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La partecipazione alla terza edizione del World Defence Show (WDS) di Riyadh (Arabia Saudita) ci ha permesso di riprendere alcuni velivoli delle Forze Armate saudite, in particolare della Forza Aerea (Al-Quwwat Al-Jawiyah Al-Malakiyah as-Su’udiyah – Royal Saudi Air Force), dell’Esercito (Qiadat Tayaran Al-Quwwat al-Bariyat al-Malakiyat as-Su'udiyah - Royal Saudi Land Forces Aviation Command) e della Guardia Nazionale (al-Ḥaras al-Waṭanī - Saudi Arabian National Guard) soggetti sicuramente non comuni da vedere in Europa. La visita al Salone non è stato l’unico “momento” fotografico a cui ci siamo dedicati, ma abbiamo anche approfittato della nostra presenza in loco per visitare il Museo della stessa Forza Aerea. Il WDS si è tenuto dall’8 al 12 di febbraio nel distretto di Malham, circa 70 km a nord di Riyadh. Il luogo che ha accolto il Salone è il Riyadh Exhibition & Convention Center, un’area espositiva che offre 10.000 mq di spazio al coperto e altrettanti all’aperto, con tutti i servizi di accoglienza per delegazioni, espositori, aree stampa e sale conferenze. il Riyadh Exhibition & Convention Center è dotato di una pista lunga quasi tre chilometri e di un ampio piazzale di circa 120.000 mq. L’evento è stato patrocinato dalla Famiglia Reale e dalle principali istituzioni saudite, in totale hanno partecipato 76 paesi con oltre 800 espositori. Oltre alle Forze Armate locali, ben rappresentate come vedremo più avanti, sono arrivate a Malham anche la Pakistan Fiza'ya (Forza Aerea pakistana) con un Super Mushshak MFI-395 e due JF 17 Thunder. Gli Stati Uniti erano presenti con alcuni velivoli dell’United States Air Force, due F 16C del 31st FW di Aviano AFB, un A 10C del 442nd FW di Whiteman AFB, un F 15E del 4th FW di Seymour Johnson, un HC 130J del 920th RQW di Patrick AFB e un KC 46A. La Marina statunitense – United States Navy – era presente con un MH 60S dell’HSC-26. L’Esercito americano – United States Army – ha esposto un UH 60M. L’unico velivolo statunitense ad essersi esibito in volo è stato un F 35A. Rimanendo nei soggetti presenti in statica, era presente un NH 90NFH della Al-Quwwat Al-Jawiyah Al-Amiriyah Al-Qatariyah (Forza Aerea del Qatar), due A400M, uno della Royal Air Force e uno della Luftwaffe (Forza Aerea germanica), quest’ultimo si è esibito in decolli e atterraggi tattici. Presente anche la Pattuglia Acrobatica “Black Eagles” della Dae Han Min Guk Gong Gun (Forza Aerea della Corea del Sud) con i suoi otto KAI T 50B Golden Eagle. |
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L’industria era presente al WDS in massa, tra gli stand più importanti troviamo sicuramente quello di Lockheed Martin che ha esposto un mock-up dell’F 35 con le insegne saudite, ovviamente non poteva mancare il Consorzio Global Combat Air Programme (GCAP) con il mock-up del velivolo di 6ª generazione Tempest. La componente industriale “aeronautica” italiana era ben rappresentata con la società Leonardo, oltre agli elicotteri operanti in Arabia Saudita, era presente in mostra statica il C 27J. |
Ritorniamo ai padroni di casa sauditi, la parte del “leone” è stata fatta dalla Al-Quwwat Al-Jawiyah Al-Malakiyah as-Su’udiyah (Forza Aerea saudita), in mostra statica erano presenti: due ormai rarissimi Tornado IDS, uno grigio e uno commemorativo per i 95 anni della Forza Armata, un A330-MRTT, un AS532A2, tre F 15SA, di cui due con i colori commemorativi, alcuni Typhoon F2 di cui uno dipinto per i 95 anni della Forza Aerea. La Qiadat Tayaran Al-Quwwat al-Bariyat al-Malakiyat as-Su'udiyah (Aviazione dell’Esercito saudita) era presente con un CH 47F, un AH 64E e un UH 60M. Presente anche un MD 530F della al-Ḥaras al-Waṭanī (Guardia Nazionale saudita). Inconsueta anche la presenza di un Aeromaritime Merlin dell’Aero Club saudita, più alcuni velivoli come l’AW 139 del Ministero della Difesa allestito per l’Evacuazione Sanitaria, oppure un Beechcraft 200GT del Centro Nazionale meteorologico. |
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Il programma di volo si è praticamente ripetuto sui quattro giorni del Salone, la parte predominante è stata ad appannaggio dei fast jet, Typhoon e F 15SA, della Forza Aerea, dove i piloti non si sono risparmiati in manovre ad alte prestazione e lanci di flares (contromisure difensive rilasciate dagli aeromobili per ingannare i missili a ricerca di calore, bruciando ad altissime temperature - circa 2000 °C -, attirano il sensore del missile lontano dal bersaglio reale) molto scenografici, soprattutto per gli obbiettivi dei fotografi.
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La Forza Aerea saudita è stata ampiamente rappresentata al WDS dalla sua Pattuglia Acrobatica, i Saudi Hawks, con una dotazione di sei Bae Hawk Mk.165 ha iniziato ad esibirsi nel 1999, facendone una delle Pattuglie Acrobatiche più giovani del panorama mondiale. Ha mosso i primi passi con l’aiuto dei piloti inglesi dei Red Arrows. La sua sede stanziale è presso la base aerea King Faisal a Tabuk e fa parte dell’Aviation Wing 7, mentre la denominazione operativa è 88 Squadron. Proprio in occasione del WDS i Saudi Hawks si sono esibiti per la prima volta con la versione aggiornata dell’Hawk la Mk.165, invece dell’originale Mk65/Mk65A, utilizzato fino al 2025, oltre al nuovo velivolo è stata aggiornata anche la colorazione, sempre verde ma molto più accattivante. |
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L’unica altra Pattuglia Acrobatica che si è esibita al WDS 2026 è stata quella dei Black Eagles della Dae Han Min Guk Gong Gun (Forza Aerea della Corea del Sud), la sua denominazione corrente è 53rd Air Demonstration Group con sede presso la base aerea di Wonju. A differenza di quella saudita i Black Eagles sono nati nel pieno della Guerra Fredda infatti, era il 1° ottobre del 1953 quando in seno alla Forza Aerea era stato creato un team acrobatico dotato di quattro P 51 Mustang, nell’ottobre del 1956 è stato invece trasformato in Show Flight Team e dotato di addestratori T 33A. Il 1° ottobre è stato invece formato il Blue Sabre Team con quattro F-86E Sabre. Nel 1966 il Sabre viene sostituito dall’F 5A Freedom Fighter e nel 1967 prende l’attuale denominazione Black Eagles. Il 12 dicembre del 1994 riceve sei T 37A Dragonfly e svolge come ruolo primario l’acrobazia aerea. Nel 2007, la Pattuglia Acrobatica viene temporaneamente chiusa, solo il 23 settembre del 2009, con l’arrivo dei velivoli T 50, ricomincia ad esibirsi in occasione dei 60 anni della costituzione della Forza Aerea. |
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| Museo della Al-Quwwat Al-Jawiyah Al-Malakiyah as-Su’udiyah – Royal Saudi Air Force |
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Il Museo è collocato sulla Eastern Ring di Riyadh, la grande tangenziale posta ad est della capitale saudita. Tra l’uscita 10 e l’uscita 11 è facilmente riconoscibile grazie all’imponente coda verde di un Lockheed L-1011 “Tristar”. Il trireattore della Lockheed segnala l’ingresso del museo “Saqr al-Jazira”, una raccolta di aeromobili, attrezzature, tute di volo, armamenti, immagini e documenti che riguardano l’aeronautica militare saudita e anche quella civile. Il Museo è stato aperto nel 1999 ed è composto da un austero edificio che accoglie la stragrande maggioranza dell’esposizione e di un’area esterna dove sono posti una discreta quantità di aeromobili, ancora in buone condizioni grazie alle particolari condizioni meteo del paese, piogge rare e un tasso basso di umidità dell’aria per tutto l’anno. Ne sono la riprova la riprova i due Sikorsky S 61 in colorazione VIP esposti sullo spiazzo a sinistra dell’ingresso principale, anche i Cessna 172G sono ancora in buone condizioni. Lo stesso dicasi per il T 6 che pur mancando dell’impianto propulsivo, è molto ben conservato. Sono in condizioni dignitose anche il DC 4 e l’A 26C. Tra i fast jet esposti all’aperto c’è un F 86F, visibilmente “rattoppato” con parti di altri velivoli, uno Strikemaster 167 Mk80, un Tornado ADV (F3), un F 15D, gli ultimi arrivati sono due Hawk Mk65, uno con i colori dei Saudi Hawks. Situazione un po' diversa per il Lightning T.54 biposto collocato all’esterno, sicuramente non conservato bene come quello posto all’interno. Ad accogliere i visitatori che entrano nell’area espositiva al coperto c’è un Curtiss JN-4 “Canuck”; noto biplano di produzione canadese che denota come sin dall’inizio la Forza Aerea saudita abbia diversificato le dotazioni. Come altro esempio l’AB 206A che è stato costruito in Italia. Il secondo T 6 Texan esposto all’interno evidenzia come l’addestratore ha composto la spina dorsale delle Scuole di Volo per decenni. Nell’ampio ambiente interno troviamo la storia della Forza Aerea con uno splendido esemplare del primo jet entrato in servizio, un DH 100 “Vampire” FB52. Per l’addestramento troviamo anche un Chipmunk T20, un Beechcraft T 34 e un raro Temco T 35A “Buckaroo”. Interessante il C 47B, purtroppo non fotografabile per intero per la presenza di due piloni di cemento, l’esemplare era stato donato dal Presidente americano Franklin Delano Rooswelt al Re ʿAbd al-ʿAzīz ibn Saʿūdal, fondatore del regno saudita, il Dakota è stato il primo velivolo VIP della Forza Aerea. Per continuare troviamo un T 28 in livrea metallica, uno Strikemaster, un Hunter F6 e l’immancabile caccia bombardiere F 5E. Il taxi che ci attende sulla trafficata “Eastern Ring” ci impedisce di curiosare fra gli angoli di questa area immensa dove altri aerei civili e militari attendono il restauro, come nel caso del C 130, di cui la Forza Aerea è tuttora un importante operatore mondiale con varie versioni ancora in linea. |
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| Ordine |
| Per ampliare la documentazione su questa Forza Aerea “esotica” descriviamo il suo ordine di battaglia attuale suddiviso per tipologia di aeromobili, a corredo alcune immagini di aeromobili che hanno operato, o sono ancora operativi, nella Al-Quwwat Al-Jawiyah Al-Malakiyah as-Su’udiyah e che non compaiono nel resto dell'articolo. |
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Modello
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Base aerea |
Aviation Wing |
Squadron |
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A330-MRTT
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Al Hkarj |
4 |
24 |
| AB 412EP / Bell 412EP |
Hafr Al Batin |
15 |
12 |
| |
Tabuk |
7 |
25 |
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Taif |
9 |
14 /33 / 44 |
| AS532A2 |
Khamis Mushayt |
5 |
66 / 99 |
| Beech 350 |
Al Kharj |
6 / 14 |
19 / 41 / 50 |
| C-130H / C-130H-30 |
Jeddah |
9 |
4 / 16 / 20 OCU |
| KC-130H/J |
Al Kharj |
4 |
32 |
| E-3A / RE-3A/B / KE-3A |
Al Khari |
4 / 6 |
23 / 18 / 19 / 71 |
| F-15C/D |
Dharan |
3 |
13 |
| |
Tabuk |
7 |
2 |
| |
Taif |
10 |
5 / 34 / 94 |
| F-15SA |
Al Jouf |
16 |
15 |
| |
Dharan |
11 |
FWS |
| |
Hafr Al Batin |
15 |
17 / 92 |
| |
Khamis Mushayt |
5 |
6 / 55 |
| |
Tabuk |
7 |
29 |
| Hawk Mk65 / Mk165 |
Tabuk |
7 |
88 |
| |
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13 |
21 / 37 / 79 |
| Jetstream 31 |
Dharan |
11 |
35 |
| MFI-395 |
Al Majma’ah |
1 |
8 |
| PC-21 |
Al Majma’ah |
1 |
9 / 22 / 77 |
| S 2000AEW&C |
Al Kharj |
14 |
60 |
| SR22T |
Al Majma’ah |
1 |
8 |
| Tornado IDS |
Dharan |
11 |
7 / 75 / 83 / FWS |
| Typhoon F2 / T3 |
Taif |
32 |
10 / 80 |
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Foto di Elio Viroli, Oscar Bernardi e Alberto Moccehtti Testo di Elio Viroli Febbraio 2026
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English translation
Work in progress
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Images by Elio Viroli, Oscar Bernardi and Alberto Moccehtti Text by Elio Viroli February 2026 |
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