messa in atto con la presenza di 10 nazioni aderenti al Patto Atlantico più 12 nazioni “Partner” che fanno parte del programma PFP (Partnership For Peace), coinvolgendo circa 1600 uomini e più di 60 aeromobili. Mentre il compito principale di pianificare l’evento ricade sotto l’egida della Nato, l’organizzazione dello svolgimento nei 14 giorni di esercitazione è stata garantita dal paese ospitante che ha reso operativi tramite gli uomini e i mezzi della Forza Aerea francese tutti i centri nevralgici, come il controllo delle operazioni aeree con l’AOC (Air Operation Centre), e il Current OPS per la pianificazione delle missioni, da notare che tutti questi centri di controllo sono di tipo modulare in container semoventi. L’Olanda altro paese membro ha invece garantito l’organizzazione del centro MCC (Medical Control Center).

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Lo Scopo


L’obiettivo principale dell’esercitazione è quello di integrare e rifinire agli standard Nato le operazioni militari di quei paesi dell’Est Europeo che rientrano nel programma PFP Partnership For Peace e che nel corso dei prossimi anni entreranno a pieno titolo come partner del Patto Atlantico. Questa specifica esercitazione è mirata ad integrare missioni di PeaceKeeeping, quindi di portare soccorso a paesi in difficoltà per problemi interni o in conflitto con paesi limitrofi, ovviamente l’intervento militare avviene sotto il controllo e per conto delle Nazioni Unite.

Lo scenario


Virtualmente indicato in due distinte aree denominate la prima Weston, posta a sud di Nancy dove regna una forma di dittatura con un notevole potenziale militare. La seconda denominata Asperia, regione democratica e con una notevole rilevanza economica idealmente posta intorno a St.Dizier. Con la memoria rivolta ai recenti conflitti nei Balcani viene creata una situazione di attrito tra le due regioni che sfocia in un conflitto di carattere etnico-politico e quindi si vengono a creare i presupposti per un intervento dell’ONU, volto soprattutto a portare aiuti umanitari alla popolazione maggiormente colpita dagli eventi e successivamente con l’intento di ristabilire la pace nella regione.

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Il calendario e l’organizzazione sul campo


Il 22 settembre si è avuto il dispiegamento sulla base degli uomini e dei mezzi.
Il 23 e il 24 due giornate di full immersion in aula per “educare” i partecipanti.
Dal 25 al 27 tre giornate di voli di addestramento per conoscere il territorio e le procedure.
Dal 27 al 3 di ottobre vengono svolte missioni congiunte delle varie forze aeree partecipanti con l’intento di raggiungere gli obiettivi preposti dall’esercitazione.
Il 4 di ottobre una cerimonia di chiusura conclude il programma.
Divisa in vari settori riportiamo in modo schematico le varie componenti che hanno garantito l’evolversi dell’esercitazione.
THE DIRECTING STAFF (DISTAFF):
Supervisiona il corretto svolgimento dell’esercitazione, è completamente indipendente dalle forze sul campo, può redigere e discutere le varie tattiche in base alle informazioni che recepisce.
BATTLESTAFF CELL:
In base agli obiettivi richiesti simula e valuta tutti gli eventi che nascono sui vari fronti.
AIR OPERATION CENTER (AOC):
Ha il controllo totale delle operazioni aeree, sotto il suo controllo si trovano Air Tasking Orders (ATO), Airspace Control Orders (ACO) e Special Instructions (SPINS).
CURRENT OPS:
Verifica in tempo reale il corretto svolgimento di tutte le operazioni e l’esatta posizione dei mezzi sul campo, subordinate al suo comando si trovano:
DEFENSIVE CELL:
Comanda le operazioni di difesa aerea, coordina e trasmette la posizione degli obiettivi tramite velivolo AWACS, attiva le componenti Close Air Support o Medevac.
OFFENSIVE CELL:
Comanda le operazioni di attacco contro il nemico e le operazioni di ricognizione.
PRCC/CSAR – TRANSPORT CELL:
Dirige le operazioni di Combat Sar, Medevac e trasporto.
AEROMEDICAL EVACUATIONS CONTROL CENTER (AECC):
Controlla tutte le operazioni di aeroambulanza in sintonia con il controllo medico MCC Medical Control Center.
INTELLIGENT CELL:
Analizza e coordina con gli altri livelli di controllo le informazioni sensibili e aggiorna le situazioni tattico/politiche in continua evoluzione.
OPS PLAN:
Assicura la pianificazione delle attività in base allo scenario in corso.
MEDICAL CENTER:
Si occupa dell’organizzazione medica dell’ospedale da campo e cura l’addestramento di tutto il personale paramedico, inoltre partecipa alle missioni SAR con la propria équipe medica.

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Le attività e i partecipanti


Il programma delle missioni è stato articolato in modo da poter svolgere tutti i giorni una missione la mattina, una nel primo pomeriggio e una notturna non quotidiana per limitare il disagio delle popolazioni limitrofe alla base.
Le missioni sono state per tutte le “uscite” pressoché identiche come impostazioni ma modificate come componenti dei partecipanti per avere una “rotazione” di tutti gli equipaggi coinvolti.
Riassumibili in tre distinte fasi le missioni prevedevano come obiettivo principale ottenere una superiorità aerea nell’area interessata alle operazioni di soccorso con l’utilizzo di sistemi aviotrasportati AWACS, che controllando lo spazio aereo forniscono ai caccia intercettori in volo le informazioni necessarie su eventuali “intrusi” da intercettare.
La seconda fase più delicata era garantire il soccorso aereo con elicotteri Combat Sar pronti ad intervenire per recuperare soldati e/o piloti alleati che si trovavano in imminente pericolo di essere catturati dal nemico, mentre alcuni elicotteri più capienti si portavano anch’essi nelle zone di soccorso per incrementare gli aiuti umanitari alle popolazioni ed effettuare missioni di evacuazione sanitaria Medevac. La terza fase che si rende necessaria in concomitanza della presenza di elicotteri e uomini sul territorio ostile prevede la presenza di aerei CAS (Close Air Support) che da vicino proteggono lo svolgimento delle missioni di soccorso contro eventuali minacce che arrivano da terra, siano essi mezzi corazzati o ingenti truppe di soldati.
Le operazioni di salvataggio si concludono con il recupero di feriti che vengono subito trasferiti all’ospedale principale da campo di St.Dizier dove prestate le prime cure tramite velivoli da trasporto tattico vengono trasferiti verso i centri ospedalieri.
Riassumendo tutte le missioni prevedevano nella prima fase il decollo di caccia che comprendevano Mirage 2000C francesi e greci, F 16C turchi oppure Mig 21 Rumeni, sotto la sovraintendenza dei centri di controllo e con l’ausilio di un E 3F Awacs francese veniva stabilita la superiorità aerea. In un secondo tempo gli aerei di tipo OA 10A e AC 130H americani, e Su 25 bulgari supportavano i contingenti di terra difendendoli da eventuali minacce terrestri, in terzo luogo entravano in scena la maggioranza di velivoli ad ala rotante che si occupavano del Combat Sar e quindi dell’eventuale recupero di alleati in territorio ostile, una parte di elicotteri si occupava invece del trasporto di aiuti umanitari o di evacuazione della popolazione colpita dal conflitto.
I mezzi impegnati nella specialità erano Mil Mi 17 della Slovacchia, Moldavia, Latvia, Croazia, Bulgaria, Lituania e Macedonia, AB 412 della Slovenia, Cougar della Svizzera, Puma della Francia e Romania, AB 212 della nostra Aeronautica Militare. Sulla base erano presenti AN 26 della Bulgaria, Lituania, Ungheria, Slovacchia, C 130 Rumeno e Americano, CN 235 Turco e Francese, LET 410 della Latvia, Transall Francese, G 222 della nostra Aeronautica Militare e per ultimo Fokker F 60 della Forza Aerea olandese, molti di questi usati per l’evacuazione sanitaria.
Abbiamo rappresentato tutte le componenti che hanno svolto operazioni con aeromobili, anche se vanno menzionati molti paesi importanti come la Germania, l’Inghilterra che hanno schierato per l’occasione uomini e donne in supporto alla logistica e al controllo delle operazioni senza partecipare direttamente con aeromobili.
L’appuntamento per la prossima edizione della CK è in Bulgaria l’anno prossimo.

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Foto e testo di / Images and text by Giorgio Ciarini 
Settembre / September 2002 
Pubblicato su / Published on JP4 Dicembre / December 2002

 

English translation

Work in progress